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Mi è capitato sottomano il numero dell'Ottobre scorso dell'Ordine dei Geologi delle Marche, dedicato alle parcelle professionali. So di sfondare una porta aperta, ma secondo me è utile parlare del fantomatico "Onorario a percentuale", così poco utilizzato dalla nostra categoria, che però la dice lunga sul perché siamo messi tanto male. Mi piacerebbe confrontarmi con gli altri colleghi su questo. Facciamo qualche esempio: villino di 200 mq. Sulla stessa rivista vengono forniti, in mancanza dell'importo dell'opera (un dato che è difficile carpire dal Progettista), dei parametri per calcolare lo stesso: 310 €/mq per edifici di civile abitazione 515 €/mq per edifici artigianali e industriali. Quindi, nel mio caso, esce fuori un importo dell'opera pari a 62000 €. Sullo stesso numero vengono forniti gli onorari a percentuale: nel nostro caso (classe Ia, quindi senza considerare particolare aggravanti) viene fuori un onorario di circa 930 €. Se a questo sommiamo le spese accessorie, senza troppo infierire, pari ad un 30 % dell'onorario (si badi che il Tariffario ci consentirebbe di salire sino al 60 %!), la parcella salirebbe a 1209 €. Questo senza considerare le spese imprenditoriali: nel caso di n°3 prove penetrometriche dinamiche, il minimo che si può fare, possiamo considerare almeno altri 500-700 €, per un totale di circa 1700-1900 €. Il prezzo reale di mercato, per lo meno dalle nostre parti ? 900 €, ovvero la metà.
Secondo caso: capannone artigianale di 1000 mq. Sempre applicando i parametri forniti dall'Ordine delle Marche, l'importo dell'opera presunto sarà pari a 515000 €, da cui discende un onorario a percentuale di circa 2200 € (sempre se consideriamo il caso più semplice della classe Ia), che può tranquillamente arrivare, con le spese, a 2860 €. Anche qui se consideriamo un minimo di spese imprenditoriali, almeno n°5 prove penetrometriche, arriveremmo ad almeno 3600-3900 €. Qual è invece il prezzo di mercato ? Mah, grasso che cola se si riesce a tirarci fuori 1600-2000 €. Anche in questo caso lavoriamo con un ribasso del 50 %, se non oltre.
Ragioniamo: l'onorario a percentuale sarà stato predisposto tenendo conto delle effettive competenze che dovrebbero spettare al geologo e quindi, fino a prova contraria, è uno strumento valido ed oggettivo per valutare l'entità delle nostre prestazioni. In altre parole, non è certo il frutto di ragionameni fantasiosi. In realtà noi lavoriamo con prezzi che sono prossimi al 50 % se non di meno. Ecco spiegato perché non riusciamo ad alzare la testa. Pensate che bello se, da domani, applicassimo TUTTI (senza fare i furbi) l'onorario a percentuale. Inizieremmo finalmente a guadagnare il giusto. Lo so che è pura utopia, ma parlarne non fa male. Quantomeno sarebbe il caso di prendere atto che ci siamo (a dire il vero la responsabilità è dei colleghi che ci hanno preceduto) volutamente castrati. Oramai penso che non ci sia più possibilità di rimediare. Anzi, a me capita sempre più spesso di fare preventivi a vuoto, per cui anche i 900 € del villino tra un po' saranno utopia.
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Iscritto: Apr 2000
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antonio, devo quotarti al 100%, credo come altri che leggeranno. però sulla conclusione posso aggiungere una nota ottimistica: sarà stato un caso, sarà che faccio pochi lavori di geotecnica come quelli da te citati, ma ti posso assicurare che questi sono stati regolarmente pagati secondo la 'leggenda' quindi spero che proprio da chi si occupa più costantemente di geotecnica parta la 'ricostruzione' (è proprio il caso di dirlo) di una geologia professionale deontologicamente adeguata e remunerata.
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Iscritto: May 2004
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Sarebbe veramente bello se TUTTI quanti ci decidessimo (e mi metto tra quelli che attualmente non lo fanno) a lavorare a tariffario. Sfortunatamente (lo dico col cuore sanguinante) non sarà mai possibile. Innanzitutto perché è utopistico sperare che tutti lavoriamo allo stesso prezzo (esistono da sempre persone che, avidamente, cercano di ottenere sempre di più, a scapito degli altri e quindi per loro abbassare di poco i prezzi sarebbe facilissimo, ottenendo quello che esiste già ora ossia la corsa al ribasso). Inoltre mi hanno parlato di geologi che si prestano a fare relazioni fittizie (si inventano le prove o utilizzano prove effettuate a "breve" distanza pari ad oltre qualche kilometro) facendosi, ovviamente, pagare un nonnulla (chiaro che il cliente sa che la relazione è solo fittizia e si prende tutti rischi a suo carico) creando un precedente che rovina completamente la piazza. Per finire ritengo che cambiare la mentalità delle persone (ossia noi geologi)sia oltremodo difficile in quanto molti di noi ritengono la nostra professione sottopagata, ma gli va bene lo stesso le cose come stanno. Siamo destinati a mantenere i prezzi bassi perché abbiamo un Ordine professionale poco forte, che se ne frega altamente della situazione e preferisce mantenere lo Status Quo. Spero di sbagliarmi, ma sono diffidente e vedo il nostro "bicchiere quasi prosciugato".
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Iscritto: Aug 2000
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Cari colleghi, i tariffari ed il privato non vanno molto daccordo, ma non da ora....., anzi vi dirò di più, se provate a chiedere a qualche collega "anziano" vi sparerà una cifra di mercato prossima al 50% del tariffario, ma poi..., perchè il committente che vi ha richiesto il preventivo non vi ha commissionato il lavoro?. dalle mie parti se lo aggiudicano anche al 10-20%, e (ora mi posso considerare senior) posso assicurarvi che non sono i "giovani" come spesso viene propinato in assemblee varie degli ordini, ma tariffe imposte sul territorio dagli ormai senior a dettare legge di mercato. Come fare? In una di queste assemblee ho proposto all'ordine di rendere in qualche modo obbligatoria la vidima (tanto non la pago io, ma il committente), l'ordine incassa, visto che ormai non si vidima più nulla eccetto per i decreti ingiuntivi, l'ordine potrà abbassare gli oneri di vidima, e in qualunque parte del territorio nazionale io sarò garantito da concorrenza sleale ed al di sotto degli ipotetici minimi tariffari.....meditate gente meditate...
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Iscritto: Mar 2004
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Sicuramente mi farò odiare da più parti, ma credo sia opportuno aggiungere qualcosa a quanto detto dal buon geol.dilella; ho ragione di credere che coloro i quali si "prostituiscono" al 10-20% siano prevalentemente quelli che fanno la professione "a tempo perso", ovvero quelli che hanno -generalmente- un lavoro dipendente che gli assicura un fisso mensile!!! Dico questo perchè, facendo due calcoli, io che tento di sopravvivere esclusivamente con la mia professione, ormai quarantenne e con due figli a carico, me la vedo veramente nera pur tentando di farmi pagare "quasi" per quanto vale il frutto del nostro lavoro. Purtuttavia, aggiungo che piuttosto che svendere e svilire il mio lavoro, qualora mi trovassi in condizione di necessità, preferirei abbandonare la professione e lavorare come cameriere, almeno non avrei alcuna responsabilità ed una volta terminato il mio turno di lavoro potrei dedicarmi un pò alla mia famiglia ed a me stesso!!!! Se queste mie parole hanno urtato la suscettibilità di qualcuno.....beh! mi dispiace ma è quello che penso. giovanni.
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Iscritto: Aug 2000
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Caro Giovanni T., ti assicuro che qundo si parla di questi argomenti sono in molti ad odiare chi li fà, sono cose che si fanno ma non si dicono. Se può consolarti ho pensato anch'io di fare il cameriere, aprire un negozio "serio" di Computer o quant'altro mi passava per la mente, ma mi sono adeguato in altra maniera, col tempo mi sono specializzato!!!, si credo che solo così ci si può ritagliare una nicchia su cui cercare di imporre un avvicinamento ai minimi tariffari, lavoro quasi esclusivamente nel campo delle bonifiche, lasciando passare (rifiutando) tutte quelle relazioni relative a piccoli o grandi lavori privati. Risultato? Da 70-80 fatture annue da 100,00 Euro, ne faccio 2-3 da 10.000-20.000 l'anno, stesso risultato economico, migliore qualità di lavoro e più tempo per procacciarsi 1-2 lavori l'anno. Il resto? non lo faccio, oppure, quando non si può dire di no all'amico... (1-2-3) glielo faccio gratis, almeno hai qualcuno che resta obbligato nei tuoi confronti, (almeno ricevi un grazie!). Volevo raccontarvi una mia impressione passata rispetto ai colleghi "Professori" che svolgono libera professione. Una volta, per chi ricorda, c'erano i professori universitari e di scuole medie e superiori che potevano esercitare liberamente la professione. Un ministro di un governo passato ha voluto eseguire una distinzione nei loro contratti di statali in cui loro avrebbero dovuto scegliere se aderire al partime o al tempo pieno. A quel tempo tutti, si proprio tutti, i professori di scuole medie e medie superiori imprecavano notte e giorno contro i "BARONI" universitari che in virtù della loro posizione di prestigio ingurgitavano tutto il possibile, lasciando nemmeno le briciole agli altri. Comunque nei comfronti di tale proposta l'intera categoria degli statali insorse, ma non riuscirono a spuntarla, la legge passò. Magno cum gaudio, forse si riuscirà a lavorare, dicevano quelli che non insegnavano. Guarda un pò però, I professori universitari calarono la testa, si fecero due conti in tasca e scelsero molti optare per il tempo pieno (lo stipendio era molto più che seufficiente), e poi potevano fare consulenza aprendo uno studio associat a nome di qualche fresco Laureato che li aiutava a tirare la carretta. Gli insegnanti delle scuole medie e medie superiori non potevano permetterselo, enturage limitato, allora fanno ricorso e interpretazioni autentiche della legge, cosa ottengono: Il contratto di insegnante di per sè è da intendersi come a tempo limitato, se il capo di istituto da assenso, possono svolgere libera professione. Risultato: gli universitari continuano ad accaparrarsi i più "grassi" lavori (grandi opere), gli insegnanti diventano i "Baronetti" provinciali e locali con prezzi concorrenziali, tanto tutto quello che arriva è grasso che cola, a quasiasi prezzo, ed i poveri giovanotti, che nel frattempo non hanno trovato nemmeno impiego come insegnanti, perchè nel frattempo è cambiato e si è saturato il mondo dell'insegnamento, restano comunque alla mercè dei prezzi imposti al ribasso. Anche a livello fiscale, vengono verificati beccati sempre loro, perchè è dura raggiungere un importo di dichiarazione congruente con gli studi di settore senza l'apporto di un mensile.
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Iscritto: Oct 2001
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sono entrata nel mondo geologico nel 1996 ed ho sempre visto, da queste parti, personaggi che facevano prezzi stracciati. ora è il 2005 ed i prezzi si sono notevolmente abbassati. a nulla valgono le riunioni, le segnalazioni, i confronti diretti. Il nulla totale. anzi qualcosa c'è: chi cerca molto faticosamente di alzare i prezzi, lentamente ma costantemente, si vede calare a vista d'occhio il lavoro. Piccolo esempio? bel lavoretto da 5.200 euro, non a tariffario ovviamente ma buon prezzo. Qualcuno lo farà a 3.100. il bello è che mi sono sentita chiedere dal committente se potevo arrivare a quella cifra.........
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Purtroppo quella dei compensi stracciati è una piaga che non affligge solo noi geologi , ma anche quasi tutte le categorie professionali.
A questo si deve aggiungere il fatto che molti progettisti per dimostare ai committenti che loro sono capaci di farli rispermiare su tutto ( per poi semmai fregarli dove c'è della polpa) dicono ai giovani colleghi cifre da brivido in un gioco al ribasso veramente odioso.
Tutto questo è stato da me detto e ridetto non solo su questo forum ma inutilmente come ho scritto varie volte, pure inutilmente, che l'unico rimedio a quest osconcio è l' obbligarietà del visto della parcella (come dicono si faccia in Spagna).
Ma per ottenere tutto questo nessuno si muove e io non lo capisco (sarà perchè invecchiando mi sono rincitrullito ??)
Antonio
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.....sarò anche stra-ripetitivo ma ricordo una mia vecchia frase (già postata):".....ah come sarebbe bello (e leale) se ogni relazione, per qualsiasi committente, terminasse con un paragrafo intitolato 'calcolo dell'onorario'....".
Quanto al resto discorso vecchio e ritrito, ma molto brutto.
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Il discorso è molto più semplice: - bisogna farsi incaricare direttamente dal Committente e non dall'altro tecnico. Il "capocommessa" (ing, geom, arch) deve avere il SOLO incarico di raccogliere le progettazioni eseguite dalle altre catoegorie professionali, e non di farci la cresta come succede sempre. In questo modo si evitano ribassi o connivenze con gli altri tecnici che portano a dover stracciare la prestazione professionale. La Merloni parla chiaro !!
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