Mccoy, a mio parere una soluzione alternativa, per la verifica di un reticolo di travi rovesce, potrebbe essere l'utilizzo del metodo di Richars (così come riportato nelle linee guida AGI del 2005 - Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica). Tra l'altro, recentemente ho letto una pubblicazione del Prof. Maugeri (sui vari metodi di calcolo della capacità portante) che riferiva, circa la suddetta formula di Richards, che i contributi alla riduzione della capacità portante dovuti all'eccentricità ed alla inclinazione del carico non sono separati da quelli relativi agli effetti inerziali.
Alessandro, mi dici per cortesia a quale pubblicazione ti riferisci? Per inciso, così come dice Alessandro in modo corretto, allo stesso modo ci si potrebbe riferire alla formula di Maugeri e anche a quella dell'EC8, tutte contemplano la striscia indefinita.
Basterebbe non pensare a risolvere con il khkkhikkkrrkr ecc... che crea solo confusione.
Marco, non ho con me la pubblicazione (al momento sono fuori sede), ma ti anticipo che non è recentissima (ricordo sommariamente, potrei anche sbagliarmi, che è in lingua inglese, che la rivista è anglosassone e che è del 2001); al più presto comunque, rientrando in ufficio, ti darò il titolo e gli estremi del documento.
Optare per la striscia indefinita non mi sembra la soluzione migliore per il semplice fatto che questa geometria penalizza la resistenza rispetto alla geometria assialsimmetrica o 3D (sezione quadrata).
Realisticamente, già non inseriamo nel computo energetico la rottura dei vincoli, il che rende la verifica un lower bound.
Adottare il lower bound del lower bound mi sembra eccessivo.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Prima di tutto vorrei ribadire che la verifica agli SLU di un reticolo costituisce più un adempimento formale della normativa che una necessità sostanziale.
La verifica rigorosa, come già ampiamente discusso da anni, dovrebbe valutare come dato di input,oltre alle sollecitazioni ai nodi, la resistenza al taglio e alla flessione dei singoli membri. Non esiste modello geotecnico adeguato, per cui si dovrebbe creare un modello FEM o con altre tecniche numeriche.
Il modello dovrebbe inoltre considerare le disomogeneità statistiche del campo aleatorio, tramite l'algoritmo LAS di Fenton e Griffith. Algoritmo sperimentato per singoli plinti.
La potenza di calcolo richiesta sarebbe enorme, il costo dell'implementazione cospicuo, ma la soluzione sarebbe rigorosa.
Se qualche ricercatore sta leggendo questo post spero gli venga voglia di scrivere un iinovativo articolo specifico e ovviamente di pubblicizzarlo nel forum.
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Ritornando agli adempimenti formali di legge, e ribadendo che finora non mi sembra che ci siano state proposte operative differenti dal considerare o il plinto equivelente, o una intera travata o una parte di questa, personalmente per motivi esposti in un precedente post favorisco la verifica di un singolo nodo rappresentativo, scelto dal progettista. I nodi potrebbero essere anche 2 o 3, ma oltre questo numero i costi lievitano a causa dei tempi necessari.
La geometria del plinto equivalente rimane una questione aperta.
di tutte le geometrie convenzionali possibili, come upper bound della Rd abbiamo il plinto a sezione quadrata. Come lower bound la striscia indefinita. Sulla seconda mi sono già pronunciato, e la ritengo troppo prudenziale.
L'unico riferimento di letteratura che conosco è Smoltzcyn, non ricordo l'anno ma è un articolo in tedesco, le cui soluzioni sono state poi riportate nel trattato in 3 volumi èdito dall'autore:
Geotechnical Engineering Handbook, by Ulrich Smoltczyk, 2003
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Scusate se moltiplico i posts ma non so se succede anche a voi, raggiunto un certo numero di righe accadono cose strane nel riquadro del testo.
In sintesi, Smoltcizyk per un plinto a forma di croce (che è la forma che più approssima il nodo interno dei un reticolo, ipotizzando che la rottura dei membri avvenga a metà interasse circa)
Suggerisce di approssimare tale forma ad un rettangolo che abbia i seguenti lati:
1) L = lunghezza di un componente della croce 2) B= A/L dove A= area della croce.
Ad esempio, ho un nodo dove confluiscono 2 travi di larghezza pari a 1 m e interasse apri a 4 m.
L'Area del plinto equivalente Aeq= 2Bi-B^2 = 7 m^2
Leq = i = 4 m
Beq = 7/4 = 1.75
Il nostro plinto equivalente avrà quindi una larghezza= 1.75, lunghezza = 4
Questa soluzione mi soddisfa perchè il plinto rettagolare con rapporto B/L = 0.43 costituisce una soluzione intermedia tra l'upper bound della Rd (geometria quadrata) e il lower bound della Rd (striscia indefinita).
Ultima modifica di mccoy; 18/12/200911:26.
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