Originariamente inviato da Antonio Menghini:
Mi aggancio proprio all'ultimo intervento di Gianluca: il mio sfogo deriva da un profondo senso di frustrazione, poiché sono perfettamente consapevole che non c'è soluzione al problema, visto che il problema siamo innanzitutto NOI geologi: i primi a farci le scarpe uno con l'altro, a sminuire il nostro stesso lavoro (il fatto di inventarsi prove e sondaggi la dice lunga, ovvero di fornire dati a tavolino e per giunta "subito" solo perché ce li chiede il progettista), a fare carta straccia dei tariffari (perché gli Avvocati o i Notai applicano sempre i minimi del tariffario e noi ragioniamo alla carlona ?).
Non si tratta di trovare l'interlocutore giusto, sia esso un Ingegnere o un analfabeta, perché, anche ammesso che il primo lavoro mi venga pagato il giusto, state certi che se i due committenti trovano qualcuno che glielo fa a meno, mi mandano dritto dritto a quel paese: siamo geologi, mica medici primari: nel secondo caso la gente più paga per una visita più è soddisfatta ! Il problema "terreno" non frega niente a nessuno, a meno che non si verifichi la solita catastrofe naturale e ci scappi il morto.
Quello che volevo però fare capire è che siamo decisamente ottusi e miopi: tornando ai miei due esempi di calcolo della parcella, ditemi voi se il proprietario del villino, che si presume spenderà centinaia e centinaia di migliaia di Euro, avrà tanto da borbottare se invece di 900 pagherà 1800 Euro per la relazione geologica: non mi sembra che i 900 Euro in più gli creeranno problemi catastrofici; mentre per noi le cose cambierebbero, eccome.
Il punto è che
1) troverà sicuramente il collega geologo-hobbista o che sta bene di famiglia che gli farà spendere molto meno
2) da ciò consegue che anche il progettista si sentirà autorizzato a cercare geologi più a buon mercato.
Quindi le soluzione (utopiche) sarebbero:
1) Vietare la libera professione a tutti gli insegnanti e a chi ha un secondo lavoro
2) Calcolare le parcelle a percentuale e fare vidimare tutti i lavori.
E' chiaro che si tratta di due cose chiaramente inattuabili, per cui rimaniamo così, con una mano davanti ed una di dietro !
Si è un pò utopia pensare di poter cambiare le cose, ma bisogna fare almeno dei tentativi.
In riferimento ai punti evidenziati non credo che il problema sia vietare o meno la professione a chi insegna o ha un'attività principale (credo sia incostituzionale), quanto imporre delle regole certe, in modo da "eguagliare" tutti i professionisti allo stesso livello, come ad esempio apertura obbligatoria di P.IVA per l'iscrizione all'Albo e lo svolgimento dell'attività, obbligo di iscrizione all'epap, obbligo di vidimazione parcelle ecc. ecc.. (sono ben accetti ulteriori suggerimenti!), chi non si adegua o non ha intenzione di fare professione (soprattutto a tempo perso) dovrà cancellarsi o essere cancellato d'ufficio dall'albo professionale (visto che si chiama Albo Professionale Geologi e non albo professionale dei "potenziali" ed "hobbisti" geologi).
Il problema per cambiare le cose semmai è il seguente: Lo vogliono gli Ordini Professionali (tutti) e lo Stato? Credo di no perchè vi sono interessi politici affinchè le cose non cambino e restino confuse, in modo di agevolare i soliti furbi e crearsi il classico serbatoio elettorale.
Il geologo "benestante" poi non credo che abbia interesse a fare lavori a poco prezzo, anzi semmai sarebbe il contrario (della serie mi metto a lavorare per poche centinaia di euro? meglio andare al mare!

).
Ritengo poi normale che un potenziale committente voglia risparmiare sulle parcelle trattando sul prezzo, è una legge di mercato (più o meno condivisibile), il problema è far capire che la parcella (o in alternativa un congruo e dignitoso compenso), rispetto all'entità dell'opera molto spesso incide poco o niente (secondo dei calcoli alcune volte è inferiore all'1% dell'importo presunto dei lavori!).
Infine concludo che molto spesso ci si lamenta degli Ordini e dei loro balzelli e/o presunte inattività, però quanti di noi sono andati a votare per i rinnovi? Percentuali irrisorie, salvo poi lamentarsi e chi si lamenta di solito è colui che non ha votato!
Ciao