Come premessa una precisazione per il collega Cascone: non sono il direttore del laboratorio, che come titolo peraltro assume il “sapore” da 349/99…
Diciamo piuttosto che sono il garzone di bottega con “incarichi speciali”, così come già ti avevo accennato.
Per MDS75
"1)Chi stabilisce che un laboratorio autorizzato lavori meglio di uno non autorizzato?..."
E fosse solo questo il problema!
La questione è anche “cosa” stabilisce: allo stato attuale, per esempio, avere celle triassalii per provini fino a 100mm. Si dovrebbe fare un sondaggio per sapere quanti le hanno mai usate e, soprattutto, per quale commessa…
"2)Andando a vedere se gli errori di accuratezza riportati sui certificati di taratura degli strumenti rientrano nei limiti imposti?"
Questo aspetto è davvero importante.
Lo sai da cosa nasce? Nasce dai sistemi di misura di nuova generazione, basato su trasduttori potenziometrici e/o a variazione di resistività, grazie ai quali hai la possibilità di andare a passeggiare alla villa mentre l’attrezzatura lavora da sola, ma che danno grossi problemi di derive di zero, ripetitività delle misure, ecc, a dispetto di ciò che è scritto nelle caratteristiche tecniche, in quanto risentono moltissimo delle variazioni di temperatura, ed umidità.
Ho anelli dinamometrici che, dopo 30 anni, hanno uno scarto d’errore, rispetto le tarature fornite dal Costruttore, mediamente pari allo 0.2%, che, ad esempio, per i meno pratici significa che se un provino si rompe a 1.002 Kg/cm2, tu leggi 1.00Kg/cm2.
E se poi si sbriciola un ponte a causa di un tale errore di misura?
L’anno scorso ho fatto prove CPTU e, in fase di acquisizione, la punta mi dava resistenza=0.001 MPa!!!. L’attrezzatura era stata tarata circa 2 mesi prima e mai usata da allora.
Vado a leggere i penultimi certificati di taratura e scopro, con meraviglia, che il fattore di correzione della punta, nell’ultimo certificato di taratura, aveva un valore circa 50volte superiore al penultimo!!!
Dopo aver perso un giorno di lavoro e speso parecchio denaro in telefonate, mi è stato detto che l’addetto alle letture era un neoassunto, non molto pratico, e che forse aveva fatto qualche PICCOLO errore…
Risultato: attrezzatura spedita nuovamente e, naturalmente il nuovo fattore di correzione aveva uno scarto, rispetto il precedente, pari al 2%.
Ma, in questo caso, il dubbio è lecito?
"3)Davvero un laboratorio concessionato potrà attendere il pagamento di una prova anche per due anni cosi come accade oggi?"
SOLO 2 anni? Beato te!!!!
Due mesi fa un Comune ci ha pagato un lavoro di 15 anni fa!!!!
Anche questo è un problema che andrebbe affrontato alla base, che secondo me prescinde dalla questione 349/99.
In Italia c’è una legge ben precisa, che vieta di dare incarichi e/o di appaltare lavori, se non ci sono i fondi; che poi sarebbe anche ovvio, ma non sempre è così, giusto?
"4)Una prova costerà lo stesso?...o basterà metterci daccordo tra direttori e formare un oligopolio?"
e anche qui, sai, ci sono fatti contrastanti.
Sono stato al Geofluid e, fra gli stand, c’ éra quello di un laboratorio geotecnico certificato 349/99, che in un contenitore metteva a disposizione dei visitatori il proprio prezziario, regolarmente depositato al Ministero.
Devo dire che il prezziario è strutturato molto bene, soprattutto molto chiaro anche per un profano, ma….mi casca l’occhio alla voce “Prova TXCD con saturazione mediante BP” ed il costo è pari a € 260,00 a prova. Sotto, nelle note, viene esplicitamente specificato che “la prova viene eseguita per default su n°3 provini”.
Ci viene spiegato dai titolari che, visto che le attrezzature sono ammortizzate, dall’analisi prezzi è scaturito tale costo.
Nulla di personale a chi si propone sul mercato del lavoro con tali prezzi, però mi sono sentito un ladro!
Si perché il mio laboratorio “costa” quasi tre volte di più del loro, ma forse è perché non siamo certificati, quindi non facciamo analisi di Qualità? Si, sarà sicuramente per questo.
"6)Chi ha scritto la 349...non ha mai visto ne come lavora un laboratorio ne cosa siano le prove di laboratorio manco col cannocchiale."
Ma perché ti risulta, in genere, che il legislatore in Italia conosca realmente le esigenze dei cittadini che rappresenta?