Sono consapevole che il dubbio sia banale, ma vorrei chiarirlo.
La normativa recita "nella verifica delle azioni sismiche deve essere garantito il rispetto degli SLU e SLE".
Mi chiedo:la struttura deve essere concepita in maniera tale da resistere alla massime e più sollecitazioni ipotizzabili (SLV) oppure è possibile limitarsi a situazioni "meno gravose", considerando che le peggiori condizioni hanno una bassa probabilità di superamento nella vita di riferimento della struttura?
Poi, visto che la pericolosità sismica maggiore ha tempi di ritorno maggiori, il tempo di ritorno come va considerato in rapporto alla vita di riferimento? Se la vita di riferimento è, ad esempio 50 anni, un tempo di ritorno di dell'ordine di 2000 anni come si relaziona alla vita di riferimento?


Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)