Sono consapevole che il dubbio sia banale, ma vorrei chiarirlo.
La normativa recita "nella verifica delle azioni sismiche deve essere garantito il rispetto degli SLU e SLE".
Mi chiedo:la struttura deve essere concepita in maniera tale da resistere alla massime e più sollecitazioni ipotizzabili (SLV) oppure è possibile limitarsi a situazioni "meno gravose", considerando che le peggiori condizioni hanno una bassa probabilità di superamento nella vita di riferimento della struttura?
I requisiti della normativa sono che nel sistema fondazioni terreno che ci interessa maggiormente, non insorgano superfici di rottura per uan determinata azione sismica.
Le NTC considerano l'azione sismica come un campo aleatorio, per ogni coordinata si ha una distribuzione di probabilità della stessa. Le NTC impongono che il sistema struttura-terreno sia verificato adottando il 90° percentile dell'azione prevista in quel punto (spettro elastico), ossia adottando una intensità che nel 90% dei casi non sarà superata.
Gli SLE invece devono essere verificati con il 37° percentile dell'azione prevista in quel punto (spettro elastico)
Le condizioni + gravose sono automaticamente previste dalla legge utilizzando il coefficiente d'uso e, marginalmente, la vita nominale