Sento che i botti si intensificano, riprendo il discorso domani più che altro perchè mi sta venendo sonno, sono un pò di anni che vado a dormire prima della mezzanotte, mi piace fare il bastian contrario. Al 2010!!
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Allora, ripeto, questo discorso è ancora non chiarissimo e non si capisce bene cosa intendeva la commissioen NTC e Circ quando ha scritto la sopra citata frase. Interpretando al frase come si interpreta per i parametri geomeccanici, il valore caratteristico di NSPT o Qc sarebbe una stima cautelativa del valore che influenza l'insorgere dello stato limite della liquefazione.
Se abbiamo più dati di NSPT o Qc, basterebbe trovarne il 5° percentile all'interno dello strato omogeneo.
Se abbiamo un solo dato per ogni strato omogeneo, il 5° percentile va calcolato sulla funzione dell'errore.
Proposta rapida: Kulhawy e Trautmann, 1996 evidenziano un range di COV nell'SPT del 15-45%
in caso di perfetta esecuzione, procedure uniformi, attrezzatura identica e in buono stato si applica il 15%, viceversa il 45%
Nel caso intermedio io proporrei un 25-30%
i tuoi SPT diventerebbero pertanto, con stima cautelativa al 5° percentile e un COV del 25%, indice di discreta esecuzione:
2,9 6,5 9,4 13,0 20,0
Questi valori sarebbero poi da trasformare in N1(60), e da applicare nei metodi di valutazione del pericolo di liquefazione.
La discussione può continuare, come ad esempio, se si può adottare un percentile maggiore per il valroe caratteristico (e direi di sì), come puntualizzare il COV, se il COV, propagato dall'NSPT all' N1(60) varia in maniera significativa (al legge di trasformazione non è lineare).
quello che farei io, prima di delineare bene gli aspetti del problema, utilizzare un COV del 25% (soltanto però se gli SPT sono stati eseguiti ragionevolemnte bene) con una stima puntuale di NSPTk al 10%-ile.
In questo caso il tuo vettore di NSPT_k diventerebbe il seguente:
3,4 7,5 10,9 15,0 23,1
Condizione assolutamente necessaria pe rl'applicazione di questo metodo è che il tuo NSPT in ogni strato sia rappresentativo della resistenza di quello strato.
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Michele ha molto gentilmente eseguito una verifica della liquefazione nei due casi di cui sopra, che non ha potuto postare per eccesso di volume dei .PDF in uscita.
Ho ridotto di misura e allego la 2a verifica, quella con COV = 25% e 10° percentile.
In gran parte dei casi forse sarebbe più realistico un COV di 30-35%, in questo caso potremmo utilizzare un 15° percentile come stima puntuale per SPT_k, più in là non conviene spostarsi.
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Grazie mccoy sei stato chiarissimo e hai risposto alle mie perplessità iniziali riguardo al COV e ai valori caratteristici da utilizzare.
Ovviamente considerare omogeneo uno strato di circa due metri (5 spt in 10 m) è poco cautelativo. Si potrebbe compensare tale incertezza con il 5° percentile e un COV medio in quanto le prove sono state fatte abbastanza bene?
Infine, se ho capito bene N1(60) riferendosi alle NTC sarebbe un valore derivato da Nsptk nell'ambito di uno strato considerato omogeneo. La verifica a liquefazione mi potrebbe anche dare uno strato liquefacibile all'interno di strati non liquefacibili?
Se giudichi le prove bene eseguite un COV del 25% va bene.
Certo se vuoi un maggior livello di sicurezza il 5° percentile è più adatto del 10°, qui dovresti essere tu, in base alle tue conoscenze locali e avendo osservato i campioni estratti, a giudicare se gli SPT eseguiti sono rappresentativi o non di tutta la successione liquefacibile. I vari equilibri tra la migliore stima del COV per l'SPT e del precentile per l'SPT_k dovrebbe li deve decidere il professionista per ogni specifico caso, avendo tutti gli elementi di giudizio.
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La verifica a liquefazione mi potrebbe anche dare uno strato liquefacibile all'interno di strati non liquefacibili?
Sì, con l'SPT hai campionato effettivamente 30 cm di terreno, ed estrapoli i dati a tutto lo spessore sopra e sotto.
Con le CPT o DPSH campioni ogni 20 cm, ed è possibile che un i-esimo strato risulti liquefacibile e l'altro no
Le situazioni poi possono essere complesse, come quelle delle sottili intercalazioni permeabili e impermeabili (non liquefacibili), che riesce a vedere bene solo una CPTU
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comunque una analisi corretta sapendo a priori che vi sono sabbie va fatta con CPTU e curve granulometriche se possibile due tre gamma se vuoi poi fare le cose per bene dovresti avere un sismogramma (per legge almeno 3) registrato delle curve di degrado e la stratigrafia ipotizzando la posizione del bedrock e fare girare programmi tipo shake 2000 in aggiunta avresti intensità di Arias e Housner per la tua zona visti i risultati penso sia quasi obbligatorio
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza