Oggi in Italia ci sono circa 1000 laboratori ed altrettante imprese per indagini in sito. A tali operatori che prestano servizio per conto terzi, bisogna aggiungere un numero indefinito di colleghi dotati di strumenti per indagini che operano anche per conto terzi. Ci tengo a precisare che in quest’ultimi c’è un numero non trascurabile di colleghi ALTAMENTE SPECIALIZZATI per determinate indagini.
Nell’insieme si tratta di un mercato fortemente diversificato. Un mercato che attualmente riesce a soddisfare le esigenze della committenza e, non trascurabile, dello sviluppo della tecnica e delle conoscenze.
Imbrigliare tutti suddetti operatori in una circolare è praticamente impossibile, è contro i principi del libero mercato, è anticostituzionale, è anacronistica …….. IN TUTTO CIÒ, NON BISOGNA DIMENTICARE CHE LO SVILUPPO E L’AFFERMAZIONE DELLA PROFESSIONE DEL GEOLOGO NON PUÒ PRESCINDERE DALLA DIAGNOSTICA DEL SOTTOSUOLO.
Nessuna circolare può includere completamente tutte le “aziende”, nessuna circolare può garantire la libera iniziativa e, quindi, la nascita di ulteriori “imprese.” NESSUNA AUTORIZZAZIONE MINISTERIALE PUÒ GARANTIRE LA QUALITÀ E COSA PIÙ IMPORTANTE CHE LE INDAGINI VENGONO EFFETTIVAMENTE FATTE.
La qualità va garantita con i sistemi di qualità che valgono anche per le altre attività economiche. In quale paese civile ed avanzato si pretende di regolamentare la qualità con autorizzazioni ministeriali?
Ovviamente, in un regime autorizzatorio gli aspetti economici per l’erario pubblico e per il committente privato diventano non sostenibili. I professionisti vengono ulteriormente depauperati dalle risorse a dalle competenze, tutto a vantaggio di poche imprese autorizzate. Un mercato italiano con 500-600 autorizzati(non vi aspettate un numero maggiore dalle circolari) annulla la concorrenza e di conseguenza anche la qualità.
Assecondare l’emanazione di ulteriori circolari è deleterio per una professione giovane ed in continua evoluzione, significa voler “viziare” il mercato, bloccare eventuali nuovi operatori (non è pensabile prescrivere un percorso, sarebbe la morte sul nascere), bloccare le tecniche di indagini, ecc..
I summenzionati aspetti, ovviamente, sono solo una parte delle motivazioni che spingono qualsiasi geologo a dire NO alle autorizzazioni ministeriali.
Tanto premesso, si chiede al CNG di chiarire, con ogni mezzo e in ogni dove, la propria contrarietà ad un sistema autorizzatorio (camorrista).
Ultima modifica di Adriano Iachetta; 04/01/2010 11:53.