Scusate ma ero in giro. Quello che di buono si potrebbe vedere in quello che ho scritto(credo che il fare canonico non sia obbligatorio per una discussione,anche se gradito),cercava di capire il valore di impressioni, che gesti come la perseveranza sanno rendere alla costituzione graduale del territorio. Ciò che decide l'irruenza di una radice nel cercare quel che vuole modifica in relazione a questo l'adesione,determinando poi la composizione futura di quello che dicevo appare privo di vita. Penso che chi ha scavato in zone di calcare o gesso(secondo voi gli unici fortunati costituenti delle zone che più o meno caricano l'alveo)si sarà accorto che sono in continua trasformazione, in minima ma sicura parte anche provocata da ciò che li contorna che in superfice è data dalle biocenosi.Forse state escludendo i diversi fontanili che hanno nel secolo scorso calato gradualmente la portata; io credo che la manutenzione di questi andrebbe considerato qualcosa da approfondire. Un pò come quando col veleno per topi han fatto sparire intere specie di falchi nella storia, si sta zappando a caso elementi di flora ripariale fondamentali a garantire il passaggio di tratti difficili di marcite un tempo tenute a regime(non esoterico).Che e i progetti hanno costi ingenti me l'ha detto anche chi di dovere ,ma un pò rammaricato anche per i suoi stessi terreni dove opere interrate frutto di lavori del passato, sono anche li abbandonate a se stesse;le nuvole sanno questo e dire che non è un limite il non sapere come,a parte che sa di limite,demotiva la ricerca di nuove frontiere nella biogeologia e permacoltora. Se il petrolio smetterà di esser bruciato potrebbe esserlo anche grazie a chi dice di conoscerlo e rispettarlo ottimizzando il suo valore.