... mi chiedo se è in effetti questo tipo di approccio che dovrà utilizzarsi per la caratterizzazione geotecnica e per valutare meglio il valore caratteristico.
Alem,
consiglio la lettura di quell'articolo ma dice delle cose inapplicabili.
Il metodo di Chebytscev è rigoroso ma troppo cautelativo, può andare bene per fondazioni su roccia o platee su ghiaie.
Sulla propagazione delle incertezze, potrebbero servirci nella pratica quando abbiamo uno solo o pochi dati; altrimenti, il nostro dataset incorpora automaticamente l'incertezza propagata dagli errori del metodo, della procedura e dalla variabilità litologica.
L'aspetto problematico è ancora il grado di cautela che deriverebbe da una propagazione delle incertezze.
ad esempio, abbiamo un singolo dato di SPT, con N1(60) che secondo il metodo di HAtanaka-Uchida, 1996 e HAtanaka et a,1998 corrisponde a un 38.8° di Phi.
Poichè COV di phi = 10%, Phi_K= 32.4
Adesso se propaghiamo le incertezze di metodo e procedura (COV=25% per esecuzioni medie), litologia (COV=10%) e trasformazione (COV=3/39=85) e avremo
COV_tot = Radq(25^2+10^2+8^2) = 28%
Pertanto, il nostro phi_k da un precedente 32.4 affonda ad un misero 21°, molto al di sotto persino del phi_cv della nostra sabbia.
Nel caso della Cu sarebbe ancora peggio, molto peggio, con un COV totale del 49% per cui una Cu di 100 diventerebbe una Cu_k di 19 kPa.
Come vedi la procedura delineata non è applicabile quasi mai per una migliore stima del valore caratteristico con uno o pochi dati, mentre il nostro dataset se relativamente numeroso contiene già l'incertezza propagata.