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ho letto il tuo articolo e mi ricordo le discussioni dopo il 94 e altre precedenti a seguito di altre alluvioni (la memoria manca sempre specie se l'edilizia preme). quello che manca, come dici tu, è la"cura" del territorio ora mascherata da una serie di vuoti adempimenti burocratici, poca conoscenza e coscienza.


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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gorgona Offline OP
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I Consorzi di bonifica sono competenti nelle zone di bonifica gli argini e i tratti in seconda categoria passarono dallo stato alle regioni e quindi delegate le province (almeno in toscana).
La copetenza sugli argini del Serchio è quindi della Provincia di Pisa.
A memoria mia ma anche di alcuni nodichesi nella zona di rotta non c'erano tubi passanti o roba del genere si tenga presente che la zona è ben visibile dalla provinciale i campi adiacenti sono ben coltivati da una azienda agricola e se ci fosse stato un tubo passante era sotto gli occhi di tutti, a maggior ragione della provincia che è sempre alla caccia di attingimenti perchè questi portano soldini con i relativi canoni.
Il problema che andrebbe aperto è cosa possiamo fare per monitorare lo stato di manutenzione degli argini? Sono opere anche molto vecchie che vanno seguite.
Quindi manutenzione, monitoraggio, valutazione della consistenza e logistica del pronto intervento idraulco: a Nodica bastava intervenire in tempo con una coronella e forsre si evitava il disastro.
In quanti posti può accadere una cosa simile? Arno Serchio ..... parliamone.

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per Nodica sai la successione temporale della rottura (è stata ricostruita?) ed il suo modo di rompersi o collassare (infiltrazione, fontanazzi e scalzamento alla base, erosione paramento interno per eccessiva sollecitazione al taglio, spinta eccessiva e sotto dimensionamento dell'argine, insufficinete altezza per innalzamento talweg etc) e se esistono altre situazioni, come dicevi tu di "vecchiaia". la provincia e/o la regione aveva fatto le solite verifiche idrauliche per il PAI su sezioni e tratti tipo, so che da voi ci sono buoni idraulici?
che evoluzione ha avuto il fondo e quale è il trasporto solido.
per la logistica non conosco i luoghi e non dico nulla (non è il mio campo la PC). esiste un piano PC con punti di pericolo (naturalemente prima dell'evento) è da aggiornare?


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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gorgona Offline OP
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per Nodica sai la successione temporale della rottura (è stata ricostruita?)
DA FOTO IN RETE: ORE 8 FONTANAZZO A 1/2 ALTEZZA DELL'ARGINATURA GIA' BEN STRUTTURATO E DISCRETA PORTATA
DA TESTIMONIANZA SINDAO E CMD VF: ORE 9:25 COLLASSO PARTE SUPERIORE ARGINE RISPETTO AL FONTANAZZO
DA FOTO INTERNET: PROGRESSIVA EROSIONE FINO ALLA BASE DELL'ARGINE E ALARGAMENTO DELLA ROTTA NEL GIRO DI 2/4 ORE

e se esistono altre situazioni, come dicevi tu di "vecchiaia"
LI STA IL PROBLEMA
PER LA CRONACA LA ROTTURA E' IN RETTILINEO SU UN MEANDRO CHE NELE 700(?) FU RADDRIZZATO

la provincia e/o la regione aveva fatto le solite verifiche idrauliche per il PAI su sezioni e tratti tipo, so che da voi ci sono buoni idraulici?
LE VERIFICHE IDRAULICHE PRESCINDONO DALLE ROTTURE (E POI TORNANO SEMPRE O QUASI)

esiste un piano PC con punti di pericolo (naturalemente prima dell'evento) è da aggiornare?
CREDO DI NO O SE ESISTE E' DI FACCIATA E CMQ NON CREDO PREVEDESSE TALE SCENARIO

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per Nodica sai la successione temporale della rottura (è stata ricostruita?)
DA FOTO IN RETE: ORE 8 FONTANAZZO A 1/2 ALTEZZA DELL'ARGINATURA GIA' BEN STRUTTURATO E DISCRETA PORTATA


Sul Serchio fontanazzi???????

Il fontanazzo (è una filtrazione che a volte si manifesta anche anotevole distanza dal corpo arginale) si verifica in quei fiumi arginati (o tratti di fiume) dove il colmo di piena staziona almeno un paio di giorni e in Italia, a parte il Po e i tratti di rigurgito dei suoi affluenti, non ne sono molti.....io non ne ho mai avuto notizia.


Quando la filtrazione avviene a mezza altezza allora non è affatto fontanazzo ma appunto filtrazione arginale.




Quando avveniva un crollo arginale ricordo che gli Ufficiali Idraulici erano abbastanza tranquilli in quanto sapevano che con il crollo spariva "il corpo del reato".......
In tal senso......gli argini devono essere costituiti da materiale idoneo (granulometricamente parlando) ben costipato per evitare proprio problemi di filtrazione e in botta rafforzati con scogliere per evitare sfiancamenti. Altro problema è il sifonamento (che non sempre si manifesta con fontanazzi) che si verifica ad esempio quando un corpo arginale è costruito su paleoalvei (spesso a seguito appunto di rettifiche di meandri). In tal caso l'argine va diaframmato.
Se, come sembra, il crollo è avvenuto per sormonto, bisognerebbe capire quanto ha influenzato la filtrazione per l'abbassamento della sommità arginale, altrimenti, attraverso un rilievo topografico di dettaglio, bisogna ricostruire le "corde molli" del profilo longitudinale della sommità arginale. Individuati tali zone, se ci sono i soldi si ripristinano le quote (ma a ciò dovrebbe già aver pensato l'Autorità di Bacino con il Piano Difesa Alluvioni), in alternativa in caso di piena, il piano di emergenza deve prevedere che queste zone vengano sorvegliate con attenzione.

Cosa si dovrebbe fare?
Per prima cosa si dovrebbe ripristinare la figura del Sorvegliante Idraulico e dell'Ufficiale Idraulico.....e magari, come proposi io (in qualità di RSU) a suo tempo ad un sindacato nazionale, inserire come laurea (per accesso alla qualifica di Ufficiale Idraulico) quella del geologo e non solo quella dell'ing..
Altrimenti si dovrebbe formare bene del personale tecnico dell'Autorità idraulica competente (Provincia di Pisa) e i volontari di protezione civile a partire dalla ristampa del manuale dell'Ufficiale Idraulico di Otello Zanchi (che strano ricordo che la casa editrice era proprio di Pisa la Nistri-Lischi).
La Provincia di Pisa dovrebbe prendere proprio tale iniziativa, dato che negli archivi della storica casa editrice o in quelli di alcune biblioteche nazionali (al CNR di Torino) alcune copie (rare e preziose) sono conservate.
Su tale manuale ad esempio sono indicate le tecniche di intervento per filtrazioni come l'utilizzo dei teloni picchettati sulla sommità arginale e zavorrati con funi e pesi alla base (in acqua).....E tante altre cose interessanti appartenenti a procedure spesso dimenticate e non tramandate.

Fin quando ci sarà gente incompetente in questo campo i problemi si verificheranno sempre....gente che è convinta, come dalle mie parti, che mettendo una sirena (che si aziona al superamento di una certa soglia idraulica) in un tratto terminale di un fiume o addirittura di un torrente la popolazione è al sicuro.
Questo secondo loro è il modo migliore per fare protezione civile.

Benedetta ignoranza quanti danni combina!!!!

Ultima modifica di Alex-64; 05/02/2010 13:13.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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