per Nodica sai la successione temporale della rottura (è stata ricostruita?)
DA FOTO IN RETE: ORE 8 FONTANAZZO A 1/2 ALTEZZA DELL'ARGINATURA GIA' BEN STRUTTURATO E DISCRETA PORTATA
Sul Serchio fontanazzi???????
Il fontanazzo (è una filtrazione che a volte si manifesta anche anotevole distanza dal corpo arginale) si verifica in quei fiumi arginati (o tratti di fiume) dove il colmo di piena staziona almeno un paio di giorni e in Italia, a parte il Po e i tratti di rigurgito dei suoi affluenti, non ne sono molti.....io non ne ho mai avuto notizia.
Quando la filtrazione avviene a mezza altezza allora non è affatto fontanazzo ma appunto filtrazione arginale.
Quando avveniva un crollo arginale ricordo che gli Ufficiali Idraulici erano abbastanza tranquilli in quanto sapevano che con il crollo spariva "il corpo del reato".......
In tal senso......gli argini devono essere costituiti da materiale idoneo (granulometricamente parlando) ben costipato per evitare proprio problemi di filtrazione e in botta rafforzati con scogliere per evitare sfiancamenti. Altro problema è il sifonamento (che non sempre si manifesta con fontanazzi) che si verifica ad esempio quando un corpo arginale è costruito su paleoalvei (spesso a seguito appunto di rettifiche di meandri). In tal caso l'argine va diaframmato.
Se, come sembra, il crollo è avvenuto per sormonto, bisognerebbe capire quanto ha influenzato la filtrazione per l'abbassamento della sommità arginale, altrimenti, attraverso un rilievo topografico di dettaglio, bisogna ricostruire le "corde molli" del profilo longitudinale della sommità arginale. Individuati tali zone, se ci sono i soldi si ripristinano le quote (ma a ciò dovrebbe già aver pensato l'Autorità di Bacino con il Piano Difesa Alluvioni), in alternativa in caso di piena, il piano di emergenza deve prevedere che queste zone vengano sorvegliate con attenzione.
Cosa si dovrebbe fare?
Per prima cosa si dovrebbe ripristinare la figura del Sorvegliante Idraulico e dell'Ufficiale Idraulico.....e magari, come proposi io (in qualità di RSU) a suo tempo ad un sindacato nazionale, inserire come laurea (per accesso alla qualifica di Ufficiale Idraulico) quella del geologo e non solo quella dell'ing..
Altrimenti si dovrebbe formare bene del personale tecnico dell'Autorità idraulica competente (Provincia di Pisa) e i volontari di protezione civile a partire dalla ristampa del manuale dell'Ufficiale Idraulico di Otello Zanchi (che strano ricordo che la casa editrice era proprio di Pisa la Nistri-Lischi).
La Provincia di Pisa dovrebbe prendere proprio tale iniziativa, dato che negli archivi della storica casa editrice o in quelli di alcune biblioteche nazionali (al CNR di Torino) alcune copie (rare e preziose) sono conservate.
Su tale manuale ad esempio sono indicate le tecniche di intervento per filtrazioni come l'utilizzo dei teloni picchettati sulla sommità arginale e zavorrati con funi e pesi alla base (in acqua).....E tante altre cose interessanti appartenenti a procedure spesso dimenticate e non tramandate.
Fin quando ci sarà gente incompetente in questo campo i problemi si verificheranno sempre....gente che è convinta, come dalle mie parti, che mettendo una sirena (che si aziona al superamento di una certa soglia idraulica) in un tratto terminale di un fiume o addirittura di un torrente la popolazione è al sicuro.
Questo secondo loro è il modo migliore per fare protezione civile.
Benedetta ignoranza quanti danni combina!!!!