lo statuto EPAP relativamente all'art. 14 è palesemente illegittimo per violazione di legge
Mi spiego
Il D. lgs 103/96 che ha istituito l'EPAP dispone all'art. 6 comma 7 che "Agli enti di cui agli articoli 4 e 5 e alle relative forme di previdenza obbligatorie si applicano, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 , e successive modificazioni e integrazioni, con particolare riferimento al divieto di finanziamenti pubblici diretti e indiretti ai sensi dell'art. 1, comma 3, alle disposizioni in materia di gestione e di vigilanza.
Il D. lgs. 509/94 all'art. 1 comma 1.4 dispone che "Contestualmente alla deliberazione di cui al comma 1, gli enti adottano lo statuto ed il regolamento, che debbono essere approvati ai sensi dell'art. 3, comma 2, ed ispirarsi ai seguente criteri:
a) trasparenza nei rapporti con gli iscritti e composizione degli organi collegiali fermi restando i vigenti criteri di composizione degli organi stessi, così come previsti dagli attuali ordinamenti;
b) determinazione dei requisiti per l'esercizio dell’attività istituzionale, con particolare riferimento dell'onorabilità e professionalità dei componenti degli organi collegiali e, comunque, dei responsabili dell'associazione o fondazione. Tale professionalità è considerata esistente qualora essa costituisca un dato caratterizzante l'attività professionale della categoria
Considerato che l'"onorabilità" si presume sempre esistente per un iscritto ad un ordine (il caso contrario viene definito dalla sua sospensione e/o dall'espulsione dall'ordine di appartenenza) il requisito di "professionalità" sembrerebbe escludere tutte le figure professionali (geologi, chimici, agronomi e forestali) ad eccezione degli attuari.
L'art. 14 dello statuto dell'EPAP definisce implicitamente ed illegittimamente "attività professionale" di una categoria l'aver fatto parte di un consiglio dimenticando che la definizione di attività professionale è definita dall'art. 2229 c.c. che dispone che " La legge determina le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria la iscrizione in appositi albi o elenchi.
(...)"
Credo sia pertanto abbastanza chiaro, a mio parere, che ci sono tutti gli estremi di una violazione di legge