Caro Lancillotto è Sir Alex da Camelot che ti risponde (scherzo), già VM sottolineò a Tozzi nel suo forum il fatto che nel suo programma avrebbe potuto parlare di Piani di Bacino e mi sembra di ricordare che la risposta fu che con ogni probabilità lo avrebbero mandato su RAI SAT. Forse come dici tu il suo non è il programma adatto più adatto invece sarebbe Report. Anche per cercare di capire quanti sono i Piani di Bacino approvati in Italia. La realtà Regionale (da noi l'Idrografico è stato depotenziato addirittura) e Provinciale che descrivi credimi non è così in tutta l'Italia.
Poi se la gestione dell'acqua potabile è affidata a Consorzi o Aziende Consortili accade spesso che queste diventano il contentino (chiamiamolo così) da parte dei partiti per i politici trombati nelle amministrative, così a volte l'azienda si divide in tre o quattro con l'ATO e nella bolletta dell'acqua paghiamo anche gli stipendi per quattro presidenti e quattro consigli di amministrazione, con il risultato di una crescente diminuzione dell'operatività e valenza tecnica nella gestione (se poi immaginiamo anche il personale che cotanta flotta di politici si tira dentro). Da questo punto di vista si capisce perchè le reti fanno acqua dappertutto.
Inoltre li dove il problema è più marcato cioè a sud dell'Italia queste strutture sono inesistenti, tu ad esempio sai quante autorità di bacino regionale o interregionale dell'Italia centro meridionale hanno redatto il piano tutela delle acque previsto dal Dlgs 152/99? Ma se questi non sono capaci di definire il minimo deflusso naturale dei corsi d'acqua quando mai arriveranno a calcolare quello vitale?
Comunque come tu dici gli strumenti ci sono ma spesso non c'è la volontà politica di applicarli. Credo che non sia disfattismo è la realtà di una Italia che per metà prova a muoversi e per l'altra metà è ferma.
Inoltre è opportuno che l'acqua la si paghi tutti, mi è stato riferito ad esempio che in Sardegna non si paga.
Infine mi sembra ridicola questa campagna del risparmio sul fatto di chiudere il rubinetto tra una rasatura di barba e l'altra quando poi non si parla mai dei danni irreversibili provocati a ingenti risorse acquifere da opere infrastrutturali (tra l'altro nenche tanto importanti), dall'inquinamento prodotto alle falde ecc.

P.S. attenzione a far proliferare i laghetti collinari, specie se sistemati in serie su un fosso. Anche qui la gestione relativa alle istruttorie per la costruzione e manutenzione delle dighe dovrebbe prevedere, nella registrazione al catasto degli sbarramenti, una quota proporzionale al consumo dell'acqua.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti