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Situazione paradossale dalle mie parti: gli assessorati all'ambiente, alla caccia e pesca sovvenzionano la costruzione e la conservazione dei piccoli invasi per l'abbeverata della selvaggina, per instaurare un minimo di catena alimentare etc .
L'ex Genio Civile, fa di tutto per farli chiudere accusando i proprietari di averli fatti abusivamente.
Questo non è assolutamente vero perchè quaranta anni fa gli agricoltori avevano un grosso contributo statale a farli, figuriamoci se ci rinunciavano spendendo di loro tasca !!! .
Questa è pura schizofrenia amministrativa !!
Antonio
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Iscritto: Nov 2004
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OP
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Tacs, io non credo che ci sia una “ricetta” che va bene ovunque tipo “Più acqua per tutti”. Penso però che ci sono degli strumenti che prima non c’erano. Anzitutto conoscitivi. Finalmente esistono reti di monitoraggio idrologico e delle falde. Le Regioni hanno integrato con nuovi punti la rete di stazioni idrometriche ex Servizio Idrografico e finalmente riusciamo a conoscere le portate lungo i corsi d’acqua con un po’ di continuità. Le provincie hanno completato i catasti delle derivazioni (sembra incredibile ma fino a qualche anno fa non si sapeva pressochè nulla dei diritti di derivazione lungo i fiumi), e si è così in grado di stabilire ordini e priorità. Ci sono normative che prima non c’erano (vedi DMV dei corsi d’acqua). In particolare ci sono strumenti di pianificazione attuativi che prima non c’erano. I Piani di Tutela delle Acque (PTA) dal 152/99 per il servizio idrico integrato e i Piani d’Ambito delle varie ATO per l’idropotabile. Entrambi con scadenze operative a breve, medio e lungo termine. Credo che più che colpire a caso attaccando l’acqua Levissima i cannoni spara-neve o la cementificazione del bacino del Po (e che facciamo? Lo decementifichiamo tutto e vediamo che succede??) o roba del genere occorrerebbe riferirsi all’analisi e agli interventi proposti da questi Piani, che sono gli strumenti attuativi su cui si baseranno nei prossimi anni la gestione della risorsa e gli interventi infrastrutturali. Sono consultabili presso le ATO e le Regioni, in molti casi on-line sui rispettivi siti, e sono il frutto del contributo qualificato e riconosciuto da tutti anche di geologi e idrogeologi. Credo che occorrerebbe partire da lì per chi ha proposte integrative o alternative da fare. Di queste cose in televisione non se ne parla. Il buon Tozzi fa senz’altro più ascolti alimentando la chiacchiera da bar sport piuttosto che facendo buona informazione.
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Caro Lancillotto è Sir Alex da Camelot che ti risponde (scherzo), già VM sottolineò a Tozzi nel suo forum il fatto che nel suo programma avrebbe potuto parlare di Piani di Bacino e mi sembra di ricordare che la risposta fu che con ogni probabilità lo avrebbero mandato su RAI SAT. Forse come dici tu il suo non è il programma adatto più adatto invece sarebbe Report. Anche per cercare di capire quanti sono i Piani di Bacino approvati in Italia. La realtà Regionale (da noi l'Idrografico è stato depotenziato addirittura) e Provinciale che descrivi credimi non è così in tutta l'Italia. Poi se la gestione dell'acqua potabile è affidata a Consorzi o Aziende Consortili accade spesso che queste diventano il contentino (chiamiamolo così) da parte dei partiti per i politici trombati nelle amministrative, così a volte l'azienda si divide in tre o quattro con l'ATO e nella bolletta dell'acqua paghiamo anche gli stipendi per quattro presidenti e quattro consigli di amministrazione, con il risultato di una crescente diminuzione dell'operatività e valenza tecnica nella gestione (se poi immaginiamo anche il personale che cotanta flotta di politici si tira dentro). Da questo punto di vista si capisce perchè le reti fanno acqua dappertutto. Inoltre li dove il problema è più marcato cioè a sud dell'Italia queste strutture sono inesistenti, tu ad esempio sai quante autorità di bacino regionale o interregionale dell'Italia centro meridionale hanno redatto il piano tutela delle acque previsto dal Dlgs 152/99? Ma se questi non sono capaci di definire il minimo deflusso naturale dei corsi d'acqua quando mai arriveranno a calcolare quello vitale? Comunque come tu dici gli strumenti ci sono ma spesso non c'è la volontà politica di applicarli. Credo che non sia disfattismo è la realtà di una Italia che per metà prova a muoversi e per l'altra metà è ferma. Inoltre è opportuno che l'acqua la si paghi tutti, mi è stato riferito ad esempio che in Sardegna non si paga. Infine mi sembra ridicola questa campagna del risparmio sul fatto di chiudere il rubinetto tra una rasatura di barba e l'altra quando poi non si parla mai dei danni irreversibili provocati a ingenti risorse acquifere da opere infrastrutturali (tra l'altro nenche tanto importanti), dall'inquinamento prodotto alle falde ecc.
P.S. attenzione a far proliferare i laghetti collinari, specie se sistemati in serie su un fosso. Anche qui la gestione relativa alle istruttorie per la costruzione e manutenzione delle dighe dovrebbe prevedere, nella registrazione al catasto degli sbarramenti, una quota proporzionale al consumo dell'acqua.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Aug 2001
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Aggiungo
Le leggi e teoricamente le strutture esistono ma manca la volonta' non solo politica ma anche dei burocrati a farle funzionare.
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Iscritto: Apr 2005
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Per VM. Il livello scadente della classe amministrativa (indi burocrate) riflette paro paro (secondo un'equazione quasi lineare) quella politica di cui spesso è figlioccia.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Aug 2001
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per alex
Ti assicuro che i burocrati sono ancora peggio, essendo ststi in contatto con vari tipi di politici sono riusciti ad imparare molto bene
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Iscritto: Nov 2004
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OP
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Iscritto: Nov 2004
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Tutto vero, se guardiamo al peggio di ogni cosa, come spesso in questo forum. Francamente l’equazione amministratore = burocrate, cruda e generale, non mi è chiara e non la condivido.
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Iscritto: Aug 2001
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Io ci sto lottando, debbo gestire un prgetto da tre milioni di euro per opere in amministrazione diretta ed i burocrati mi fanno diventare scemo.
Non parliamo poi dei pagamenti: loro hanno sempre tanto da fare!!!!!
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Iscritto: Apr 2005
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Francamente l’equazione amministratore = burocrate, cruda e generale, non mi è chiara e non la condivido. Forse mi sono espresso male io con indi intendevo l'amministratore burocrate e non che tutti gli amministratori sono burocrati (una gran parte si però) l'equazione invece si riferiva a classe amministrativa scadente = classe politica scadente o meglio il contrario. Io personalmente mi trovo meglio a discutere con i "tecnici" e non con i politici, a volte questi si trovano a subire con frustrazione i politici. Dai difficilmente vi capiterà di avere a che fare con tecnici analfabeti cosa che invece può tranquillamente accadere con i politici (volete che vi ricordi i titoli di studio dei nostri governanti?). Il problema nasce quando il politico ignorante crede di poter sostituirsi all'amministratore mentre quello più acuto cerca di circondarsi di personale valido, quindi il politico ignorante vedrà le assunzioni solo come voti (quanti impiegati pubblici che ora ricoprono cariche di Direttori Generali sono stati assunti senza concorso.......). Siamo noi cittadini che possiamo decidere con i voti e quando ce li cercano dovremo pensarci un po' di più e non solo allo scambio di piaceri. Mi piacerebbe vedere un candidato per una forza poilitca qualunque che nel programma inserisce "concorsi pubblici uguali per tutti, la meritocrazia un impegno concreto, abbattiamo il nepotismo". Impossibile vero?
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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