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OP
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ora ho le idee un pò più chiare! grazie 1000 per l'aiuto
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Iscritto: Jun 2010
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Buon giorno a tutti, mi son appena iscritta ed ho una domanda da fare. Premetto che sono assolutamente nuova del settore e che pertanto la mia confusione mentale è di dimesione planetaria.
Occorre una premessa: La mia ditta gestisce un impianto per il recupero di materiali provenienti dalle attività di costruzione, demolizione, e altri processi produttivi. Solitamente i CER in ingresso che vedo sono: CER 170504 = terre e rocce provenienti da scavo, CER 191302 = minerali e rifiuti solidi proveniente da bonifica, CER 100202 e CER 101003 = scorie
In uscita abbiamo materie prime seconde (prodotte da noi)
Io mi occupo del laboratorio interno di analisi e cercando di capire quale metodica normata utilizzare per gli organici C10-C40 mi sono imbattuta in due norme che sembrano differire sono per la matrice di partenza: rifiuti (UNI EN 14039: 2005) o suolo (ISO 16703:2004)
Per cui mi domando se il codice CER 170504 sia o meno un rifiuto e se lo sono anche le materie prime seconde che produciamo.
Sulla base di quello che ho letto e capito il CER 170504 è un rifiuto e le materie prime seconde no, ragion per cui dovrei usare entrambe le metodiche: la UNI per il materiale in ingresso e la ISO per il materiale in uscita.
E' giusto? Grazie per l'aiuto che vorrete darmi
Simona
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Iscritto: Mar 2002
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Premesso che 1) il codice CER 19.xx.xx attiene a rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti, quindi l'uso di tale codice per materiale proveniente da un cantiere di bonifica è improprio, ad es se sono terre, è più appropriato il cer 17.05.04 o , se pericoloso, 17.05.03* (da nota di ISPRA in risposta ad un quesito di ARPAT).... ma poi Provincia che vai usanza che trovi!!!.
3) la caratterizzazione del materiale in entrata deve essere svolta dal produttore del rifiuto (a meno che l'impianto per la sua sicurezza non preveda delle analisi di controllo a campione)
3) la normativa non impone la caratterizzazione del materiale in uscita dall'impianto ma solo il test di cessione (a meno che non riutilizzi le terre per rilevati e/o riempimenti e allora la caratterizzazione anche se non obbligatoria è consigliabile...le beghe legali, anche se uno ha ragione, sono lunghe da risolvere)
ti confermo che in ingresso il materiale è un rifiuto e pertanto l'analisi di caratterizzazione deve essere "tal quale" e quindi peggiorativa (UNI EN 14039: 2005), mentre in uscita (MPS) deve essere conforme alla ISO 16703:2004 e forse anche vagliato a due centimetri durante il campionamento (come è previsto dal 152/2006 per il campionamento dei terreni).
Ciao
Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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