Piccolo contributo al dibattito, nel RIG del 2006 (numero 4 mi pare)c'è un articolo a firma Maugeri, Castelli e Massimino dove nella famosa formula dentro alpha si esplicita la presenza anche dei coefficienti i. Semmai in questa, se non ricordo male, è presente un errore di segno in uno dei coefficienti correttivi.
Originariamente inviato da: Ing. Marco Franceschini
Non è che dobbiamo schierarci su due fazioni con e senza "i", la paginetta del giornale dell'Ordine non mi sembra troppo esaustiva.
Non si tratta di questioni di principio (schieramenti pro e contro "i"), bensì valutare il senso dell'utilizzo di tali fattori. La circolare esplicativa delle NTC 2008 riporta che l’azione del sisma si traduce in accelerazioni nel sottosuolo (effetto cinematico) e nella fondazione, per l’azione delle forze d’inerzia generate nella struttura in elevazione (effetto inerziale). La normativa prevede, inoltre, che per tenere in conto dell'effetto inerziale legato al sottosuolo, si deve introdurre un coefficiente riduttivo (stranamente) del solo Ngamma e per l'effetto inerziale legato alla struttura si utilizzino i classici fattori di inclinazione del carico strutturale. I metodi di Richards, Sarma & Iossifelis, Al-karni, Maugeri (che tra l'altro danno risultati tra loro confrontabili) tengono in conto, con un unico coefficiente riduttivo dei fattori di capacità portante, degli effetti inerziali legati al sottosuolo ed a quelli legati alla struttura. A questo punto, utilizzare i suddetti metodi con l'aggiunta dei fattori "i" significa tenere in conto due volte degli effetti inerziali legati alla struttura. Mi sembra strano che nessuno ci abbia riflettuto.
I metodi di Richards, Sarma & Iossifelis, Al-karni, Maugeri (che tra l'altro danno risultati tra loro confrontabili) tengono in conto, con un unico coefficiente riduttivo dei fattori di capacità portante, degli effetti inerziali legati al sottosuolo ed a quelli legati alla struttura. A questo punto, utilizzare i suddetti metodi con l'aggiunta dei fattori "i" significa tenere in conto due volte degli effetti inerziali legati alla struttura. Mi sembra strano che nessuno ci abbia riflettuto.
Marco, mi sorprende che tu (che per quel che ho potuto vedere sei un cultore della materia e che relazioni sull'argomento), non abbia nulla da dire circa quanto sopra riportato, una tua opinione, una risposta; o, forse, non ti sei mai posto il problema (cosa strana vista la tua familiarità con l'argomento).
Ma allora, se il kh di Richards incorpora le due inerzie, dovresti indicarmene la formula.
Che io sappia i due effetti non sono analiticamente sovrapponibili.
Secondo il tuo discorso non ci sarebbe taglio derivante da inerzia della struttura. Oppure sarebbe di molto maggiore di quanto indica la normativa se kh struttura = kh del terreno = Amax.
Mccoy, ti rispondo riportando quello che dicono Paolucci e Pecker: "Nei metodi di Sarma e di Richards non è chiaramente separato il contributo della inclinazione del carico strutturale dalla inerzia del suolo sulla riduzione della capacità portante".
... ecco un'altra pubblicazione (oltre quella di Paolucci & Pecker), intitolata Seismic design of earth-retaining structures and foundations (Deepankar Choudhury, T. G. Sitharam and K. S. Subba Rao; 2004) che riporta chiaramente che, nel Metodo di calcolo della capacità portante di Richards, sono considerati insieme gli effetti inerziali del terreno e della sovrastruttura (pagina 6 del pdf corrispondente alla pag. 1422 della pubblicazione).
Tutto OK, la questione delle verifiche in campo dinamico mi sembra sia stata ben discussa in tutte le sue problematiche. Resta però un aspetto che non mi è chiaro: come si deve procedere con le verifiche a breve termine (non drenate)? Un caro saluto a tutti Giulio Cancelli
Il problema di porre o meno i nella verifica trinomia viene naturale vedendo he spesso, nella presentazione dei loro metodi i vari autori esplicitano o meno il coefficiente. Ma non vi è univocità di questa esplicitazione nei vari metodi, questo non dipende dall'utilizzatore ma da chi ha proposto il metodo. Personalmente quando ne "relaziono" mi pongo il problema e lo segnalo a chi mi ascolta; non ultimo a Bologna ho fornito molte soluzioni anche all'interno dello stesso metodo. Però secondo me il vero problema delle verifiche in campo sismico non sta qui, magari!!! Purtroppo, e lo sottolineo, le indicazioni normative labili e incerte hanno un peso ben maggiore nella soluzione.
Secondo il tuo discorso non ci sarebbe taglio derivante da inerzia della struttura. Oppure sarebbe di molto maggiore di quanto indica la normativa se kh struttura = kh del terreno = Amax.
Mccoy, Pecker & Pender (2000), riferiscono quanto segue: Sarma & Iossifelis, Budhu & Al-Karni, Richards et al., Zeung & Steedman hanno introdotto gli effetti inerziali nel calcolo della catacità portante; inoltre, che nei suddetti metodi si assume che l'accelerazione orizzontale del suolo e quella della struttura hanno la stessa magnitudo. Pertanto, è corretta la tua seconda ipotesi e cioè: kh struttura = kh del terreno = Amax
Pecker & Pender (2000), riferiscono quanto segue: Sarma & Iossifelis, Budhu & Al-Karni, Richards et al., Zeung & Steedman hanno introdotto gli effetti inerziali nel calcolo della catacità portante; inoltre, che nei suddetti metodi si assume che l'accelerazione orizzontale del suolo e quella della struttura hanno la stessa magnitudo. Pertanto, è corretta la tua seconda ipotesi e cioè: kh struttura = kh del terreno = Amax
Ma in questo caso tutti i recenti sviluppi dell'ingegneria sismica, il principio D'Alembert secondo il quale la forza orizzontale equivalente, alla quale viene sottoposta la struttura in caso di sisma è solo un'aliquota dell'accelerazione massima del terreno, verrebbero vanificati. un pò come essere agnostici, o tornare al medio evo.
Tali autori dovrebbero dimostrare, con una nutrita casistica, il contrario di quanto altri hanno dimostrato, ossia che il picco massimo dell'accelerogramma incide molto sulla integrità della struttura.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Pecker & Pender (2000), riferiscono quanto segue: Sarma & Iossifelis, Budhu & Al-Karni, Richards et al., Zeung & Steedman hanno introdotto gli effetti inerziali nel calcolo della catacità portante; inoltre, che nei suddetti metodi si assume che l'accelerazione orizzontale del suolo e quella della struttura hanno la stessa magnitudo. Pertanto, è corretta la tua seconda ipotesi e cioè: kh struttura = kh del terreno = Amax
Ma in questo caso tutti i recenti sviluppi dell'ingegneria sismica, il principio D'Alembert secondo il quale la forza orizzontale equivalente, alla quale viene sottoposta la struttura in caso di sisma è solo un'aliquota dell'accelerazione massima del terreno, verrebbero vanificati. un pò come essere agnostici, o tornare al medio evo.
Tali autori dovrebbero dimostrare, con una nutrita casistica, il contrario di quanto altri hanno dimostrato, ossia che il picco massimo dell'accelerogramma incide molto sulla integrità della struttura.
I suddetti autori basano i loro metodi sull'analisi pseudostatica semplificata descritta nelle Linee Guida AGI (2005) - Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica; tale analisi è stata sempre adoperata fino a pochi mesi fà, prima dell'entrata in vigore in maniera esclusiva delle NTC 2008 (non si tratta pertanto di tornare alla preistoria ma, eventualmente, a qualche mese fà).
L'analisi più evoluta, denominata "Lateral force method"(EC-8), lega i valori delle forze statiche equivalenti a valori dello spettro di risposta del sito; ma quando il periodo della strutura è determinato in maniera approssimativa (con semplici formulette e non mediante analisi dinamica), tale l'approccio è paragonabile a quello pseudostatico semplificato (anzi aggiungo che potrebbe essere anche molto meno cautelativo, con l'adozione di un periodo della struttura e fattore di struttura approssimati).
Per quanto riguarda il principio di D'Alembert, applicato alla dinamica delle strutture, si ipotizza che il comportamento sismico di un edificio sia assimilabile ad un blocco rigido ad un grado di libertà (oscillatore semplice); secondo il suddetto principio, in ogni istante si realizza l'equilibrio tra forze esterne, forze di inerzia, forze dissipative ed elastiche (non è pertanto corretto dire che la forza orizzontale alla quale è soggetta la struttura è un'aliquota dell'accelerazione max del terreno).