non penso che facciano il II livello costa troppo rispetto a quel lavoro di prima entrata prodotto molto soft
per il terzo faranno le solite pubblicazioni universiatarie senza ricadute sulla profesione e senza disseminazione ognuno con il suo metodo senza dare alle PA strumenti
Spiacente di deluderla, ma avendo partecipato ai lavori per le macroaree 3 e 4 penso di dovere precisare che:
1) i calcoli per le carte di terzo livello sono stati già fatti, con modelli di risposta locale 1-d o 2-d dove necessario, attuamente è in corso la restituzione cartografica ed a breve saranno sul sito DPC.
2) il metodo utilizzato è lo stesso per tutte le aree e segue fedelmente gli Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica.
3) il 31 gennaio è scaduto per tutte le unità operative il termine per consegnare a DPC un contributo per il libro che sarà a breve pubblicato e distribuito, e che prevede un volume di metodologia comune a tutte le macroaree, un fascicolo di 20-30 pp per ciascuna macroarea e tutti i dati (geofisici, geognostici, geotecnici) in un DVD allegato.
4) i costi sono stati contenuti perchè DPC ha pagato solo i professionisti e le ditte coinvolte, mentre tutto il personale pubblico (università, enti di ricerca, regioni) ha lavorato senza percepire un euro di straordinario ed avendo solo i rimborsi per il viaggio (vitto ed alloggio erano garantiti da un ostello "requisito" da DPC)
5) prima di definire "soft" il lavoro fatto, ha dato un occhiata alle carte con la ubicazione e la tipologia delle indagini?
6) per quanto riguarda poi "
le solite pubblicazioni universitarie senza ricadute sulla professione" mi era sfuggito che tutti i metodi utilizzati ampiamente dai professionisti al giorno d'oggi (HVSR, MASW, REMI, ESAC, SASW, EERA) fossero stati inventati, implementati e validati dai professionisti stessi senza contributo alcuno da parte della ricerca.
Infine concedetemi una notazione: sono stati i giornalisti a far circolare la voce che alcune aree sarebbero state dichiarate inedificabili, e poi smentiscono loro stessi come se fosse una grande notizia "L’Aquila non ha zone pericolose
Tutta la città è edificabile". Probabilmente non sanno che non esiste una normativa che preveda l'inedificabilità ma solo livelli adeguati di protezione che, per chi è in grado di capire il dato, in molte aree sono pari al massimo previsto dalle norme.