come vi spiegate il graduale incremento di LNAPL nel tempo (mistura gasolio/benzina) in piezometri di monitoraggio. Il giorno successivo alla perforazione del piezometro, c'erano 3mm di free phase, dopo una settimana 3cm, dopo 3 settimane 5cm.
Tenete presente che: a) piezometro da 50mm diamtero interno con diametro foro da 115mm. b) filtro riempito con sabbie 1-2mm c) tubo filtro con aperture da 0.75mm e geosock da 450 micron avvolto attorno al tubo filtro. d) il livello piezometrico e' sempre stato a circa meta' dell'intervallo del filtro.
Sono sicuro che c'entra la viscosita' in qualche modo ma non reisco a capire come mai nelle ultime 3 settimane cresce.
Forse, dico forse, il piezometro fungente anche da piccolo drenaggio per le caratteristiche intrinseche della sua specifica posa in opera, chiama a se la falda che porta al suo tetto gli inquinanti comunque più leggeri, poi catturati conseguentemente alla loro maggiore viscosità rispetto l'acquifero dal piezometro stesso; verificherei comunque pure la direzionalità e la velocità del flusso. E' però noto che un piezometro prima che entri in significativa attività necessita di un ragionevole tempo che varia in base alle modalità di posa in opera. Se nella perforazione sono stati utilizzati polimeri o bentonite e non si è proceduto ad idoneo spurgo potresti avere sorprese anche dopo varie settimane
Mi sorge il dubbio che il tuo piezometro, per le caratteristiche proprie del geotessuto, funga più da trappola ai viscosi inquinanti piuttosto che essere un quantitativamente valido strumento di misura. Probabilmente lui li cattura
prova a spurgare nuovamente per 24 h e riprova ti fughi un dubbio certo è molto strano
Prima di avventurarmi in operazioni così costose devo capirne la necessità. Spurgare un pozzetto per 24 ore, può generare un certo quantitativo di acqua contaminata che poi deve essere trattata/smaltita ... quindi con un costo. Considera che lo spurgo è stato già eseguito ... Il cliente vorrà giustificazione dei costi aggiuntivi di spurgo ... non è ammesso rispondere "non ci sto capendo niente quindi riprovo con lo spurgo ..."
Determinare lo spessore di LNAPL in pozzo è fondamentale per stimarne lo spessore all'interno dell'acquifero visto che sarà poi quest'ultimo a deciderne il volume disperso e quindi i costi di bonifica.
Altra cosa che non ho aggiunto ai post precedenti è che abbiamo eseguito una datazione della miscela di idrocarburi e risulta essere una perdita storica, quindi non vi è una sorgente che alimenta il prodotto in falda.
E' un bel po' che non mi occupo di contaminanti in falda ed ho trattato soprattutto i DNAPL. Cmq - senza dilungarmi in troppe spiegazioni - credo che il fenomeno possa essere spiegato osservando i grafici che allego. Tale fenomeno può essere ancora più evidente se stiamo lavorando in falde superficiali, soprattutto considerando una disposizione prevelentemente subparallela dei sedimenti che caratterizzano l'acquifero: la depressione prodotta dall'emungimento potrebbe favorire il richiamo di LNAPL, almeno in una prima fase iniziale. Se mettiamo la pompa troppo in basso rischiamo di favorire un ulteriore miscelazione dei contaminanti con le acque sotterranee. La mia è un ipotesi. Attendo osservazioni.
Come evidenzia Cutrera, si attaccano e quindi nel tempo aumentano, poi se li chiami auguri! ho visto questo anche nello spurgo e monitoraggio di alcuni piezometri messi in opera tramite perforazioni con polimeri. Il fluido viscoso, in questo caso polimero anche se abbattuto, si attacca con tenacia al piezometro, sopratutto se protetto da tessuto non tessuto. Conseguentemente se la falda viaggia nella direzione del tuo piezo. potrà solo arricchirlo di inquinanti ed una misura reale diventerà sempre più difficile con il tempo. Spurgare, Spurgare, Spurgare..... Il Problema è che spurgando allontani inquinanti e non, pertanto se correlazioni il tempo del prelievo con la velocità di falda, forse ci salti fuori
Sono sicuro che c'entra la viscosita' in qualche modo ma non reisco a capire come mai nelle ultime 3 settimane cresce.
Un buon libro su LNAPL?
Grazie Antonio
Credo che Antonio abbia centrato il problema: viscosità. A mio avviso il LNAPL è condizionato dalla variazione del potenziale indotta dall'estrazione dei fluidi. La diversa viscosità e densità influiscono sulla permeabilità assunta dal fluido (ricordiamo che k è legata anche a densità e viscosità, che si suppone costanti nella maggior parte dei problemi di idrogeologia). Il LNAPL tende quindi a muoversi più velocemente sugli "strati" superficiali dell'acquifero freatico. Tale processo è maggiormente accentuato dall'eventuale limitata presenza di frazione fine, la cui tensione superficiale potrebbe invece giocare un ruolo importante nel rallentarne il movimento; ricordiamoci infatti che inoltre siamo in un dominio a 3 fasi (2 liquide e 1 gassosa) in matrice granulare e quindi ci sono effetti legati alla capillarità. Da questo punto di vista la presenza di una litologia come quella descritta da Antonio presenta certametne tra le massime porosità efficaci possibili.
Non conosco testi specifici (a parte i soliti noti), Antonio. Ho individuato questo lavoro che potrebbe esserti d'aiuto:
Determinare lo spessore di LNAPL in pozzo è fondamentale per stimarne lo spessore all'interno dell'acquifero visto che sarà poi quest'ultimo a deciderne il volume disperso e quindi i costi di bonifica.
geotux, premetto: 1. che lo spessore di LNAPL nel pozzo/piezometro non coincide con lo spessore reale nell'acquifero; 2. che il LNAPL si accumula al di sopra della frangia capillare (quest'ultima, all'interno di un pozzo/piezometro non esiste). Pertanto, se il tratto fessurato del tuo pozzo attraversa sia la frangia capillare che la superficie piezometrica, il livello di falda nel pozzo sarà ad una profondità maggiore rispetto alla quota della frangia capillare (sulla quale si è accumulato il LNAPL). Sulla base di quanto sopra il LNAPL migrerà, nel tempo (in funzione della mobilità dell'idrocarburo), da una quota più elevata (frangia capillare) ad una quota più bassa (livello di falda esistente nel pozzo). Lo spessore del LNAPL nel pozzo (spessore apparente) sarà all'incirca, pari alla differenza di quota tra frangia capillare nell'acquifero e livello di falda nel pozzo e dipenderà, soprattutto, dalla granulometria del materiale che costituisce l'acquifero (che chiaramente determina lo spessore della frangia capillare), ma anche dalla densità e dalla quantità di idrocarburo presente nell'acquifero.