Sono un membro della commissione NTC; anzi a dire il vero il documento da cui tutto questo movimento sulle indagini certificate è partito da me ed Antnio Menghini che spesso scrive qua sul geoforum; il documento ha fatto il giro delle sette chiese, subendo ritocchi (a Roma), modifiche (firenze), tagli (Catania), fino a che lo abbiamo approvato nella forma che tutto voi lo conoscete; il documento originario in realtà conteneva anche una seconda parte che è quella che Antonio ha da qualche parte pubblicato; la parte che è stata tagliata, insieme alla citazione del DPR 328/01, che pure era contenuta nel nostro documento originario, è stata tolta in quanto avremmo rischiato di incorrere nelle ire dell'Antitrust.
In realtà la bozza preliminare l'avevamo impostata tenendo conto anche delle realtà europee (non esistono tutte queste difficoltà e ripartizioni, forse perché noi italiano abbiamo nel DNA un animo truffaldino, ma a questo punto non ci sarebbe norma che tutelerebbe la trasparenza) e soprattutto del D. Lgs. 163/06, ovvero il codice dei contratti pubblici sul quale ogni amministrazione pubblica d'italia si rifa per affidare, un lavoro, un servizio (ivi compresi gli incarichi di geologia) o una fornitura.
All'art. 90, comma 1, lett. e) ed f) vengono definite rispettivamente le "società di professionisti" e le "società di ingegneria"; le prime sono costituite da soci iscritti ai rispettivi albi professionali (perciò anche 1 geometra, 1 geologo e 1 architetto) le seconde sono invece società di capitali.
Ebbene esistono moltissime di entrambi i casi, che eseguono sia progettazione, sia prove (ad esempio prove di carico su solai, prove di portata su pali, ecc).
Ma che qualcuno si è mai sognato di insorgere in questo modo?
Lo stesso trattamento lo dovremmo avere noi geologi, anche se come singoli professionisti.
Non so se sono riuscito a farmi capire.
Insomma ritengo che la spada di Damocle dell'Antitrust possa essere una questione che andrebbe affrontata, magari supportata da un forte ed importante supporto legale.
Purtroppo vi posso assicurare che prima di entrare ufficialmente nell'establishment pensavo che le mie idee fossero quelle di tutti.
Invece, ad esempio sulla necessità di una netta ed improcrastinabile demarcazione tra attività professionale ed attività di impresa, che a me sembra un'emerita limitazione, alcuni ordini sono favorevoli.
La stessa lettura dei vari geoforum ci confermano come purtroppo i punti di vista sono enormemente differenziati e trovare una linea comune di indorizzo non è facile.
Certo il documento di Catania, approvato da noi promotori del Lazio con molte sofferenze, nonostante i tagli suddetti, in nome della necessità di una condivisione unanime, che c'è poi stata, tanto da essere ratificato anche dal CNG, è stato però un flop in tal senso.
Si era riusciti con sforzi e sofferenze in tre mesi ad avere un documento di indirizzo unico e condiviso, che dopo neanche 20 gg dall'approvazione è stato di fatto ignorato dalla Campania in una sede ufficiale, con il noto documento di cui tutti sapete.
Ma allora uno si chiede: vale la pena continuare ad impegnarsi alla ricerca di soluzioni, se poi in un batter d'occhio si manda tutto impunemente all'aria?