Originariamente inviato da: mccoy
Originariamente inviato da: Alessandro Diamante
Pecker & Pender (2000), riferiscono quanto segue:
Sarma & Iossifelis, Budhu & Al-Karni, Richards et al., Zeung & Steedman hanno introdotto gli effetti inerziali nel calcolo della catacità portante; inoltre, che nei suddetti metodi si assume che l'accelerazione orizzontale del suolo e quella della struttura hanno la stessa magnitudo.
Pertanto, è corretta la tua seconda ipotesi e cioè:
kh struttura = kh del terreno = Amax


Ma in questo caso tutti i recenti sviluppi dell'ingegneria sismica, il principio D'Alembert secondo il quale la forza orizzontale equivalente, alla quale viene sottoposta la struttura in caso di sisma è solo un'aliquota dell'accelerazione massima del terreno, verrebbero vanificati.
un pò come essere agnostici, o tornare al medio evo.

Tali autori dovrebbero dimostrare, con una nutrita casistica, il contrario di quanto altri hanno dimostrato, ossia che il picco massimo dell'accelerogramma incide molto sulla integrità della struttura.




I suddetti autori basano i loro metodi sull'analisi pseudostatica semplificata descritta nelle Linee Guida AGI (2005) - Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica; tale analisi è stata sempre adoperata fino a pochi mesi fà, prima dell'entrata in vigore in maniera esclusiva delle NTC 2008 (non si tratta pertanto di tornare alla preistoria ma, eventualmente, a qualche mese fà).

L'analisi più evoluta, denominata "Lateral force method"(EC-8), lega i valori delle forze statiche equivalenti a valori dello spettro di risposta del sito; ma quando il periodo della strutura è determinato in maniera approssimativa (con semplici formulette e non mediante analisi dinamica), tale l'approccio è paragonabile a quello pseudostatico semplificato (anzi aggiungo che potrebbe essere anche molto meno cautelativo, con l'adozione di un periodo della struttura e fattore di struttura approssimati).

Per quanto riguarda il principio di D'Alembert, applicato alla dinamica delle strutture, si ipotizza che il comportamento sismico di un edificio sia assimilabile ad un blocco rigido ad un grado di libertà (oscillatore semplice); secondo il suddetto principio, in ogni istante si realizza l'equilibrio tra forze esterne, forze di inerzia, forze dissipative ed elastiche (non è pertanto corretto dire che la forza orizzontale alla quale è soggetta la struttura è un'aliquota dell'accelerazione max del terreno).