A pag. 1 e 2 sono descritte le varie indagini eseguite.
Sono state effetutate in 4 fasi, con un totale di 33 sondaggi, neanche tantissimi tutto sommato. Moltissime misurazioni con pressiometro, evidentemente adatto al tipo di roccia, anche se in Italia è un illustre sconosciuto (ma i costi sono proibitivi).
Interessante il minimalista modello geotecnico di tabella 1 a pag 3 e 4. Dai 10 m circa in poi si incontra roccia tenera con resistenza alla compressioen monoassiale non confinata qu non maggiore di 2.5 MPa.
Il modello geotecnico evidenza strati, substrati e per ognuno i parametri qu, Eu, Ed e fs
Interessante la figura 2, modello geotecnico del modulo elastico in condizioni dinamiche (linea rossa) e statiche a piccole deformazioni.
Notare che la linea blu costituisce generalmente una stima cautelativa del modulo, una sorta di valore caratteristico (Molti studi di progettazione coinvolti nella verifica sono inglesi o australiani, per cui la progettazione ex EC7 è scontata).
I K winkler sono stati probabilmente tratti dal grafico 3, curve sforzi-deformazioni nonlineari.
Oltre all'analisi dei singoli pali è stata eseguita la verifica alla stabilità verticale e al ribaltamento del blocco di terreno contenente tutta la palificata.
Notare che l'analisi del potenziale di liquefazione è risultata positiva, ossia concreto rischio di liquefazione.
Coem sappiamo, questo si traduce in una resistenza laterale=0 nello spessore di terreno liquefacibile e nel conseguente calcolo di un attrito negativo dovuto alla riconsolidazione postsismica.
Il carico massimo trasmesso ai pali è di 35 MN, ai bordi della platea (credo si riferisca a 3500 tonnellate max per palo).