L'analisi della frana ovviamente necessita di approfondimenti geostrutturali per potere individuare le eventuali cause antropiche. Dalle valutazioni derivanti dai dati in possesso si possono ricercare, nella informazione geologico-strutturale molte delle possibili cause. Leggevo che la mappatura geologica non è necessaria e obbligatoria per la edilizia, dunque, a meno di clamorose smentite derivanti da verifiche su eventuali manufatti (acquedotto, zona industriale, o altro) non sembrerebbe (uso doverosamente il condizionale) ricondursi all'uomo la causa scatenante della frana di Maierato.
In effetti le foto ci fanno osservare il centro abitato completamente risparmiato, al presente e speriamo in maniera definitiva, dalla frana. Incute un certo timore invece il fatto che il bacino idrografico interessato è quello che ricade nell'Angitola, corso d'acqua che alimenta una diga artificiale a valle.
Un altro elemento di riflessione è rappresentato dalla presenza arborea: con bassi livelli pluviometrici, gli alberi, con le radici, come sappiamo tutti, costituiscono un freno alle frane; con precipitazioni continue e abbondanti (a proposito ma quanto ha piovuto a Maierato?) alberi come gli ulivi, che non hanno un apparato radicale estremamente profondo, e in presenza di una condizione geologica come quella della frana di Maierato, possono essere, paradossalmente, possono essere ininfluenti se non addirittura favorenti, per il peso, un eventuale processo franoso.