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Ciao Silvia
parli proprio dei (systematic) synthetic-aperture radar, oppure di altri tipi di satelliti radar?


NON GEOLOGA
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Ciao Silvia, cortesemente avresti qualche documento/pubblicazione in cui sia scritto in modo chiaro e inconfutabile che la tecnica di interferometria satellitare necessita di opportune integrazioni con monitoraggio strumentale a terra per la verifica di eventi franosi? Te ne sarei davvero grato.
grazie

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con l'interferometria ho come detto esprienze diverse in alcuni casi sufficienti in altri poco leggibili se vuoi ti cito i casi
millimetriche non penso in una frana in trentino su molte passate si riconosceva un trend molto chiaro coincidente con le previsioni a terra e delimitava meglio l'area in movimento in altri molto meno in un'altra nella mia zona con movimento a terra misurato di 0.5-1.0 cm (inclinometro) non si aveva apprezzabile riscontro
se è come dice tuo fratello mi piacerebbe sentirlo pronto a cambiare opinione


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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scusa stellina non avevo visto il post di silvia e concordo ho però dubbi sul millimetrico


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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L'analisi della frana ovviamente necessita di approfondimenti geostrutturali per potere individuare le eventuali cause antropiche. Dalle valutazioni derivanti dai dati in possesso si possono ricercare, nella informazione geologico-strutturale molte delle possibili cause. Leggevo che la mappatura geologica non è necessaria e obbligatoria per la edilizia, dunque, a meno di clamorose smentite derivanti da verifiche su eventuali manufatti (acquedotto, zona industriale, o altro) non sembrerebbe (uso doverosamente il condizionale) ricondursi all'uomo la causa scatenante della frana di Maierato.
In effetti le foto ci fanno osservare il centro abitato completamente risparmiato, al presente e speriamo in maniera definitiva, dalla frana. Incute un certo timore invece il fatto che il bacino idrografico interessato è quello che ricade nell'Angitola, corso d'acqua che alimenta una diga artificiale a valle.
Un altro elemento di riflessione è rappresentato dalla presenza arborea: con bassi livelli pluviometrici, gli alberi, con le radici, come sappiamo tutti, costituiscono un freno alle frane; con precipitazioni continue e abbondanti (a proposito ma quanto ha piovuto a Maierato?) alberi come gli ulivi, che non hanno un apparato radicale estremamente profondo, e in presenza di una condizione geologica come quella della frana di Maierato, possono essere, paradossalmente, possono essere ininfluenti se non addirittura favorenti, per il peso, un eventuale processo franoso.

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Mio fratello pur se laureato in geologia non fa il geologo, si occupa di SIT, sistemi informatici territoriali. Me ne ha accennato parlando con me.
Tu parli del sistema SAR?
Cosmo Skymed è utilizzato stabilmente, di routine, dalla protezione civile? mi sembra che sia un sistema militare.


NON GEOLOGA
(ma credo che si capisca smile )
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melotto dubito che gli apparati radicali anche profondi possano avere qualche influenza positiva si tratta a mio parere di scivolamenti con piani ad almeno 15-20 m dal pc (se non 30-40)
come dicevo in un post precedente il paese vecchio è stato costruito (i vecchi imparavano dalle disgrazie) lontaano dalla zona in movimento mi sembra su un dosso e costola.
l'assetto struturale è invece importante infatti le liee di dislocazione "fratture) sono oltre che un veicolo di maggiore alimentazione e messa in pressione della falda un elemento di debolezza. il quadro da foto aeree e da geomorfologica identifica bene la paleofrana non quiescente (viste le riattivazioni recenti)
quello che invece sorprende è il collasso generalizzato e la rapidità del movimento che ha coinvolto probabilmente parti che prima non erano state movimentate.
sulle cole dell'uomo rispetto a un movimento di questa dimensione andrei cauto fino a nuovi dati ed accertamenti. sicuramente interventi errati possono aver portato ad una accellerazione dle collasso ed a una concausa in un corpo diciamo già al limite
sarebbe interessante controllare l'interrimento della diga perchè molto di quel materiale la ha già con tutta probabilità già interessata


michele conti
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LORO dicono, tra gli esempi di applicazioni:
La prevenzione e la gestione dei disastri ambientali

I dati e i prodotti forniti dal sistema COSMO–SkyMed rappresentano un valido e importante strumento per condurre studi sulle cause e sui fenomeni precursori dei disastri ambientali e per migliorare la capacità di monitoraggio e di valutazione dei danni nel caso ad esempio di frane, alluvioni, terremoti ed eruzioni vulcaniche. L’osservazione continua nel tempo di una determinata area, di giorno e di notte, anche in condizioni di copertura nuvolosa, consente di valutare le deformazioni superficiali del territorio, fornendo agli enti preposti alla gestione del rischio un nuovo e valido strumento di prevenzione e controllo.

http://www.asi.it/it/attivita/osservazione_terra/cosmoskymed


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