Quote:
Ah, guarda che la storia della mafia è una balla, se vuoi te la spiego.


No per carità......almeno stiamo in tema.
Ricordo una volta che ero a cena in un paesino della Locride e al tavolo c'era un personaggio noto (agli altri locali che erano seduti al tavolo e che poi mi hanno riferito) come appartenente ad una nota famiglia della ndrangheta che mi disse la stessa frase tua......mi veniva da ridere a sentirlo quasi non riuscivo a trattenermi ....capisci eravamo nel cuore della ndrangheta tra san luca e bovalino.

All'estero (nei paesi occidentali ed industrializzati come Francia, Germania, Inghilterra con cui dovremmo confrontarci) non spendono come noi per le emergenze, le opere pubbliche costano un terzo così come la manutenzione di queste e non esiste una struttura di protezione civile come la nostra (materia concorrente tra più amministrazioni) dove il primo responsabile è il Sindaco ma è l'ultimo ad avere dallo Stato finanziamenti da destinare alla Protezione Civile.
Se la protezione civile di Giampilieri è a Messina cosa ha fatto questa affinchè non si ripetesse il problema di appena due anni prima? Quanti soldi gli sono stati dati per avere una rete di monitoraggio (pluviometrica, geodimetrica o inclinometrica) da controllare in loco e per organizzare un efficiente presidio territoriale?
Stellina insisti nel sostenere che da noi la protezione civile funziona malgrado le spese che annualmente dobbiamo affrontare per le emergenze dovute a mancata prevenzione....è inutile vedo che tu non convincerai mai me....anche perchè io ho vissuto personalmente la disintegrazione di strutture importanti della difesa del suolo e noto con desolazione da cosa finora sono state sostituite.....e io non convincerò mai te.
Un problema che a mio parere ha contribuito a condannare le precedenti strutture Statali era quello di non essere mai state autoreferenziali come l'attuale Dipartimento, i tecnici non comparivano mai in TV o sui giornali, non avevano neanche l'Ufficio Stampa, non avevano e non cercavano nessuna visibilità, lavorare per evitare un disastro lo consideravano un dovere e poi potevano anche risponderne penalmente. Però quando ad esempio dopo la piena del Po del 2000, che come portata è stata superiore a quella che causò l'alluvione del polesine, il merito di non aver subito danni ingenti sembra essere stato della allora neonato sistema di protezione civile (una delle prime emergenze nazionali che ha visto coinvolto il Dipartimento e le P.C. regionali e locali) e non di chi, negli anni compresi tra il 1956 ed il 2000, ha lavorato bene affinché non si verificassero rotte arginali, si è capito come stessero cambiando le cose. Nessun politico o giornalista che abbia speso una parola per questi validi tecnici.......da quel momento ho cominciato a capire anche io come stavano cambiando le cose.....e come ci fosse una reale intenzione (voluta soprattutto dalla recente classe politica...di sinistra o destra che sia) di trasformare le azioni di protezione civile in un circo mediatico....

Ultima modifica di Alex-64; 25/02/2010 17:43.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti