Alcune considerazioni:
Con magnitudo così elevate l'area della superficie di rottura (piano di subduzione attivatosi) deve essere di migliaia di km^2, come peraltro si nota dalla mappa postata da Marco Mucciarelli.
Per cui, ha senso parlare di epicentro?
Possiamo anche affermare che l'energia si distribuisce su un'area maggiore rispetto a terremoti molto più piccoli e superficiali quali quello dell'Aquila? e in parte di Haiti?
Per fini scientifici si parla di centroide, come puntualizzava Marco in altro thread, ma ai fini di protezione civile e analisi dei danni mi chiedo quale validità abbia il concetto di epicentro.
Il concetto di radiazione mi sembra più attinente, ossia dove viene concentrata l'energia, in questo caso la centroide mi sembra fosse spostata in mare e l'energia è anche stata trasmessa come dice Marco prevelentemente verso l'oceano, da cui lo tsunami e i danni relativamente piccoli in terraferma.
Dico relativamente piccoli rispetto a un vero mostro quale può essere un terremoto di 8.8 Mw
A l'Aquila le massime dislocazioni visibili sono state di poche decine di cm, in Cile quelle osservate di 1 m circa, ma su un'area così estesa bisognerà attendere i rilievi definitivi per sapere se si è creato qualche rigetto di metri.
In una zona dove c'è già stato il record mondiale di 9.5 Mw io mi aspetterei una edilizia superantisismica. Nei limiti di quello che è tecnicamente possibile.
Interessante il concetto della saturazione della PGA. In effetti il terreno come mezzo anche dissipativo non può trasmettere accelerazioni che superino una certa soglia.
Sicuramente, il massimo della PGA per un numero elevato di cicli (si parlava mi sembra di 90 secondi di segnale significativo) dà il tempo di distruggere tutto quello che può essere distrutto.