Scusa se insisto e mi permetto ma come tu affermi sono i DPR che determinano le competenze professionali ma pare che questi, giustamente, si fondino sulle conoscenze acquisite nei percorsi scolastici secondari e/o universatari che siano.
Posto ciò segue che tra circa 5 anni o forse anche meno, le competenze andranno adeguate ai nuovi percorsi formativi sicchè possiamo almeno pensare che avremo alcune delle nostre competenze, magari oggi eclusive, concorrenti con quelle dei geometri. La domanda è: quale delle due prestazioni risulterà più economica sul mercato?
Concordo sul fatto che altri indirizzi universitari hanno materie tipicamente geologiche ma non sul fatto che non avanzino competenze. La ricerca idrica e la progettazione di pozzi ultimamente viene condivisa anche con gli agronomi, oltre che con ingeneri e geometri (pozzi per uso domestico)ma questo da sempre. A breve anche la geotecnica andrà condivisa con gli agronomi oltre che gli ingegneri.
Aggiungo che le facoltà di geologia ( in generale poi ci possono essere dei distinguo) nel loro percorso formativo continuano a tralascire materie a carattere applicativo fondamentali per mantenere le nostre competenze nei DPR, magari uno dei motivi è quello da te indicato.
Tutto ciò non mi fa ben sperare o pensare che le nostre competenze siano tanto al sicuro e al riparo di modifiche in un futuro molto prossimo.
La mia non è un'accusa al CNG ma una semplice constatazione di una sottovalutazione di un problema che andrebbe affrontato o analizzato sul nascere. Siamo così bravi a fare analisi di rischio con i possibili scenari, ebbene uno potrebbe essere questo.
Laura




Arual