[quote=michelec]
Quanto alle profondità, molte localizzazioni sono ancora in automatico, e quindi con profondità fissata dai programmi di calcolo. Quando ci sono così tanti eventi in poco tempo ci vuole qualche giorno per revisionare i dati. Tenete anche presente che questi non sono terremoti crostali come i nostri, ma eventi che possono capitare su di un piano che va dalla superficie fino a 700 km di profondità.
Ad esempio qui
http://geofon.gfz-potsdam.de/db/eqinfo.php si trova il bollettino dell'istituto di geofisica tedesco, che ha già molti eventi ricalcolati a mano (una m verde nel rigo)
con profondità variabili.
Grazie!!
Faccio ancora qualche domanda, ricordando che io non sono un geologo ma ho solo un forte interesse (
mi scuso per domande che potranno risultare ingenue a veri esperti, spero non irritanti :))
Le Ande si sono formate nelle ultime decine di milioni di anni, quindi la loro altezza e' risultato di deformazioni di durata lunghissima. E' possibile misurare una variazione globale delle altezze di tutta la zona (mi sembra da latitudine 31 a latitudine 38) dovuta al sisma attuale?
Soprattutto, esiste una zona ben precisa dove si identifichi e si possa vedere il piano di subduzione, nel fondale davanti alla costa? Ho visto i risultati FEM di calcolo degli scorrimenti (se ho capito bene nel piano di faglia o scorrimento) per il terremoto indonesiano del 2004
http://neic.usgs.gov/neis/eq_depot/2004/eq_041226/neic_slav_ff.html , ma e' possibile distinguere visivamente e nettamente la zona dove inizia la subduzione, anche se sottomarina? Oppure in genere nella parte superficiale visibile e' diffusa in svariati km dal piano di scorrimento e quindi irriconoscibile?