Ho molto aprezzato la dotta disquisizione sopra esposta però non ho rilevato alcuna indicazione operativa nell'immediato, che nel momento attuale sono le più necessarie.
Non vengono indicati i possibili interventi d'urgenza per ridurre o addirittura eliminare quanto prima l'arretramento dell'arco di distacco, nè se la consistenza del corpo di frana è tale da permette l'accesso ai mezzi meccanici per eseguire i primi fossi per smaltire le acque e svuotare eventuali laghetti di ristagno, nè vengono indicati i punti più soggetti ad rilevare la velocità della possibile l'evoluzione del movimento franoso (utilizzando semplicissime "spie"), nè se la massa franata al piede viene erosa da un corso d'acqua e in tale caso se vi è la possibilità di una immediata deviazione del filone della corrente, nè le zone in cui i fabbricati sono da abbattere e quelle nelle quali possono essere recuperabili nell'immediato futuro.
Insomma vongono affrontati i problemi solo in termini accademici e non gli interventi nell'immediato che sono quelli che servono alla popolazione ed alle autorità competenti.
Presumo che siate giovani per cui il vostro operato è comprensibile, quello che è meno comprensibile è invece che queste cose nelle università non mi risulta vengono insegnate, nè mi risulta che i nostri Ordini regionali le affrontino nel varie conferenze dell'aggiornamento portando eventualmente i partecipanti al "capezzale del malato".