Dalle puntuali risposte intuisco che una delle cause principali della frana di Maierato sia da ricondursi alla abbondanza delle piogge, tali da determinare quello scivolamento delle coltri sabbiose soprastanti gli strati già sofferenti per la sussistenza di piani di debolezza interessate da precedenti frane segnalate in passato. chiedo conferma su questa possibile tesi in grado di spiegare, fino a prova contraria, l'accaduto. Amici, come abbiamo constatato dalla notizia della sera dello scorso 2 marzo, soprattutto dalla intervista rilasciata dal geologo della Protezione civile siciliana, la frana di Caronia, nel messinese, a non molta distanza da San Fratello, sembrerebbe da ricondurre ad una serie di circostanze particolari.
1) la zona,da come è stata descritta, appare non particolarmente denudata, addirittura non mancano i boschi;
2) non si registrano segni di una evidente antropizzazione;
3) non sembra che vi siano state precipitazioni abbondanti nelle ore appena precedenti il dissesto di Caronia;
4) tutto questo, lungi dal rendere inspiegabile il fenomeno, certamente, stanti così le circostanze e le notizie che trapelano, riporta il fenomeno franoso su un piano previsionale incerto. Voglio dire, in poche parole, se non vi sono state nella zona forti insulti naturali e antropici, a questo punto soltanto il microrilevamento delle frane potrebbe risultare l'unico rimedio per interpretare condizioni di innesco di particolari rischio.
Mi auguro che se questa possa essere la condizione principale per potere seguire la naturale evoluzione di un fenomeno tale da degenerare in frana (il microrilevamento delle frane), allora la pubblica amministrazione dovrà in tempi rapidi provvedere ad assegnare ai giusti rilevamenti geotecnici l'analisi di dettaglio del territorio a rischio.