una domanda a Mucciarelli: dato che si parla di studi per la microzonazone e ripristino e riparazione, per dimostrare come sia misleading il Vs 30 non era il caso (visto che il riflettente è a almeno 50 m e che quello che portava alla differenziazione dei danni era la morfologia profonda) fare delle simulazioni di confronto (partendo a ritroso dai danni) tra una MS con Vs30 come proposto (insieme alla geotecnica) e una simulazione come dio comanda con parametri che nel nostrcaso sono il Vs50 e altre determinazioni geotecniche e geofisiche più consone (il tutto in buona compagnia di qualche bravo strutturista)?
Giustissimo, tanto più che questo è già stato fatto. I valori di amplificazione nelle carte sul sito DPC sono per la magior parte risultati di modellazioni 2d a partire da tutti i dati disponibili. Così si riesce a comprendere la risposta in bassa frequenza de L'Aquila e come si osservino amplificazioni su brecce litoidi a Poggio Picenze a causa dei limi sottostanti. Ora si dice che prima ci si accerta che il sito sia omogeneo alla zona, poi si fa un sondaggio senza altre prove che un SPT (geniale, sulle brecce) per prendere NON il valore che esce dalla RSL bidimensionale ma la classe delle NTC. Ti faccio spendere i soldi per darti un risultato meno affidabile di quello che hai già.
Per dirvi quanto i progettisti siano molto più avanti di chi li vuole "indirizzare", la settimana scorsa a L'Aquila due miei collaboratori in zona per fare misure sugli edifici hanno trovato una coppia geologo-ingegnere che si è fermata a discutere del loro problema: avendo misurato le frequenze di un edificio danneggiato avevano il forte sospetto che ripristinarlo tal quale lo avrebbe riportato in risonanza con il terreno, e quindi l'ingegnere ha intavolato una discussione tuttora in atto con i colleghi sui vantaggi della demolizione/ricostruzione rispetto a interventi che cambino la frequenza dell'edificio. Ovviamente tutto questo non è nemmeno lontamente previsto nella bozza di linee guida.