I dubbi sulla legittimità delle linee guide sono tali che già alcuni avvocati delle associazioni d'impresa (i costruttori) si stanno muovendo e stamane stanno partecipando ad una riunione a l'AQ.
Il concetto è che è la legge che governa e qualunque indicazione non può prescindere da questa.
LA legge, ripeto, suggerisce che la profondità di indagine si almeno B-2B (B= lato minore del rettangolo ceh meglio approssima in area l'edificio) e non 30 m.
Le linee guida sembra confondano la VS,30 e i 30 m con il volume significativo.
Il requisito dei 30 m a fini geofisici può essere soddisfatto anche con sismica di superficie, purchè i dati siano interpretati alla luce dei risultati di altre indagini (ancoraggio).
E' del tutto sensato quindi, tecnicamente, evitare costose indagini tipo downhole per piccole opere e limitarsi a geofisica di superficie.
Inoltre, l'imposizione delle downhole con un basso budget di spesa non può che portare a scadente qualità delle stesse, per cui avremo numerosissime downhole la cui teorica affidabilità sarà significativamente ridotta dalla cattiva preparazione del foro.
L'aspetto problematico è che le pratiche di ricostruzione saranno controlalte da dei superesperti sparsi in tuta Italia, con i quali non si può discutere personalmente, e che se si attengono rigidamente alle linee guida potrebbero rigettare la pratica se vengono eseguite indagini tecnicamente più sensate, ma senza sondaggio ad oltre 30 m.
Pongo in evidenza che alcune ampie aree con estesi danni, tipo la zona di Paganica, hanno una uniforme successione di decine di m circa di ghiaie, interrotte a volte da lenti di argilla.
A cosa mi serve fare un foro a oltre 30 m quando so già cosa aspettarmi. Tecnicamente è molto meglio fare due fori a profondità minore per accertare l'eventuale presenza di disomogeneità (lenti argillose) a livello del piano di posa e non a 20-30 m, dove l'influenza delle stesse è nulla o trascurabile. Ai fini sismici, l'effetto di queste può benissimo essere accertato tramite geofisica di superficie.
Sono aspetti di questo tipo che le linee guide, nella loro rigidità, trascurano totalmente.
Se il geologo c'è è perchè serve a qualcosa e, almeno in teoria, sa fare il suo lavoro ottimizzandolo in relazione all'assetto geologico e geomeccanico locale.
Limitando la libertà del geologo l'efficacia delle indagini viene compromessa o comunque diminuita e qui si tratta di denaro pubblico.