Riccardo,
quello che è scritto in quel libro non è errato, ma gli aspetti da considerare nel nostro caso sono 2:
1) La formula si deve adattare ad ogni numero di dati, per cui non avrebbe senso utilizzare due distribuzioni per descrivere lo stesso fenomeno per dati molto e poco numerosi.
La distribuzione di student si adatta al numero dei dati riflettendo così il livello di incertezza epistemica.
Se usiamo il z_o.o5 invece del t_o.o5, ossia normale invece di student, lasciando invariato il resto, abbiamo la statistica della varianza nota.
2) Se provi a ridurre il numero dei dati a 2 o 3, a meno che non siano coincidenti o quasi, con i parametri geotecnici avrai un risultato del tutto irrealistico (ad esempio valori negativi). Per cui, all'atto pratico, si verifica proprio il contrario di quello che dice il Castino-Rolletto, ossia la formula nella quale compare il t di student non è applicabile con pochi dati, mentre quelal nella quale compare il zeta della normale è applicabile.
Le correlazioni ceh citi sono lineari, ma altre no (Qc-phi, o alcune Qc-mv, o SPT-phi)
Se vuoi essere sicuro, fa una verifica con entrambe el procedure, se il valore caratteristico rimane invariato allora la trasformazione non incide sulla varianza.