I BENE INFORMATI LO SANNO. NESSUNO LO FATTO LO FACCIO IO E VI RIPORTO ( SOLO PER PAR CONDICIO) LA NOTA DEL PRESIDENTE EPAP DOTT. ARCANGELO PIRRELLO.
CREDERGLI O NON CREDERGLI. POCO IMPORTA. DA QUEL CHE LEGGO VI SONO ANCHE COLLEGHI IN GRADO DI DISCERNERE IL GRANO DALL’OGLIO. A BREVE LA VERIFICA.
POI CHE DIRE: OGNUNO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA.


“Mi rincresce intervenire ancora, ma è necessaria un’altra serie di precisazioni per evitare che le cose inventate e dette o scritte nell’agone elettorale rechino danno all’Ente e/o allarmino senza ragione i colleghi.

Le menzogne, le finte disinformazioni e le allusioni vanno subito “incise” ed ossidate.
Cercherò di essere lapidario ma è necessaria una premessa

L’Epap è un Ente privato a controllo pubblico da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia i quali sono costantemente rappresentati dal Presidente dei sindaci revisori, che è un funzionario del Ministero del Lavoro e da un sindaco revisore che è un funzionario del Ministero dell’economia; i sindaci revisori partecipano alle sedute del CdA e del CiG e, naturalmente, eseguono periodici controlli ispettivi di procedure e di cassa.
- Nell’Ente, tutto è scandito da leggi e regolamenti; la normativa interna (statuto e regolamenti) promana dalle leggi nazionali vigenti in materia di previdenza per cui molte delle “regole” che sembrano stabilite nello statuto e nei regolamenti, in realtà sono sancite dalle leggi; ne deriva che parecchie regole e procedure che sembrano “capricci di statuto” sono in realtà dettami di legge, lo stesso numero dei componenti degli organi è stabilito dalla legge.
- Ne deriva ancora che molti propositi di cambiamenti di regole dovranno in realtà scontrarsi con le leggi, le quali non sono in nostra disponibilità e possono pure essere cambiate…ma con anni di pazienza e fatica da parte nostra. Il regolamento per l’accesso agli atti dell’Epap è approvato dal Consiglio dei Ministri
– I bilanci dell’Ente, con relazione e parere dei sindaci revisori, sono approvati dal ministero dell’Economia, dal Ministero del Lavoro e dalla Corte dei Conti. Tutti i bilanci sono pubblicati. C’è ancora il “nucleo di valutazione della spesa pubblica” che ha sede presso Ministero del lavoro e che controlla l’Epap e gli altri enti previdenziali pubblici e privati, come del resto fa anche la “commissione parlamentare bicamerale di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale” che, tra l’altro ha in corso l’indagine conoscitiva “sulla situazione economico-finanziaria delle casse privatizzate anche in relazione alla crisi del mercato internazionale”. Stabilito cos’è l’Ente - ove serve - passo alle precisazioni:

1) BNP PARIBAS. L’Ente non ha affidato ad un’unica banca la gestione del patrimonio, ha bensì affidato a BNP Paribas Securities Services l’incarico di Banca Depositaria. La scelta di selezionare una banca depositaria risponde ad esigenze di maggiore tutela Il ruolo della banca depositaria, consente all’EPAP, di mantenere la piena titolarità dei valori mobiliari e delle risorse liquide conferite a gestori terzi. BNP Paribas, ha inoltre l’obbligo di regolare le operazione disposte da EPAP e/o dai gestori e controllare che le operazioni disposte dai gestori siano conformi alla regolamentazione applicabile ed ai limiti d’investimento stabiliti in sede d’affidamento del mandato di gestione.

2) La BNP Paribas Securities Services è la maggiore realtà europea nel settore dei servizi titoli a società, gestori patrimoniali e istituzioni finanziarie di tutto il mondo (quinta realtà mondiale per attivi in deposito).

3) Circa le informazioni catastrofiche sulla solidità di PNB Paribas che non so da dove siano state attinte, rispondo, senza troppi forbiti inglesismi, che se anche PNB Paribas dovesse fallire, all’Epap non farebbe alcun danno poiché, appunto è la banca depositaria che regola le operazioni secondo i mandati dell’Epap ai gestori e non investe alcunché per conto dell’Epap. Questo, è non altro, è il ruolo di una banca depositaria. Per amministrare un ente è utile sapere cos’è una banca depositaria.

4) Si è deciso di smobilizzare parte del portafoglio in un momento nel quale il rischio si era fatto insostenibile; il rischio va valutato “ex ante” e non “ex post”. Peraltro, il disinvestimento ha consentito di beneficiare della ripresa dei mercati: i valori di liquidazione sono risultati superiori rispetto ai valori di mercato degli stessi titoli al 31.12.08.

5) Ma quale distribuzione a pioggia? È fuori dalla grazia di Dio definire distribuzione a pioggia la differenziazione negli investimenti, previo asset allocation del portafoglio, con un preciso obiettivo a medio e lungo termine. Quel asset allocation, fino al settembre del 2007 ha garantito ottimi rendimenti con un rischio contenuto, arrivando, nel 2006 ad un rendimento medio netto del 5%.

6) Ma quali titoli tossici?, l’Epap non li ha mai posseduti; mai l’Epap ha posseduto le Antracite delle Cayman narrate dall’Espresso, per i quali c’è stata una precisa smentita

7) Come ho subito comunicato in una lettera agli Ordini ed anche sul sito dell’Ente, i due titoli Lehman Brothers appartenenti ad un comparto non “aggressivo”, anzi “conservativo” e per niente rischioso (si tratta di obbligazioni), hanno prodotto i loro frutti per diversi anni (uno dei due bond scadeva il giorno dopo il fallimento di L.B.); erano obbligazioni prive di rischio, garantite dalla quarta banca del mondo; la L.B. appunto, alla quale le società di rating più quotate assegnavano la tripla A, il massimo dell’affidabilità. Il fallimento di L.B. era imprevedibile, come testimonia la numerosità dei creditori.

8) Altro che essere stato costretto ad ammettere le perdite: le perdite di mercato dell’Epap nella crisi economica sono state esposte nel bilancio 2008 che una volta approvato è stato pubblicato. Il d.lgs 185 consentiva agli Enti di non esporre in bilancio le perdite dovute alla crisi finanziaria, riportando i titoli al valore della fine del 2007; l’epap ha scelto di non usufruire di tale legge che ha permesso ad altri Enti di non accusare alcuna perdita. (leggere comunicato 3/2010)

9) La crisi economica e finanziaria è stata su scala planetaria e non è stata prevista da nessuno, e tutti ci sono incappati, anche quelli che non hanno mai investito alcunché, come si vede dai problemi sociali che stanno venendo fuori. Nessun errore nella scelta del consulente: tutti i consulenti del mondo, ex post, dopo la crisi erano “sbagliati”. Semmai, bisogna vedere come ha reagito l’Ente: con trasparenza, tempismo ed energia ((leggere comunicato 3/2010).

10) L’intero sistema degli investimenti dell’Epap è stato riformato adattandolo ai nuovi mercati con l’obiettivo, già in parte raggiunto, di proteggere il patrimonio e di recuperare le perdite. l’Epap si avvale ora di un sistema di global custodian con un triplo ordine di controlli. (leggere comunicato 3/2010)

11) Il cambiamento del consulente nasce dall’esigenza e dalla volontà dell’Epap di darsi un sistema d’investimento adatto alla nuova realtà dei mercati finanziari. Appena due anni e mezzo fa, la “garanzia” lasciava tutti tranquilli, dopo quanto è successo nel mondo, lo stesso aggettivo “garantito” è fonte di sospetto. Si è pensato che l’unica garanzia valida fosse un sistema costantemente sotto controllo e “blindato” dal maggior numero d’evenienze possibili. Il nuovo consulente è stato scelto sulla base di un progetto ben definito che risponde all’esigenza di conservare il patrimonio e recuperare le perdite.

12) Ma quali basi speculative? Tra l’altro eventuali plusvalenze, con l’attuale normativa, non possono nemmeno essere impiegate per impinguare i montanti, a che servirebbe la speculazione? I nostri investimenti sono sempre stati improntati alla massima prudenza. Quella umana, naturalmente e non quella chiaroveggente oppure, ex post con il” senno di poi”

13) Non è vero che il Cig ha modificato lo statuto per autoperpetuarsi (leggere comunicato 3/2010)

14) Non è vero che possono essere aboliti i requisiti di onorabilità e di professionalità, inoltre, il voto non è “diventato a preferenza unica”, da quando c’è l’Epap,è sempre stato a preferenza unica. (leggerecomunicato3/2010)

15) Quando un editoriale non ha firma è redatto del direttore responsabile che nel caso di “previdenza professionale” è il presidente dell’Epap. Nel caso del n.2 / 2009 della rivista, l’estensore dell’editoriale è assolutamente contrario ad aumentare il contributo soggetivo obbligatorio e per questo si è battuto in sede politica ottenendo una vittoria personale. E’ certamente favorevole ad un aumento dell’integrativo (fino al 4%) per destinare il plus ai montanti. Ma questo basta leggerlo in italiano sulla rivista
16) Quando qualcuno, che ne ha titolo, chiede di accedere agli atti dell’Epap viene applicato il regolamento per l’accesso agli atti dell’Epap, approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che da sempre è pubblicato sul sito



IlPresidente
Arcangelo Pirrello”