Cari colleghi,
ringrazio tutti per la partecipazione alla discussione e, soprattutto, coloro che hanno fornito dati utili alla soluzione del mio problema.
Discutere se "Molte volte la responsabilità del mancato riconoscimento della nostra professionalità è da attribuire al comportamento di ognuno di noi" può essere utile, tuttavia non comprendo la propensione di molti a partire a testa bassa contro il muro delle difficoltà ritenendo che le norme siano sempre chiare, precise, tutte correttamente intrepretate da tutti etc.., etc.., etc. Così purtroppo non è (per lo meno nel mio territorio) e, specie nei piccoli Comuni, ci si trova di fronte a tecnici ed amministratori non troppo preparati o non del tutto ben disposti verso i geologi. Considerato il fatto che il professionista tende giustamente a tenersi lavoro e cliente, mi chiedo se sia meglio andare ad urlare le proprie ragioni correndo il rischio di impostare un dialogo tra sordi oppure se sia più saggio ricercare nell'esperienza dei colleghi più anziani consigli che consentano di percorrere la strada attrezzati con tutti gli strumenti legislativi, sentenze e pareri vari, in modo da giungere a soluzione mantenendo il lavoro e il committente?
Inoltre, a proposito di interpretazioni, qualcuno ha dimenticato le interminabili discussioni sul nuovo Testo Unico?
Grazie.
Artemisia.