Voglio sopratutto rispondere a Thomas che pur avendo fatto il master (presumo in Hydrogeology visto che lavori come Assistant Hydrogeologist) in UK (dove?) si ritrova comunque a fare l'Assistant perche' non ha esperienza in merito.
Ho studiato per un Master in idrogeologia all'Universita di Birmingham.
Esattamente, il titolo e dovuto alla esperienza, ma preciso che e solo un nome, alcuni come compagni con la mia stessa esperienza sono hydrogeologist.
Questo, non per screditare il master inglese (sto pensando di farlo anche io ma chissa' quando visto che mi devo sposare e non ho i soldi) che e' validissimo ma per dare un tocco al rialzo alle nostre lauree italiana.
Dalla mia esperienza il Master serve non per dare un tocco la rialzo, ma per imparare quello che in Italia non ti hanno insegnato.
Se stai pensando di farlo forse e perche ti rendi conto che ne hai bisogno, o mi sbaglio?
Basta con il dire che le lauree italiane non sono riconosciute! cavolate!
La mia laurea di cinque anni che in teoria dovrebbe essere un master viene riconosciuto come un Bachelor. Con la mia laurea italiana non sarei neanche arrivato al colloquio per il mio lavoro.
Certo, loro sono piu' ferrati in modellazione, risk assessment, e chimica organica ma abbiamo le basi per rimboccarci le maniche e studiare queste cose la sera a casa.
"Piu ferrati" vuol dire che sanno cosa sono e li sanno usare?
Domanda: se uno puo studiarsi le cose a casa a cosa servono le Universita? Per fare ricerca e basta?
Se poi consideriamo che i signori master inglese escono con un background univeristario di 4 anni e noi 5 ci sarebbe da aggiungere ancora molto.
Si, c'e da aggiungere che in Italia in cinque anni non impari la meta di quello che qua impari in quattro.
Ad esempio, 9 "geologi" ingelesi su 10 non sanno che cavolo e' un travertino e io questo lo trovo scandaloso.
Si, non gliene frega un cavolo di cosa e il travertino. E non serve a un cavolo.
Ricordiamoci che nel mondo anglosassone sono dei grandi praticoni, spesso troppo (sfociando nella superficialita')
A me sembra il contrario.
accoppiata alla nostra preparazione teorica delle nostre universita' (anche se forse adesso e' cambiato qualcosa con la riforma e spero in meglio) ci rende appettibili.
In Italia ho passato un bel po di tempo a imparare a memoria decine di nomi di fossili, minerali, rocce che mi sono dimenticato dopo pochi mesi. E questa la preparazione teorica che dici?
Ovviamente a tutto questo bisogna aggiungere:
informatica
Cosa? Windows, Excel, Word?
molto carattere ed essere svegli, tenendo ben in mente che la laurea non e' il punto di arrivo ma il punto di partenza. ;-)
Per me la fine della mia laurea italiana e stato anche il punto di arrivo. Se c'e un punto di partenza, lo devo al Master che ho fatto qua.
Il primo dubbio che ci fossa qualcosa che non andava con la mia Universita in Italia ce lo avuto durante l'Erasmus, quando sono andato in Svezia. Venire qua e stata la conferma: hai la netta sensazione che in dodici mesi impari di piu in cinque anni trascorsi in Italia. Ti rendi conto di un'altra verita: se in Italia abbiamo poca cultura scientifica, geologia, come scienza, in Italia non esiste, non esiste proprio.
Io mi ricordo di discussioni sull'importanza del martello da geologo, di saper rilevare... in Italia la geologia non esiste, e ferma all'Ottocento.
Si la preparazione teorica... io ho studiato un sacco di matematica, di chimica, che non ho pero MAI applicato alla geologia. Il corso di Geochimica faceva pena in confronto a quello che mi servirebbe.
Non abbiamo bisogno di teoria di questo tipo. Non abbiamo bisogno di esami dove devi imparare come un cretino un vallanga di nozioni a memoria che ti dimentichi dopo pochi mesi. La teoria ti serve per capire e risolvere i problemi, e se non la applichi non serve a niente.
Del resto non c'e da stupirsi dato che da quanto ne so la laurea in geologia in Italia si e staccata da Scienza Naturali per opera di Mattei solo nel secondo dopoguerra...
Uno si fa l'idea che la geologia sia andare in montagna a farsi una bella scarpinata, raccogliere i fiorellini, raccogliere un sassolino ogni tanto, dargli una smartellata, prendere fuori la lente e classificarlo: "Mmmhh, sara un gabbro o una andesite? Mmhh, problema affascinante..." Questo e quello che mi hanno insegnato. Ma non e cosi dappertutto.
Mi ricordo durante al corso in Italia i professori favoleggiare del fantasmagorico mondo della ricerca petrolifera, della ricerca di minerali, di geologi che girano per il mondo. Questi discorsi sono rimasti vaghi come sogni.
Vengo qua e invece incontri gente che ha lavorato per compagnie petrolifere, o di estrazione, o prof che hanno girato e conoscono il mondo del lavoro oltre che a quello accademico.
Io ce lo ho mandato il curriculum all'Eni o ad altre ditte, come penso tutti i neo-laureati in geologia in Italia, naturalmente senza neanche una conferma: grazie, abbiamo ricevuto il tuo CV. Vengo qua e in bacheca vedi annunci della Rio Tinto, della Shell per internship estive.
Le mie esperienze di lavoro in Italia, come probabilmente quelle di tanti neo-laureati sono state al limite dell'inverosimile. C'e da chiedersi: ma che cavolo ho studiato cinque anni da fare?
Qua dopo tre o quattro anni trovano un lavoro che in Italia dopo cinque o forse anche dieci anni ci sognamo.
Un'anno e mezzo fa andai alle selezioni del Master Medea all'Eni. Eravamo quel giorno in una trentina. Un sacco di geologi. Tutti piu o meno si lamentavano del loro lavoro o della situazionione dei geologi in Italia, come succede piu o meno su questo forum. Gente che si presentava alle selezioni per un Master in economia e finanza del petrolio (anche se di management o economia gliene interessava poco o niente) con la speranza di avere un'offerta di lavoro dall'Agip alla fine.
Lo sapete cosa ho pensato? Carne da macello, siamo carne da macello. Giovani pieni di energia, brillanti, che hanno allenato il loro cervello per cinque anni nella selettive universita italiane (non lo nego) pronti per i cannoni.
E giusto? Non e giusto? E quello che penso, e forse non e lontano dalla realta.
Si, noi in Italia siamo forti, abbiamo avuto Leonardo da Vinci che e stato il primo a capire il ciclo idrologico, i nostri ingenieri hanno una preparazione teorica che all'estero ci invidiano, abbiamo migliaia di chilometri di coste, abbiamo il papa... ma non abbiamo universita che insegnino la geologia.
Io non ce l'ho con i geologi, non ce l'ho con i professori, non ce l'ho con l'universita, ce l'ho con me stesso per aver passato troppo tempo a credere a tutte quelle cretinate che mi hanno raccontato.
Riassumendo, penso che :
la preparazione che si riceve nelle Universita all'estero sia nettamente superiore a quella delle Universita italiane;
che e difficile trovare un lavoro con una semplice laurea italiana e poca esperienza in una ditta straniera;
che i lavori che hai la possibilita di fare con un Master sono molto piu interessanti, ben pagati e a lungo termine un Master investimento migliore.
Per questo ho consigliato a geoghit di fare un master. Quante ditte italiane lavorano all'estero? Quante ditte americane o inglesi lavorano all'estero? Che possiblita hai con una laurea italiana di lavorare come geologo per una di queste ditte?
Quanto impari con un Master all'estero e quanto con una laurea specialistica in Italia?
Se uno fa i calcoli, il risultato dell'equazione e lampante.
E per favore, geotux non andare a raccontare "ai ragazzi" che con la grinta, sapendo usare Word e con la chiara coscenza "che la preparazione teorica dell'Universita italiana e eccellente" trovano lavori interessanti all'estero per ditte che non siano italiane. Perche non e una cosa che e destinata ad avverarsi.
Consiglio infine ai ragazzi che vogliono studiare la geologia o fare ricerca di andare negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Olanda, in Francia, in Germania, ma non in Italia. Studiare geologia in italia dopo la laurea di primo livello e una perdita di tempo.
Prevedo un vespaio di polemiche, dopo quest'ultimo mi autocensuro. Scusate, avevo bisogno di sfogarmi.