restando anch'io in attesa di commenti di aquilani,
penso che l'energia liberata da un sisma come quello del 6aprile09
se riproposto in altre parti d'italia a quella profondità
ipocentrale, avrebbe fatto più o meno gli stessi danni.
i motivi si ritrovano come sappiamo sostanzialmente nella grande
presenza di edifici storici in muratura o semplicemente da abbattere,
senza alcuna capacità di resistere a sollecitazioni di trazione;
inoltre lì dove la "filiera" delle costruzioni non ha funzionato per bene,
dal piano regolatore (che ha "rivisitato" il rischio sismico),
al progetto (carente di un vero studio geologico e geotecnico),
all'utilizzo di materiali (a volte buoni a volte un pò meno),
quindi ad una messa in opera (a volte senza cura dei particolari),
è chiaro che problemi ce ne sono stati
anche nelle moderne costruzioni in cemento armato.
il dato che personalmente traggo da questa tragica esperienza
fortunatamente non vissuta direttamente quel giorno,
è che in mezzo a tante cose che non hanno funzionato (colpa/dolo),
il cemento armato e il metodo delle tensioni ammissibili
con tutti i suoi coefficienti di sicurezza,
probabilmente hanno salvato tante vite.
non fraintendetemi, tengo molto al passaggio agli stati limite,
personalmente mi sono dovuto formare su tutti e due i metodi,
ma trovo sbagliato come ultimamente si siano sottovalutate
le caratteristiche positive del metodo t.a.
l'uso spesso sbagliato di tale metodo,
(parlo volutamente col senno di poi al fine di
evidenziare gli errori e capire qualcosa di più),
lo ritroviamo ad esempio
- in progetti mal valutati: sulle realizzazioni di tetti in c.a. su murature,
che non è da escludere a priori, ma dove evidentemente
non sono stati tenuti in giusta considerazione i "salti" di rigidezze
tra la struttura in muratura e quella del cordolo tetto;
o più semplicemente nell'assenza di una gerarchia di rottura
nelle strutture in c.a.
- nella messa in opera approssimativa: tutti abbiamo avuto modo di verificare
anche tramite fotografie, come a volte il cls in travi e pilastri
non era evidentemente ben vibrato, la presenza di inerti non proprio
opportuna (dimensioni e qualità), o ancora la mancanza di staffe.....
si potrebbe continuare ma sarebbe solo un ripetere ciò che è stato già detto,
ma
evidentemente il metodo delle t.a., accostato alla sua facilità d'uso,
richiede capacità nella scelta del telaio di riferimento per la specifica opera,
oltre ad una messa in opera a regola d'arte.
che dire poi delle manutenzioni ?
una struttura, che sia in muratura o c.a.,
nel tempo richiederà delle manutenzioni,
ma questo è un problema culturale oltre che economico,
altrimenti come posso spiegare i ferri scoperti (senza più copriferro)
aggrediti dalla ruggine che si possono vedere sotto il viadotto
che attraversa l'aquila e che è stata l'unica vera via di accesso per i soccorsi?
vi garantisco che non è solo quel tratto di autostrada,
chiunque in qualunque parte d'italia potrà verificare!
e un copriferro mancante è a vista (cioè si vede senza test e calcoli);
vogliamo immaginare che nei nostri viadotti (o qualunque altra infrastruttura),
incastri, cerniere, carrelli, pendoli, stiano veramente lavorando
come incastri, cerniere, carrelli, pendoli?
una struttura qualunque essa sia e qualunque sia la sua destinazione d'uso,
se non manutenuta, lentamente si allontanerà dal modello di progetto.
e allora ti accorgi che sia metodo t.a. che sia metodo s.l.
non potrai fare a meno di "larghi" coeff. di sicurezza,
perchè oltre a coprire l'ignoranza, devi coprire l'incuria.
Ultima modifica di mimmo71; 17/03/2010 11:09.