Dato che lo strutturista mi ha assicurato che la platea è rigida (compensazione spaziale), dovrei utilizzare l'equazione 1 delle tue dispense(file in allegato).
Oppure Xk = Xm + Z * (s(x)/(n)^1/2) con Z = 1,645 , n = numero di dati; s(x)= deviazione standard del campione.
Qualche tempo fa Viggiani dsse ad un convegno: con le platee in sabbia il problema non è mai la capacità portante ma i cedimenti e su di essi bisogna concentrarsi.
A proposito, che cosa è la compensazione spaziale, sembra il titolo di un episodio di Star Trek...
Dato che lo strutturista mi ha assicurato che la platea è rigida (compensazione spaziale), dovrei utilizzare l'equazione 1 delle tue dispense(file in allegato).
Oppure Xk = Xm + Z * (s(x)/(n)^1/2) con Z = 1,645 , n = numero di dati; s(x)= deviazione standard del campione.
Sì, è giusto, ma proprio non lo puoi vedere quel t, suppongo che sia più rapido digitare la formula con il z_0.5
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
A proposito, che cosa è la compensazione spaziale, sembra il titolo di un episodio di Star Trek... grin
he , he la compensazione galattica è troppo astrusa per le menti di noi geologi
Intendevo compensazione strutturale, comunque esiste anche quella spaziale: "quando il volume interessato dallo stato limite, o suo spessore in una dimensione è significativamente maggiore della lunghezza delle fluttuazioni nei parametri di resistenza del terreno, allora il valore caratteristico corrisponde al 5° percentile della media." (da dispense Prof. Mc Coy) In questo caso dato che la platea non è piccola, il volume di terreno coinvolto nell'ipotetica zona di rottura è grande (se la formula di Meyerhoff è valida anche per le platee), la scala di fluttuazione (distanza di autocorrelazione) ad esempio della resistenza di punta qc o qt è piccola, posso affermare che esiste anche compensazione spaziale. (Che la Forza sia con voi! )
Originariamente inviato da: Ing. Marco Franceschini
Qualche tempo fa Viggiani disse ad un convegno: con le platee in sabbia il problema non è mai la capacità portante ma i cedimenti e su di essi bisogna concentrarsi.
Di questo ne sono convinto, il dubbio potrebbe riguardare i plinti, non so se conoscete gli articoli di Bengt fellenius sulla presunta fallacia della capacità portante in sabbia di fondazioni superficiali, ne abbiamo parlato almeno un paio di volte nel forum.
Tali dubbi però non sono stati recepiti dall'EC7 (con il quale Fellenius ce l'ha a morte!) e sono difficili da dimostrare data la carenza di prove di carico su plinti a grandezza naturale.
La morale sarebbe che con platee su sabbia dovremmo sì verificare gli SLU perchè la legge lo obbliga, ma senza dilungarci eccessivamente concentrandoci invece sugli SLU che governano la stabilità.
Il problema con la geotecnica classica può essere la presenza di platee flessibili, dove il modello viene di molto semplificato
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
A proposito, che cosa è la compensazione spaziale, sembra il titolo di un episodio di Star Trek... grin
he , he la compensazione galattica è troppo astrusa per le menti di noi geologi
Intendevo compensazione strutturale, comunque esiste anche quella spaziale: "quando il volume interessato dallo stato limite, o suo spessore in una dimensione è significativamente maggiore della lunghezza delle fluttuazioni nei parametri di resistenza del terreno, allora il valore caratteristico corrisponde al 5° percentile della media." (da dispense Prof. Mc Coy) In questo caso dato che la platea non è piccola, il volume di terreno coinvolto nell'ipotetica zona di rottura è grande (se la formula di Meyerhoff è valida anche per le platee), la scala di fluttuazione (distanza di autocorrelazione) ad esempio della resistenza di punta qc o qt è piccola, posso affermare che esiste anche compensazione spaziale. (Che la Forza sia con voi! )
Inno, hai studiato bene,in effetti mi sembra che è proprio il prof. mccoy che ha coniato questo termine, per distinguerlo dalla compensazione strutturale (struttura di fondazione rigida). E forse si è proprio ispirato al dott. Mccoy, suo omonimo che faceva parte dell'equipaggio dell'originale startrek.
Il punto importante è che quando la fondazione è significativamente più grande del periodo delle fluttuazioni del segnale, la media (spaziale) delle resistenze governa lo stato limite.
In poche parole, una fondazione grande non vede piccole fluttuazioni (di alta frequenza o basso periodo) perchè lungo la sua superficie di rottura incontra numerosi elementini di terreno, alcuni più deboli, altri più forti, le cui resistenze statisticamente si compensano
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Sì, in questo caso si tratta di platea su argille, limi argillosi.
La questione è complicata anche perchè i carichi non sono distribuiti in modo uniforme, ma in alcuni settori della platea sono più concentrati.
Credevo fosse su sabbia, all'inizio si parlava di Mayerhof. I questo caso allora oltre alla capacità portante, se la struttura è seria si deve pensare a moduli Eoed, E50, ecc.. e se poi i carichi sono distribuiti non uniformi e la platea non è rigida (ma quando mai le platee sono rigide?) si dovrebbe parlare di una analisi più raffinata. Anche se non ne volete sentire parlare di fem....