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OP
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Salve, spero che il titolo del topic, volutamente provocatorio mi aiuti a capire meglio quali sono le effettive potenzialità del georadar nel campo geologico. Premetto che mi sono informato e sono consapevole che oltre alla ricerca dei sottoservizi, oggetti sepolti, ricerche archeologiche, può avere delle applicazioni 'più' geologiche come la ricerca di cavità, ma oltre a qeusto non rieco a capire quali sono le effettive potenzialità, ovvero (con un ottimo software, che ho capito essere fondamentale) posso anche avere un'idea della stratigafia? oppure può avere una qualunque altra applicazione geologica che non ho sopra indicato? qualcuno mi aiuta a fare chiarezza sulle vere potenzialità del georadar nel capo della geologica non solo dei sottoservizi?
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Nella mia esperienza di geologo di cantiere il georadar,utilizzato da personale qualificato,si è dimostrato un ottimo strumento per localizzare centine od altri tipi di sostegno in gallerie a lavori finiti;pessimo invece per localizzare ed eventualmente dimensionare vuoti tra l'estradosso del rivestimento in cls e la roccia.Le perforazioni di controllo,sulla base delle indicazioni del georadar,hanno dato risultati deludenti.
Giuseppe Metelli
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(con un ottimo software, che ho capito essere fondamentale) posso anche avere un'idea della stratigafia? oppure può avere una qualunque altra applicazione geologica che non ho sopra indicato? qualcuno mi aiuta a fare chiarezza sulle vere potenzialità del georadar nel capo della geologica non solo dei sottoservizi? Tutte le metodologie di indagine vanno utilizzate "cum grano salis" in funzione degli obbiettivi che si vogliono ottenere, fermo restando che occorre sempre conoscere in primis le limitazioni della metodologia utilizzata e dopo i vari pregi. Sicuramente il georadar non ti potrà dare informazioni sulla stratigrafia...ma certamente per i sottoservizi è probabilmente la metodologia migliore.... Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Non esiste "IL" georadar. La configurazione strumentale per rilevare le armature a 5 cm sotto la superficie di applicazione non ha niente a che vedere con quella per l'individuazione di una cavità a 5 metri dal piano campagna. Se cerco la cavità con l'antenna singola trasmittente-ricevente a 1GHz che uso per le armature, i risultati non saranno certo entusiasmanti. Con la configurazione appropriata, i risultati possono essere soddisfacenti, come si vede in questo articolo: http://www.adv-geosci.net/24/15/2010/adgeo-24-15-2010.pdfIl georadar è forse la tecnica geofisica che risente del maggior scarto tra le aspettative ed i risultati in dipendenza dalle condizioni di misura. I problemi di accoppiamento con il terreno, la correlazione inversa tra penetrazione e risoluzione, l'assorbimento elettromagnetico da parte delle argille o comunque da materiali saturi di acqua, le complessità di elaborazione ed interpretazione, sono tutti argomenti sui quali chi ha comprato una sola antenna monostatica a media frequenza e usa solo il software fornito a corredo dell'aquisitore non si sofferma volentieri. Alcune considerazioni sui limiti nell'uso del GPR si possono trovare qui: http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/archeo/Dispensearcheo.pdf
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OP
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grazie a tutti per le info fornite, ma volevo ad esempio sapere se nelle condizioni perfette (antenna giusta, soft giusto, condizioni del terreno ottimali) sarebbe possibile osservare la presenza di terreno di riporto, oppure è chiedere troppo al mezzo?
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Le prove di controllo col georadar erano state consigliate e quindi eseguite da due diversi soggetti molto conosciuti,uno istituzionale ed uno privato,allo scopo di verificare l'esistenza di vuoti tra rivestimento in cls e roccia della galleria.Risultati sempre deludenti.
Giuseppe Metelli
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OP
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ma c'era acqua? se è così si spiega il perchè!
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Metelli in galleria per la problematica cui ti riferisci il georadar è sempre stato utilizzato con buoni risultati è comunque bene sempre accoppiare altre indagini di taratura iniziale viste anche le piccole strutture che si analizzano. miei colleghi di udine le usano con successo da molti anni ma cred (non sono un esperto) che tutto dipenda come altri hanno detto dal tipo di antenna utilizzata
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Caro Gerbasi, apprezzo il titolo provocatorio perché riesce perfettamente nell'intento! Ora ti rispondo anch'io con una piccola provocazione: basta un buon word processor a fare di un utente un bravo scrittore di romanzi? Evidentemente no. Allo stesso modo un georadar, magari corredato da un buon sofware non fa di un tecnico un esperto di georadar in grado di dare risposte affidabili ad un quesito di natura tecnica. Il metodo georadar, detto anche Ground Penetrating Radar(GPR) o Surface Penetrating Radar (SPR) è tra le tecniche elettromagnetiche più affascinanti ed efficaci, se se ne conoscono bene i limiti. Esso permette di osservare il sottosuolo o l'interno di una qualsiasi struttura con la migliore risoluzione spaziale possibile tra tutte le tecniche elettromagnetiche, di osservare la stratigrafia, vedere i sottoservizi, vedere le faglie, l'armatura nel cemento armato, le fondazioni di un edificio, ecc. Occorre tuttavia capire come progettare la fase di acquisizione. Ti consiglio a questo proposito questo manualetto della Sensors and Software: http://www.ees.nmt.edu/Geop/Classes/Geop446/Docs/GPR_survey_design.pdf. Scoprirai che esistono numerosi modi di condurre un'indagine GPR. Dopo aver acquisito i dati detti radargrammi, occorre interpretarli. Ma per fare questo occorre processarli. Infatti il GPR vede le geometrie degli oggetti in uno spazio geometrico in cui l'asse verticale è un asse dei tempi! Tutto è distorto rispetto a come vede l'occhio umano! Ti segnalo allora un altro manuale della S&S che fa capire l'importanza del processing: http://www.ees.nmt.edu/Geop/Classes/Geop446/Docs/GPR_data_process.pdfQui si apre la strada ad una disciplina che è veramente a metà strada tra scienza e arte: processare un radargramma richiede conoscenza dei fenomeni fisici che governano la propagazione dell'onda nel sottosuolo, ma anche intuizione e, direi, senso estetico. E' un costante processo di formulazione di ipotesi e di verifica delle stesse mediante l'applicazione di filtri e algoritmi al radargramma. Un buon processing richiede la capacità di migliorare la leggibilità del dato senza cambiarne il contenuto di informazioni (ad esempio creando artefatti o eliminando importanti informazioni stratigrafiche). A questo proposito ti segnalo due software molto potenti: Reflexw ( http://www.sandmeier-geo.de/Reflex/reflexw.htm) e GPR Slice http://www.gpr-survey.com/gprslice/softwareproducts.html). Osserva anche gli esempi di GPRSim ( http://www.gpr-survey.com/gprsim.html): ti faranno capire quanto è strano il mondo di un radargramma. Ti segnalo inoltre altre importanti case costruttrici di sistemi georadar: GSSI ( http://www.geophysical.com/), MALA ( http://www.malags.com/Home) e IDS ( http://www.idscompany.it/index.php?id_div=4.Infine ecco il link della European GPR Association: http://www.eurogpr.org/welcome.htmSfogliando queste pagine potrai intuire che tipo di risultati si possono ottenere utilizzando questa affascinante tecnica. Ma ricorda: il georadar ed il software sono solo degli strumenti con cui scrivere un romanzo!
Ultima modifica di Maxx; 18/12/2010 09:50.
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Iscritto: Apr 2000
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caro maxx et alii, purtroppo il gpr non è la panacea a tutti i mali come non lo è la geoelettrica, la sismica etc etc. a meno che non venga ben definito (a tavolino) il target dell'indagine, con tutte le variabili che (purtroppo, di nuovo) non sono sempre ben controllabili e, addirittura prevedibili.
Ti racconto, all'occorrenza, una breve esperienza degli ultimi giorni: monitoraggio su sabbie, un idiota con una ruspa gommata, nei giorni precedenti è transitato col mezzo sull'area in esame (in barba alle segnalazioni poste a monte dell'area stessa) provocando non solo profondi solchi bensi addensando la sabbia in maniera tale da provocare orizzonti di riflessioni talmente forti che rendono quasi impenetrabile il terreno sottostante alle onde EM. Sicchè tutto è andato, per il momento a farsi benedire vanificando gli obiettivi del monitoraggio stesso (devo ancora vedere cioò che uscirà fuori dalla bassa frequenza). Ai voglia a dire ...filtro, tolgo, aggiungo, sposto ... da lì non si passa più per il momento (è ovvio che ciò che dico è funzione del mio target di indagine e delle frequenze in uso). Ciò per dirti, in aggiunta, che basta una variazione del cacchio (nel mio caso una ruspa gommata) che ha mischiato un pò le carte in tavola. Se la incontro le buco le gomme !!!!!!!!!!!!!!!!!
In definitiva: lode a tutte le tecniche geofisiche (indirette) ma il ground-truth va verificato a posteriori (poi per ricerca pura potrebbe essere fatto anche a priori). Un mantra del GPR è: if you don't see in raw data, is it really there? ciò per dire che, spesso, un processing spinto fa emergere cose che probabilmente esistono in maniera labile ma che l'operatore esalta con la sua voglia di presentare un risultato oggetto di interpretazione.
PS: hai fatto troppa pubblicità a case costruttrici di gpr (che sono tutti uguali) e di produzione software (quelle che veramente fanno la differenza), mica sei sul loro libro paga?, se così fosse ...may I join you to share the incoming? Per il resto hai detto cose giuste anche se io, in ogni cosa, parto sempre dal dubbio (amletico o di baconiana memoria)
PS del PS: Il software di simulazione è una gran ficata .... se non costa molto lo compro. Ci voleva proprio un pazzo che lo facesse.
ciao
Ultima modifica di D.M.; 23/12/2010 07:23.
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