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Anche lì, mescolati, ma i siciliani stessi sono un mescolamento.
C'è anche una colonia ligure a Caltagirone dall'anno 1000 e parlano un dialetto ligure.
I geni arabi sono pochissimi, gli arabi veri furono quasi tutti rimandati indietro. Pochi anche quelli normanni, di normanni ne vennero pochi, con loro soprattutto celti. La zona geneticamente più normanna è Troina, che fu capitale. Infatti ha la massima incidenza di sclerosi multipla, considerata una malattia normanna.
Nella Sicilia di Nordest spiccata prevalenza di geni greci. Presente anche nella zona centrale e occidentale una componente etrusca e una ligure, da ricordare che i Siculi sono una popolazione ligure.

Ultima modifica di Stellina; 27/02/2010 15:40.

NON GEOLOGA
(ma credo che si capisca smile )
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non lo sapevo grazie
conosco solo la zona di siracusa


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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La protezione civile (modello italiano) inventato da Zamberletti, sviluppato da Barberi e implementato da Bertolaso si basa sul principio di sussidiarietà (sic impliciter nella della L225) ratificato poi dal trattato di Maastricht (92)e dalla modifica del Titolo V della Costtituzione.

"il principio di sussidiarietà stabilisce che le attività amministrative vengono svolte dall'entità territoriale amministrativa più vicina ai cittadini (i comuni"
" possono essere esercitate dai livelli amministrativi territoriali superiori (Regioni, Province, Città metropolitane, Stato) solo laddove l'azione dei singoli Stati non sia sufficiente al raggiungimento dell'obiettivo"

E' chiaro quindi che tutto il sistema dovrebbe lavorare a supporto del Comune che non solo dovrebbe esprimere le esigenze ma anche attuarle; e solo là dove ci sono inadempienze o cmq situazioni di criticità tali da non permettere una risposta alla domanda intervenire con enti sovraordinati.

Esiste quindi un aspetto legato al coordinamento di interventi di emergenza o prevenzione da svolgersi a livello sovracomunale ma poi una operatività che si applica a livello di comune. E qui entra in gioco kla questione risorse e volonta politica.

Qual'è quel sindaco che dice quest'anno non sistemiamo i marciapiedi non diamo il contributo alla sagra o a certa "cultura" perchè faremo il piano di protezione civile o l'informazione alla popolazione? Tempo un giorno e c'è l'insurrezione. Poi quando accade qualcosa la gente si indegna ... ma è solo colpa dei Sindaci ? Nessuno se lo chiede nemmeno i media ...

Il problema che spesso è molto più semplice (ma efficace?) avere qualcuno che si prende onori e oneri a cui nessuno pone ostacoli per la veloce risoluzione dei problemi(DPC ndr): .... lo ha detto bertolaso ... oppure lo ha detto il Sindaco ... fa la sua differenza anche se è il Sindaco l'Autorità di PC e anche Bertolaso come tutto lo stato DEVE lavorare per aiutare il Sindaco.
Ma si sa che questa situazione va bene anche alla maggior parte dei Sindaci o per ignoranza o per comodo . Purtroppo questo andazzo favorisce la cultura dell'emergenza e del soccorso e non quella della previsione e prevenzione: continua a costare politicamente sempre meno e con un po di fortuna nella disgrazia si ha anche il consenso: Penso al sindaco de L'Aquila: ora si pone a difesa dei cittadini ma cosa aveva fatto prima? il piano? le aree di attesa? l'informazione alla popolazione? l'adeguamento sismico degli edifici come da report di Barberi del 97? Credo (salvo smentite) nulla zero!!
Non stupiamoci di vederlo senatore o deputato al prossimo giro .

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Mi scuso se spesso i miei interventi hanno poco di geologico ma si sa che in PC le professioni classiche contano per gli aspetti specialistici mentre per il coordinamento organizzazione e pianificazione conta l'aspetto interdisciplinare e l'innovazione di questo settore professionalmente nuovo .
Dalla mia esperienza i geologi sono la figura che meglio si adatta a "governare l'incertezza" come di norma si fa durante gli eveti di PC.
Noto un approccio molto diverso tra la determinazione delle scienze ingegneristiche e l'indeterminazione di quelle geologiche, nel primo le variabili sono spesso definite nel secondo quasi sempre mai.
Poi s'intende che la differenza la fanno le persone . Cmq i geologi che si sono occupati di aspetti non specialistici ma si sono formati collaborando con altre figure professionali utilizzando approcci multidisciplinari e sopratutto che abbiano intuizione e buoni rapporti umani sono i meglio.
E ricordiamoci sempre la curiosità l'umiltà e la perseveranza , come si impara nel rilevamento geologico ... arte sempre meno intrapresa dai nostri giovani (e non) colleghi: troppo computer poca campagan. (si potrebbe aprire un 3d apposito).

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apriamolo apriamolo perchè molti di quelli che ci leggono specie i consigli di facoltà queste cose non le capiscono
questa è una cosa basilare ed è quella come dici tu che forma la mente e l'approccio


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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leggo con interesse questo argomento e cerco di portare un piccolo contributo:
ai sensi della legge 225/92 il Sistema Nazionale di Protezione Civile viene ripartito a vari livelli, il Dipartimento (struttura centrale) viene posto sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri (nei tempi addietro era Min. Interno), e viene demandato a Regioni, Province, Comuni la gestione dei casi locali. I rispettivi vertici, rispettivamente Pres. Regione, Prefetto, Sindaco, sono considerati autorità di Governo e massime autorità di Protezione Civile.
Nel caso di un fiume, al di là del tipo di caso che si presenta (esondazione, inquinanti, ...) è chiaro che il problema coinvolge o coinvolgerà nel giro di poco tempo un numero significativo di comuni. In questo caso la tendenza è quella di operare a livello provinciale o regionale al fine di gestire, tramite dei protocolli operativi, l'emergenza in modo univoco.
Non solo: quando si parla di "pubblica incolumità" i compiti istituzionali sono delle Prefetture - UTG.
Tutte queste strutture, ben orchestrate, hanno il compito di gestire ogni tipo di forze dello Stato presenti territorialmente. Immaginate che molte sono le problematiche legate al tipo di emergenza in questione soprattutto in termini di aree tematiche.

Quindi il Dipartimento vigila sugli Enti sopraccitati ma non è detta che ne prenda in carico la "gestione". In quanto alle responsabilità, si torna sempre alla buona legge 225/92.

Ultima modifica di Carlo A. Cucchia; 28/02/2010 16:37.
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Attenzione la L225/92 e la variegata normativa nazionale e regionale che consegue la politica del decentramento individua il Sindaco come Autorità di Protezione civile (tanto che è l'unico, a cui viene demandato il coordinamento dei soccorsi udite bene!!!) ed è l'unico a poter emettere ordinanze contingibili urgenti (il PCM emette ordinanze generali)a Provincia Regione e anche Prefetture sono demandati compiti di supporto al Comune (con resistenza degli UTG ma è così poi come al solito fa comodo avere la augusta presenza del prefetto e a loro non pare vero). Alle Prefetture resta il coordinamento (messa a disposizione delle risorse dello stato a livello provinciale) e l'attuazione dei piani di emergenza esterni per gli impianti industriali a rischi incidente rilevante.
Per quanto riguarda la gestione dei soccorsi se l'evento è modesto (tipo A della 225) viene gestito dal comune con sue risorse: il coordinamento operativo avviene tramite il COC (Centro operativo comunale); se l'evento è maggiore (ovvero il comune non riesce a fronteggiarlo o coinvolge piu comuni) è di Tipo B ed è in grado di essere fronteggiato con risorse provinciali e/o regionali: il coordinamento è sempre fatto dai COC con un livello superiore di coordinamento (inteso come supporto ai COC) definito COM Centro Operativo Misto e a livello provinciale un CCS Centro Coordinamento soccorsi che coordina i COM. Ma sempre il COC il Sindaco gestisce e coordina le attività sul campo. In caso di emergenza nazionale (Evento Tipo C) vengono impegnate le risorse nazionali e interviene il DPC a supporto dei COC COM e CCS.
Infine con ordinanza PCM viene nominato un commissario straordinario per il superamento dell'emergenza che puo essere un pres di provincia oregione o Bertolaso o chi pare al PCM.

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Che bello che soddisfazione! Finalmente si parla anche di Protezione Civile....ce n'è voluto un po' ma poi.....ricordo che sia Egidio che McCoy erano (giustamente) abbastanza scettici, in quanto, dopo aver aperto un thread su mia insistente richiesta, notavano pochi interventi.
I compiti sono abbastanza chiari anche se la normativa andrebbe migliorata, ad esempio sul ruolo delle Province (e poi si vogliono abolire o no?) in rapporto alle Prefetture.
Gorgona sinteticamente ha, a mio parere, ben riassunto la situazione.
A livello di efficacia, efficienza ed economicità non è possibile concepire grandi strutture centrali operanti su un territorio nazionale. Piccole emergenze, che spesso non sarebbero tali se il territorio venisse presidiato localmente (e a questo punto mi viene in mente una vecchia proposta del geologo condotto), dovrebbero essere gestite a livello comunale, invece accade spesso che per una frana neanche di grosse dimensioni o una piena di un torrente o di un fosso debba intervenire il Dipartimento.
E' naturale che chi sia a capo di tale struttura (Bertolaso o chi lo succederà) la difenda e abbia tutto l'interesse a conservarla così com'è e magari ulteriormente ad ingrandirla con personale e mezzi......se poi il capo di tale struttura è una persona che ha sapientemente lavorato sull'immagine e quindi il consenso popolare allora diventa difficile far capire queste cose alla gente che poi condiziona la parte politica a prendere decisioni. Questo è quello che sta accadendo con Bertolaso. La classe politica di destra o di sinistra ha paura a ridimensionare l'apparato a vantaggio di un più efficace decentramento in quanto ha paura di perdere consenso magari alla prima emergenza che si verifica dove le eventuali disfunzioni avrebbero per i cittadini una precisa ragione nell'aver depotenziato il Dipartimento.
Inoltre il potere d'Ordinanza in mano al Dipartimento ha fatto comodo al precedente Presidente del Consiglio come all'attuale e forse al futuro....per questo trovo utopistica (o comunque molto improbabile) la corretta applicazione della legge 225/'92 e del principio di sussidiarietà in essa contenuto.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Scusa Alessandro, non ho capito, è colpa di Bertolaso se il sindaco dell'Aquila non ha MAI fatto un cavolo di niente?


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Scusa Alessandro, non ho capito, è colpa di Bertolaso se il sindaco dell'Aquila non ha MAI fatto un cavolo di niente?


No è colpa sua è questo lo sai l'ho detto più volte ed in una occasione anche direttamente e pubblicamente in un convegno senza paura ad una interessata (la Presidente della Provincia)!!
Anche se nel caso del Sindaco bisognerebbe andare un po' più indietro di quello attuale!
Poi non ci scordiamo le diverse Giunte Regionali con i relativi Presidenti e Assessori alla Protezione Civile, però allora non capivo perchè quando veniva in visita il Dipartimento in Regione non metteva mai alla luce certe negligenze (solo dopo il terrenmoto....è facile cosi!).
Anzi veniva esaltato il ruolo di questa Regione come capofila in materia di Protezione Civile! E poi sempre standig ovation e give me five per Bertolaso...in un clima di esaltazione.....
Perchè si è posizionato un centro regionale funzionale di protezione civile difronte alla faglia attiva sotto Monte Pettino e non si è mai rilevata nel dettaglio tale faglia (da parte della Regione) e non si è mai messo al corrente gli Enti Locali dell'iportanza di tale faglia al fine di evitare una continua espansione urbanistica in tale zona? Quando il Dipartimento è venuto più volte in visita al Centro Funzionale non se ne è accorto della magnifica panoramica sulla faglia? Ma che vuoi che se ne accorga loro che hanno posizionato il Centro di Castelnuovo di Porto in area ad elevato rischio alluvionale del Tevere in una zona che prima (dalla vecchia tavoletta) si chiamava "Pantano"!
Fortissimo Bertolaso che a Matrix, nella puntata su Maierato, ricorda l'importanza del significato dei termini della Toponomastica dei luoghi citando appunto anche PANTANO...che faccia tosta! UN GRANDE!


Originariamente inviato da: Stellina
Non è così, a livello locale è la Regione che coordina e gestisce, anche le PC provinciali. Gestisce anche i fondi. La PC comunale dipende dai Comuni.
Credo che il coordinamento da parte della PC nazionale avvenga solo durante le emergenze e per incarico.
Quindi è inutile continuare ad attribuire alla PC Nazionale competenze che non ha.


Senti Stellina noto che spesso intervieni senza leggere bene quello che uno scrive e che già ha postato, allora innanzi tutto il discorso va fatto a scala nazionale, altrimenti ci perdiamo nei menandri delle diverse normative regionali che delegano o meno alcuni compiti agli Enti Locali.
Già in un precedente post ho messo in evidenza i compiti del Dipartimento presi (tra l'altro) dal loro sito e comunque presenti nelle diverse normative nazionali....quindi riposto e questa volta ti prego di leggere prima di intervenire dicendo "non è così":

Il Dipartimento della Protezione Civile, dunque, nell'ambito del Servizio Nazionale della Protezione civile, ha compiti di promozione e coordinamento dell'intero sistema; di regia nella costruzione e nella gestione delle reti informative indispensabili per la previsione, prevenzione, valutazione e mitigazione dei rischi; di intervento diretto in caso di calamità di rilevanza nazionale; di definizione di procedure di intervento ed azione comuni a tutto il sistema; di orientamento della legislazione relativa alla prevenzione dei rischi; di sostegno alle strutture periferiche del sistema, specie le più deboli e meno dotate di risorse proprie; di promozione e sostegno alle attività di formazione e alla crescita dell'associazionismo di protezione civile; di informazione dell'opinione pubblica e di promozione della cultura della protezione civile specie nei confronti delle giovani generazioni; di produzione e gestione delle normative eccezionali e derogatorie - le ordinanze – indispensabili per accelerare gli interventi di emergenza e far fronte alle calamità, al fine di ridurre al minimo il danno alle persone e alle cose. L'ultima modifica all'organizzazione interna del Dipartimento della Protezione Civile è intervenuta con il DPCM 31 luglio 2008.

Quindi mi chiedo quante di queste attività sono state perseguite? Come è stata orientata la normativa nazionale sulla prevenzione? Quanto sostegno è stato dato alle strutture periferiche del sistema, cioè Enti Locali, soprattuto quelli meno dotati di risorse proprie, come quelli delle Regioni a statuto Ordinario(sostegno e logicamente controllo della spesa)? Quanto è stato promosso un sistema comune nelle procedure di intervento (immagino il metodo Augustus)? Quanto è stato costruito e diretto come reti di monitoraggio ai fini della previsione e prevenzione degli eventi (vedasi in Sicilia la mancanza di una corpertura adeguata della rete pluvio-idrometrica)?

Ma poi è naturale che il compito di chi ha il potere legislativo è quello di appunto legiferare e coordinare le azioni a livello locale e non sostituirsi (per cercare visibilità) all'attività operativa di un Ente Locale!
Se ancora non si riesce a capire questo allora....stiamo proprio messi male!

P.S. piccola ulteriore riflessione, i Sindaci cambiano, i Presidenti di Provincia e di Regione anche, i Capi di Governo sono anch'essi cambiati, la prevenzione continua a non farsi e Bertolaso è ancora lì dal 2001!

Ultima modifica di Alex-64; 01/03/2010 10:12.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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