Il progettista al quale si faceva riferimento nel post originale mi ha inviato queste lamentele.
Ho rimosso come richiesto i riferimenti ma mi sembra anche doveroso pubblicare in forma anonima le sue obiezioni.
Il progettista forse poteva replicare direttamente, ma evidentemente ha preferito non entrare in polemica di persona nella tana dei geologi. Personalmente, posso dire che era evidente che il post originale non era denigratorio ed offensibvo verso l'autore della relazione bensì verso una determinata maniera di agire. Peraltro le deficienze dei progettisti, come sta risultando evidente in tutta Italia, sono ben altre e riguardano la definizione delle azioni, mentre noi dovremmo naturalmente sforzarci, quando ci viene richiesta solo la caratterizzazione del terreno, di produrre una tabella finale che sia della maggiore utilità per il progettista stesso, nel caso specifico anche documentandoci sul modulo geotecnico del software che lo stesso utilizza.
.... Non voglio entrare in polemica con gli autori del post, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Le relazioni geologiche che arrivano nel mio studio, da strutturista ne ho viste tante, quando va bene riportano dei parametri nudi e crudi come per la precedente normativa e non sempre relativi a tutti gli strati. Spesso della costante di Winker neppure se ne parla e tanto meno dei parametri elastici del terreno. Tutti valori che devo ricavare e stimare in base alla mia esperienza e da riferimenti di letteratura. Da quando opero le uniche prove edometriche che ho visto risalgono al periodo universitario. In alcune relazioni sono riportati una molteplicità di valori ricavati da qualche prova penetrometrica. A volte mi vedo arrivare valori di angolo di attrito espressi come intervalli: non meno di 3 mesi fa un geologo ha scritto che l’angolo di attrito variava da 25 a 35° ( relazione che ho rispedito al mittente). Finora non mi è mai arrivata una relazione geologica con la trattazione probabilistica dei parametri geotecnici. Le NTC 2008 prevedono questo tipo di dati, ma se i committenti non sono disposti a pagare le relative indagini, non ci resta che sobbarcarci di ulteriori responsabilità, adeguate al progetto naturalmente (nel senso di edifici che scaricano pressioni non eccessive in relazione alla tipologia del terreno). Lo spirito con cui ho pubblicato quel documento è squisitamente di aiuto ai colleghi in difficoltà, cosa che non fanno alcuni accademici a cui piace fare solo critiche denigratorie e non costruttive. Infatti penso che sia l’unico prototipo presente nella rete. In Ingforum un geologo ha fatto delle osservazioni simili di ampliamento della relazione ma senza offendere.