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Interessante. Grazie mille.

Ed in relazione all'abbinamento tra EED e MT3D? Qualcuno sa darmi qualche spunto interessante?


Stefano Zanarello
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EED non è pensato per lo sfruttamento di acqua di falda ma per delle sonde geotermiche inserite nel terreno.. quello che mi viene in mente potrebbe essere quello di "ingannare il programma" inserendo un opportuno valore di concibilità termica equivalente che rappresenti il proprio caso


Marco Belliardi
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Guarda, forse sono io che non capisco (il che è anche probabile, visto che è da poco che mi interesso alla cosa...).
Vediamo di fare il punto.
Se devo progettare un impianto geotermico, mi trovo a cavallo tra l'aspetto impiantistico (termotecnico) e quello idrogeologico.
Il punto di partenza deve essere quello impiantistico, in quanto l'esigenza primaria è che l'impianto di riscaldamento/raffrescamento funzioni come preventivato.
E' quindi fondamentale fare una simulazione con EED (o software simili), che mi fornisce i dati necessari per il dimensionamento dell'impianto.
In teoria, potrei anche fermarmi qui. Se però voglio fare anche una simulazione in falda dell'impatto sull'acquifero dell'impianto geotermico (simulazione plume termico), ho bisogno di un altro software, ad es. MT3D (sfruttando la similitudine tra le eq. diff. del trasporto contaminanti e calore).
Quello che non riesco a capire, però, è come collegare i due modelli. Una volta fatta la mia simulazione con EED, come faccio ad introdurre l'impatto del campo di sonde geotermiche all'interno del modello MT3D?

Ultima modifica di s.zanarello; 12/04/2010 07:51.

Stefano Zanarello
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la discussione comincia ad essre molto interessante
a me è stato richiesto per un impianto senza pompa ma solo con scambio termico con i soliti due pozzi in entrata ed uscita, il plume termico all'atto del rinnovo vedo che consigliate dei software quali sono più affidabili e che dati bisogna inserire (sempre che siano disponibili)?


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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forse allora non avevo capito bene, si parlava di acqua di falda e quindi pensavo che l'impianto sfruttasse questo (tipici due pozzi con ingresso ed uscita).. ho visto poi che parli di campo di sonde, in questo caso posso consigliare PILESIM2 che permette molto bene di mettere in relazione il tipo di terreno con l'impiantistica
consiglierei tuttavia un response-test per calcolare o eventualmente verificare la conducibilità termica (se è presente una falda sotterranea con acqua in scorrimento vanno fatte considerazioni sulla continuità nel tempo di questa, e sulla sua estensione su tutto il campo di sonde)


Marco Belliardi
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Mmmm, continuo a non farmi capire.
Mettiamola così, con un esempio pratico.
Devo realizzare una serie di sonde geotermiche A CIRCUITO CHIUSO. Per dimensionare tale campo di sonde uso il software EED (o software simili), che in funzione di vari fattori (tipologia fluido circolante, carichi termici, temperatura media terreno, portata fluido circolante, configurazione e profondità campo di sonde, etc.) mi da la temperatura del fluido in unscita dalle sonde.
OK, ma se, oltre al corretto dimensionamento dell'impianto geotermico, volessi anche prevedere l'impatto che tale impianto avrà sulla falda? Se mi chiedessero "entro che distanza a valle flusso il delta_T risulta inferiore a 0,1 gradi?".
Per rispondere a tale domanda, devo effettuare una nuova simulazione, con un altro software (es. MT3D). Visto che MT3D (al pari di SHEMAT) si occupano solo della valutazione del trasporto di calore in falda, come faccio a trovare le condizioni al contorno? Che valore di temperatura fisso nelle celle corrispondenti alle mie sonde geotermiche?
Spero di essere stato chiaro...


Stefano Zanarello
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ok, credo di aver capito.. ma è stato verificato che nel terreno c'è una falda in scorrimento abbastanza estesa da coprire tutto il campo di sonde? e per fare questo, che valore è stato preso per fare un corretto dimensionamento con EED?
comunque, EED dà come risultato la temperatura media (ingresso-uscita) del liquido all'interno della sonda, è poi possibile avere la resistenza termica della sonda oppure farla calcolare da EED (esistono comunque dei valori tipici a seconda del tipo di spessore dei tubi e del materiale di riempimento). Conoscendo quindi la resistenza termica, la potenza di estrazione per sonda e la temperatura media del fluido, è possibile calcolare la temperatura del terreno in prossimità della sonda, e quindi quella che vede l'acqua in scorrimento della falda
chissà se cominciamo a capirci adesso laugh


Marco Belliardi
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Yes!!
Ti ringrazio per gli spunti interessanti, adesso ci ragiono un po' su.

Grazie mille


Stefano Zanarello
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perfetto, fammi sapere se ottieni qualche buon risultato wink
ciao


Marco Belliardi
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