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Sono stato contattato per seguire delle analisi ambientali preliminari per la dismissione di un autodemolitore. L'attività, svolta su terreno di riporto (spessore massimo 50-60 cm) sovrapposto al substrato roccioso, è stata chiusa perchè quel settore rappresenta una porzione marginale di un'area più ampia su cui deve sorgere un nuovo polo scientifico. I risultati delle analisi di laboratorio hanno accertato dei superi in metalli pesanti, IPA e PCB, tuttavia la loro distribuzione cambia se utilizzo come riferimento il limite residenziale o industriale...
l'area era a destinazione urbanistica industriale e successivamente è stata sottoposta ad una variante al PUC (già approvata) in modo da poter realizzare il polo scientifico...in questo caso quali limiti dovrei prendere? verde pubblico o industriale?
Nel caso dovessi utilizzare il limite per il verde pubblico tutta l'area risulterebbe inquinata e sarebbe necessario asportare l'intero orizzonte superficiale di riporto (con costi non indifferenti per il committente vista l'estensione)
So che sull'intera area destinata alla realizzazione del polo scientifico è stata già fatta un'analisi di rischio (in teoria anche sull'area dell'autodemolitore che come detto rappresenta solo un'area marginale di circa 2000 m2), in questo caso non potrei recuperare la documentazione e verificarla alla luce delle mie analisi di laboratorio e cercare di ridurre le volumetrie di materiale da portare via?
Grazie a tutti
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A volte la destiazione urbanistica di un sito non è perfettamente riconducibile alle due tipologie previste dalla normativa sui siti contaminati. In base al quadro che presenti tu mi parrebbe ragionevole far riferimento ai limiti per siti ad uso commerciale/industriale. Però non sei tu a doverlo stabilire: lo devono decidere gli Enti di controllo e, fra di essi, in particolare il Comune credo debba avere voce in capitolo su questo tema. Eventualmente puoi pensare di prensetare entrambi gli scenari dello stato di contaminazione, cioè sia quello che si avrebbe facendo riferimento ai limiti verde/residenziale che quello che si avrebbe facendo riferimento ai limiti industriale/commerciale.
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Su firenze, le aree scolastiche ed universitarie sono assimilate a Residenziale. Ti conviene richiedere un parere ad Arpat, provincia e comune (anche se poi l'ultima parola ce l'ha il comune). Mi sembre strano che abbiano accettato una AdR su riporto, in genere viene considerato rifiuto e pertanto l'AdR non è applicabile. Ciao Massimo
Ultima modifica di Massimo Della Schiava; 13/04/2010 16:41.
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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Mi sembre strano che abbiano accettato una AdR su riporto, in genere viene considerato rifiuto e pertanto l'AdR non è applicabile.
Su questo non sono d'accordo. Un conto se il riporto è "fresco", cioè sei in presenza di un abbandono di rifiuti da costruzione, un conto se il riporto è "storico", cioè è stato messo in posto nel passato. Lo strato di riporto superficiali è una cosa comunissima in moltissime realtà, in quanto era finalizzato alla regolarizzazione della superficie prime dell'edificazione. Quasi tutta Torina poggia su strati di riporto di spessore vario (anche plurimetrico), così come strati di riporto si trovano al di sotto di aree industriali risalenti anche a molte decine di anni fa. Ormai questo riporto è considerato facente parte della stratigrafia locale, non più un rifiuto da asportare (anchè perchè, altrimenti, dovresti distruggere mezza Italia per asportare tutto il riporto presente sotto costruzioni varie...). Comunque, per la destinazione d'uso senti il Comune e gli Enti.
Ultima modifica di s.zanarello; 14/04/2010 10:32.
Stefano Zanarello
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Concordo con S.Zanarello. Sto svolgendo una analisi di rischio su di un sito di dimensioni rilevanti, costituito principalmente da materiale di riporto con livelli di contaminazione differente. Informati sulla destinazione d'uso del sito.
Vincenzo
Vincenzo P.
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Mi sembre strano che abbiano accettato una AdR su riporto, in genere viene considerato rifiuto e pertanto l'AdR non è applicabile.
Su questo non sono d'accordo. Un conto se il riporto è "fresco", cioè sei in presenza di un abbandono di rifiuti da costruzione, un conto se il riporto è "storico", cioè è stato messo in posto nel passato. Lo strato di riporto superficiali è una cosa comunissima in moltissime realtà, in quanto era finalizzato alla regolarizzazione della superficie prime dell'edificazione. Quasi tutta Torina poggia su strati di riporto di spessore vario (anche plurimetrico), così come strati di riporto si trovano al di sotto di aree industriali risalenti anche a molte decine di anni fa. Ormai questo riporto è considerato facente parte della stratigrafia locale, non più un rifiuto da asportare (anchè perchè, altrimenti, dovresti distruggere mezza Italia per asportare tutto il riporto presente sotto costruzioni varie...). Comunque, per la destinazione d'uso senti il Comune e gli Enti. Anche io ne ho fatte su riporti "storici" con caratteristiche "granulometriche" assimilabili a Terreno. Se però il riporto anche se storico, non è assimilabile a terreno, non c'è verso che ti facciano fare l'Adr. La mia affermazione era per dire che sarebbero necessarie più informazioni su tale materiale. Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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