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Iscritto: Apr 2000
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però è alle normative che dobbiamo fare riferimento (anche in sede di contenzioso...)
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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Iscritto: Mar 2004
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Marco, se diventato un vero betofogo, io credevo fosse solo il beta_s applicato alle fondazioni che ti innervosisce  Anni fa, dopo l'uscita della OPCM, Simonelli scrisse un articolo con il quale evidenziava come la nuova normativa fose inapplicabile nei progetti dei muri (anche dei tecnici con cui parlai confermavano questo fatto) e coem fosse irrealisticamente cautelativa, anceh da osservazioni empiriche effettuate su opere che durante i sismi non avrebbero dovuto essere stabili (secondo la OPCM). Alla fine dell'articolo si auspicava l'utilizzo dei metodi dinamici, meno cautelativi, oppure di un coefficiente calibrato sugli stessi che diminuisse la spinta sismica. Quello su cui sono d'accordo è che non sono stati resi pubblici, o perlomeno non con la dovuta enfasi, questi studi di calibrazione (ho letto qualcosa sul beta_s dei pendii ma non era neanche tanto chiaro). Le NTC08, con i valori caratteristici, avrebbero peggiorato ancora di più la situazione se non fosse stato per il beta_m, che d'altra parte esprime il concetto (accettato mi sembra) che non è il singolo, picco massimo di accelerazione che incide significativamente sulla stabilità e che il valore rappresentativo del segnale di accelerazione al proposito non è un Amax ma un valore minore dello stesso.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: May 2000
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Oggettivamente io proovocavo un pò, e ne convengo di tale beta scelta sui pendii, non ne convengo sulle fondazioni superficiali.
Io però resto convinto che la Norma debba accedere alla ricerca per scegliere il meglio e successivamente calibrare i coefficienti, qui è avvenuto il contrario, la Norma ha fatto una teoria apposita affinche tornassero i conti su scelte alla base criticabili.
m.
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Iscritto: Jul 2000
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A titolo di confronto, riporto quanto previsto in Giappone per l'analisi pseudostatica delle opere di sostegno (da earthquake resistant design of port facilities). Il coefficiente sismico per il calcolo delle strutture di sostegno è: kh=amax/g (per amax minore o uguale a 0,2g) kh=1/3*(amax/g)^(1/3) (per amax > 0,2g)
amax=ag*fattore sottosuolo*fattore di importanza
il fattore sottosuolo è compreso tra 0,8 e 1,2 il fattore di importanza è compreso tra 0,8 e 1,5
Sembrerebbe che anche in giappone le verifiche siano alquanto severe.
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Iscritto: Mar 2004
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A proposito dei giapponesi, Towatha, 2008 dedica un intero paragrafo del suo libro a spiegare che il picco di accelerazione Amax non è il parametro dinamico che governa la stabilità delle costruzioni; piuttosto si tratta di qualcosa correlato all'energia dell'intero segnale. E' citata la relazione con la radice cubica ricordata da alessandro (Noda et al. 1975) towatha 2008 Tra parentesi, il libro sta interamente o quasi su googlebooks, è molto istruttivo e pieno di illustrazioni.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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