Innanzi tutto grazie della risposta, anzi delle risposte chiare e rassicuranti.
Le condivido entrambe, anche se non mi "finiscono" completamente.
Nascondrersi dietro la "zona conosciuta" e "la modestia dell'interevento" mi da la possibilità da una parte di far come voglio, anche meno del minimo, in un range più o meno vasto di possibilità basato sul solo mio soggettivo punto di vista, dall'altra mi lascia in balia continua dell'iterpretazione e giudizio altrui, della "negligenza" pofessionale (vedi caso di contenziosi legali).
Daltronde pensare di applicare "alla lettera" le norme, in modo serio e non solo con "espedienti" per essere "a norma", secondo me comporta un'incremento considerevole dei costi, a fronte di un aumento del fattore sicurezza (e/o diminuzione dei costi) legato alle maggiori conoscienze acquisite, minimo (se non negativo) nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto per interventi modesti in zone senza problematiche particolari. Oltre ai puri costi per una prova di taglio, vedi anche i costi già aggiunti per determinazione Vs30, per l'incremento esponenziale dell'elaborazione e verifiche da effettuare, per "potenziare" la campagna geognostica, ecc. che per modesti interventi comporta fino a più del doppio della parcella fin qui percepita.
In sostanza trova che la norma sia da una parte troppo vincolante e rigida, che non discrimina da caso a caso (da pollaio a grattacielo), dall'altra che sia troppo "qualunquista", "furbetta all'italiana"... "fai quel che vuoi che tanto...".
Sono comunque profondamente d'accordo di cercare di cogliere la positiva opportunità di lavorare meglio e di più, sperando al contempo di essere compensati... e non solo economicamente...
saluti
s