ciao mccoy,
cerco di esplicitare meglio quello che intendevo:
la verifica dello stato limite UPL diviene significativa laddove le sottospinte idrauliche sono rilevanti rispetto alle azioni stabilizzanti (scavi sotto falda destinati a locali, parcheggi, etc.), in tal senso il caso posto da ameri non credo proprio desti alcuna preoccupazione con i suoi eventuali 16 kpa! Nell'esempio di Simonini invece, i 60kpa (906/15) non sarebbero contrastati in nessun modo se si considerasse la sottospinta dell'acqua come variabile sfavorevole adottando un coeff parziale di 1.5 anziché di 1,1. Per come è posta la questione e cioè, pag. 18: “la falda può raggiungere il p.c.” e pag. 20: “l'azione dell'acqua è trattata come azione permanente”, sembra però lecito pensare che l'assunzione di azione permanenete (1.1) sia di comodo, perchè in effetti, la sottospinta in questo caso varia in funzione del livello piezometrico, per cui, a rigore, il gamma dovrebbe essere 1.5. Diversamente dovremmo allora pensare che tutte le azione variabili prese ai loro centili superiori vadano trattate come permanenti...mi convinco che l'assunzione è di comodo.
riguardo alla riduzione di R, Simonini asserisce che la resistenza di attrito sulle pareti, essendo un'azione favorevole debba essere ridotta, ed applica 1.25 direttamente alla resistenza anziché ai parametri caratteristici continuando a ragionare a favore di sicurezza vista l'influenza di gamma m su Ka,k. Quello che intendevo dire è che, pur volendo considerare il massimo contributo stabilizzante (33,9kN/m), con 1.5 sulla spinta idraulica non si verifica: Vdst,d = 1235>G,stb,d = 933,9. Mi convinco sempre più, magari sbagliando, che l'assunzione è di comodo.
george