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Ciao, Non mi risulta, ma si potrebbe metter su gemellandosi con altre regioni per capire come strutturarla. Per ora siamo in tre (te compreso) che hanno espresso interesse.
VOTA ANTONIO
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Caro Collega,
la casa editrice di entrambi i libri è la Geograph di Segrate.
La geologia d'urgenza è esaurita e sto aggiornandola.
La geologia agraria è molto vecchia e la situazione agricola è in parte anche cambiata ( per l'introduzione, per esempio, del seat a side obligatoro e altri provvedimenti della UE). Nel libro mi sono proposto di illustrare in che modo l'opera del geologo può essere utile all'azienda agricola, in ciò avvalendomi della duplice esperienza di geologo e di titolare di una piccola azienda agricola.
E' sostanzialmente una rielaborazione di una serie d'articoli che pubblicai sul più prestigioso periodico di agricoltura dell'epoca e che riscosse un certo succeso.
Inoltre gli articoli erano passati al vaglio del comitato di redazione di cui nessun geologo faceva parte.
Il libro è nato quindi come un lavoro promozionale della professione di geologo, gli articoli erano anche pagati più che decorosamente il che posso dire che fu un'esperienza che unì l'utile al dilettevole.
Sostanzialmente la geologia agraria è un libro di divulgazione dell'opera del geologo nel settore agricolo, scritto in modo da farsi capire da chi di geologia non ne ha mai sentito parlare e che culturalmente non è preparato a disquisizioni tecniche approfondite.
Ciao Antonio
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Protezione civile si ma.....
Il Centro Polifunzionale Nazionale della Crotezione Civile è situato in una delle casse di espansione del Tevere.
Da anni esiste il progetto per metterlo in sicurezza con un costo ridicolo, credete che qualcuno abbia fatto qualcosa malgrado le numerose denunce???
Direi che bisogberebbe a risanare le cose dalla testa C'è chi ci sta provando io ho aderito all'iniziativa e sabato 12 ottobre cercherò di andare a Roma per la manifestazione. Una cosa su cui punta il documento è la professionalità e preparazione di chi opera in tale settore che al momento è veramente carente. Poi sull'utilizzo del denaro pubblico tutto impegnato sull'emergenza e l'organizzazione di manifestazioni, tralasciando completamente la previsione e prevenzione (campo in cui operano soprattutto i geologi). http://www.forumprotezionecivile.org
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Non sapevo della manifestazione. Se volete notizie sull'argomento tieni presente che ho fato lo studio e redatto il progetto di massima per la protezionedel centro.
Il tutto è ststo approvato dal Genio Civile ed è ststa richiesto di procedere alla progettazione esecutiva e alla successiva relaizzazione.
Il tutto vari anni addietro, all'epoca della direzione Barberi, nostro collega.
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Per Alex-64, nella fretta di scrivere sono stato in effetti un pò troppo superficiale. Gli argini che furono realizzati nel 1927 e che avevano lo scopo di limitare le ricorrenti esondazioni del Mississippi, hanno fatto sì che l'apporto di materiale, nauralmente depositato dal fiume nel corso di queste alluvioni, si è praticamente annullato, per cui l'equilibrio che c'era tra apporti e subsidenza si è bruscamente interrotto.
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Allora Antonio Menghini io non conosco bene la situazione idraulica della città comunque in linea di massima le arginature a difesa idraulica di un fiume aumentano l'apporto solido di questo al mare poichè non si deposita strada facendo e la velocità media dell'acqua tende ad essere superiore (ciò dipende da quanta golena si lascia, gli argini in froldo sono vere e proprie autostrade fluviali). Se invece, come mi sembra di aver capito da un intervento di Mario Tozzi sul forum di Gaia, parli di argini che delimitano bacini di laminazione per consentire un abbassamento del colmo di piena allora si che il trasporto solido rimane intrappolato in tali bacini. Ho provato a consultare il forum indicato da Massimo Trossero intuisco che la situazione è stata complessa e comunque forse non sono state fatte (come spesso accade in queste circostanze) delle scelte giuste, tipo rompere argini nei punti giusti. Ricordo che nella piena del 2000 del Po fu rotto un argine golenale ben saldo che poi comunque cedette naturalmente poco più a valle (aiaiai che figuraccia). VM scusa la mia ignoranza ma a quale sede del Dipartimento ti riferisci quella di via Ulpiano? o a quello di Castelnuovo di Porto? infatti vedo che nel sito di Castelnuovo di Porto si è a poca distanza da un'ansa del Tevere ma anche sulla sponda sinistra ci sono una serie di capannoni. La cassa d'espansione a cui ti riferisci è una depressione naturale morfologica dell'area? A proposito di toponimi ho notato inoltre da un vecchio IGM che l'area era denominata Pantano, chissà perchè? Ciao Alessandro
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Nov 2001
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Molto interessante in tal senso è stata la giornata GeoProciv dell'ER a cui sono stata invitata dai colleghi Antonio Scaglioni e dal presidente Aldo Antoniazzi, che si è tenuta il maggio scorso a Bondeno (FE) proprio sui rischi idraulici in relazione agli argini fluviali, ai cedimenti ed ad eventi alluvionali ....
Io ero stata una delle persone interessate (sulla sezione del forum Prot. Civ.) a fondare un gruppo di geologi GEOPROCIV anche nel Lazio e per un pò ho avuto contatti con una decina di colleghi/ghe interessati, ho scritto all'Ordine del Lazio e parlato con un consigliere e più volte sollecitato. Essendo stata abbastanza abbandonata l'idea ... con un solo collega ancora tenace stiamo tentando di realizzare dei progetti di Prot.Civ. ma in ambito comunale prendendo ancora una volta come spunto il consiglio di Antonio..... partire dai gruppi comunali.....una sorta think globally and act locally per consolarsi....
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Iscritto: May 2005
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per quanto faceva riferimento alex 64 a costruzioni lungo le sponde del fiume , giusto dv ho una casetta io a Genova Voltri stanno trasformando una vecchia cartiera costruita proprio sull ansa del torrente leira in una serie di palazzi cn grande centro di fai de te a pian terreno .Peccato che a quanto mi risulata e poi controllero il terreno era stato dato sl temporaneamente in concessione alla cartiera ,e che la mia casetta posta proprio 30 metri + a valle nel caso di piena sarebbe la prima a risentirne .A parte questo continuano a alzare gli argini ma evidentemente tali persone non ricordano alluvioni tipo anni 70 o senza tornare troppo indietro 94 dove tale torrente cm tutti quelli di genova hanno fatto molta paura nonchè molti danni ,immagino cm si troverranno allagate queste nuove e lucenti abitazioni dovessero capitare nuove alluvioni del genere ,la memoria è sempre troppo corta e per interessi si fa sempre tutto senza pensare a nientaltro. :rolleyes:
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Sono d'accordo con tutti i vostri discorsi, perchè sono veri e propri approfondimenti della nostra cultura professionale anche perchè ogni evento finisce con l'essere un aggiornamento.
Se però vogliamo imporci, ripeto imporci, all'opinione pubblica come i professionisti che con i propri interventi garantiscono sicurezza e risparmio dovremmo anche farci promotori nel diffondere fra i cittadini la conoscenza delle tecniche "fai da te" da impiegare come pronto intervento per contrastare il più possibile che le acque entrino nelle case una volta che gli argini vengono sormontati o rotti.
Esemplifico con una mia esprienza fatta nella piatta pianura padana, per di più con un fiume pensile.
Quando nel 62 le acque del Fiume Secchia giunsero nella mia stalla la trovarono senza animali non perchè la protezione civile me li avesse portati al sicuro , allora non esisteva la protezione civile, ma perchè con una scalinata fatta con le balle di paglia avevo fatte salire le mucche sul fienile, prima che arrivasse l'acqua.
Se si è lontani dalla rotta le acque arrivano piano piano risalgono per i fossi per cui c'è tutto il tempo per intervenire con forme di autoprotezione.
Ebbi anche il tempo, assieme al guardiacaccia, di salvare le lepri che si erano rifugiate sulle parti più elevate dei campi ( da noi sono tutti bualati per sgrondare l'acqua ).
Dopo averle catturate le mettemmo in cassette e le liberammo all'asciutto, ossia nei terreni posti dall'altra sponda del fiume, nonostante fosse fuori dalla nostra riserva.
Prescindendo dalla rudimentale tecnica che adottati per salvare le mie mucche ci sono anche altre tecniche per impedire che le acque entrino in casa: dai sacchetti di sabbia alle paratie mobili sigillate con il silicone.
Paratie da porre anche nelle porte dei bagni per impedire che il sifonamento dei W.C. e delle piastre delle doccie allaghi con liquami il piano terra.
Colleghi approfondiamo questi aspetti degli eventi alluvionali anche perchè forse all'Università non li insegnano nemmeno adesso.
Per Titanic se vuoi venire a Ravenna il 24 c.m. ( l'invito è esteso anche a tuti i colleghi che leggono) c'è un'altra gornata formativa della Geoprociv ed è dedicata al Rischio idraulico idrogeologico costiero in relazione alle problematiche di protezione civile.
Per ragioni logistiche come al solito occorre prenotare e come al solito la partecipazione è gratuita.
ciao a tutti
Antonio
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