Il collega Grannisi ha messo a fuoco un aspetto del problema: l'APC è necessario per tutti coloro che lavorano, liberi professionisti o dipendenti pubblici. Siamo alla prima incongruenza: l'APC non è obbligatorio per gli iscritti ES e questo è un controsenso.
Ma il vero nocciolo della questione è: il meccanismo di accumulo crediti.
Già l'aver contrapposto mondo accademico e dipendenti pubblici contro liberi professionisti è preoccupante, denotando una chiara volontà lobbystica che della qualità dell'aggiornamento se ne infischia.
Qui si vuole "regolare" un mercato salvaguardando rendite di posizione: LA TORTA SI RESTRINGE, MENO SIAMO E MEGLIO STIAMO.
Io continuo a pensar male, anche se so di commettere peccato.