Ho inviato (tramite PEC, speriamo funzioni !) al CNG e p.c. a tutti gli OORR, l'elenco aggiornato dei firmatari: siamo 770.
Ovviamente la raccolta delle adesioni prosegue.

Come ha fatto notare qualche altro collega, vorrei tornare sui motivi che ci hanno indotto ad intraprendere questa iniziativa.
Facciamo un piccolo riassunto:

Il nostro documento, col quale si richiede la modifica del regolamento APC, nacque nel Luglio del 2008, vista la sordità dei nostri rappresentanti di fronte alle nostre richieste. Non ci fu infatti nessun coinvolgimento degli iscritti nella stesura del suddetto regolamento.
Ci tengo a dire che la petizione contro l'obbligatorietà è nata da un gruppo di colleghi di Viterbo. Io ho solo avuto l'idea di diffonderlo in rete e, mio malgrado, sono divenuto il portavoce dell'iniziativa.
Nell'Aprile del 2009 abbiamo inviato il documento al CNG, con allegate 575 firme di colleghi di tutta Italia. Mi piace sottolineare che si tratta di liberi professionisti provenienti dai più disparati settori (Università, Regioni, Province, APAT, ISPRA, Protezione Civile, INGV, Studi professionali di elevata qualità e competenza), quindi il problema è avvertito da molti, operanti nei più disparati ambiti, dotati spesso di elevata competenza; non è quindi un problema di qualche sparuto geologo "di campagna" (in senso dispregiativo) che tira a campare.

Il senso del documento è sostanzialmente questo:
premesso che non siamo contro l'APC, ma contro l'obbligatorietà, riteniamo che il singolo iscritto debba essere libero di aggiornarsi tenendo conto delle proprie necessità e disponibilità: mi riferisco al fatto che ognuno di noi è stato costretto suo malgrado, per esigenze di mercato, a specializzarsi in determinati settori, per cui non è scontato che trovi corsi APC che possano essere di reale interesse per la sua attività. Il paradosso è che io potrei anche racimolare i 50 punti seguendo un corso di 50 ore su, ad esempio, la bonifica dei siti inquinati; ma ciò non garantisce che io sia esperto di geotecnica applicata alle costruzioni. Quindi la tesi che l'APC serva a migliorare la qualità del nostro lavoro non regge.
Al contrario noi proponiamo un controllo a campione sui lavori che i geologi consegnano alle Amministrazioni Pubbliche, proponiamo con vigore l'inserimento dei geologi nelle piante organiche delle strutture pubbliche (l'unico modo per fare un vera prevenzione ed evitare i disastri naturali, come i recenti fenomeni franosi in Calabria e Sicilia).
Più che penalizzante, l'APC dovrebbe essere premiante, e quindi riteniamo che possa essere utilizzato come strumento di arricchimento dei propri curricula.
La disponibilità dei colleghi, sia in termini di tempo che di denaro, è poi fondamentale: tanti sono dipendenti di ditte che non consentono loro di allontanarsi per seguire i corsi.
Ad oggi poi,nell'era di Internet, non sono stati ancora attivati corsi on-line !
Non vorrei però che si pensasse che il problema sia solo quello dei costi: ogni serio professionista è ben disposto a sacrificare tempo e denaro per seguire un corso che potrebbe essergli utile, perché sa che si tratta di un investimento. Non è automatico però che trovi corsi inerenti la sua specializzazione.
C'è poi un ulteriore aspetto che non va sottovalutato: il tasso di aggiornamento di un geologo non può essere minimamente comparato con quello richiesto ad un Commercialista o ad un Avvocato, visto che la produzione legislativa che ci riguarda non è così copiosa. Non ci facciamo trarre in inganno dalla particolare situazione che stiamo vivendo con l'entrata in vigore dell NTC !
Stento quindi ad immaginare, quando l'APC andrà a pieno regime, che ognuno di noi trovi 50 ore di corsi realmente utili.

Spesso sono proprio i neolaureati che vedono di buon occhio l'APC, perché non si sentono preparati, pronti ad affrontare il mondo del lavoro. Senonché sarebbe lecito chiedersi: non è forse questo un problema della preparazione universitaria ? Le materie più applicative, con l'ultima riforma, sono state sacrificate. Vogliamo risolvere il problema con l'APC ? Mi sembra assurdo. I giovani laureati debbono invece pretendere che l'Università sia in grado di fornire loro le basi e gli strumenti necessari per lavorare. D'altro canto l'esame di Stato dovrebbe garantire proprio questo, tanto che, paradossalmente, il geologo abilitato sarebbe la persona più adatta per insegnare ai corsi APC !
In Italia si da per scontato che il neolaureato debba seguire master, corsi e quant'altro, alimentando un copioso business. Viene da chiedersi: "Quanto ancora dovranno pagare le nuove generazioni prima di poter lavorare ?" Dopo aver fatto enormi sacrifici per laurearsi, per superare l'esame di abilitazione che facciamo, chiediamo loro altri soldi per far seguire i corsi APC ?

Fortunatamente la mia esperienza professionale mi ha portato a confrontarmi con l'Estero (sono consulente di una compagnia petrolifera norvegese e di un gruppo danese che esegue prospezioni geofisiche) e posso senz'altro dire che lì i giovani che si specializzano, che si aggiornano vengono pagati (bene) tramite PhD, master, qui invece li tartassiamo !

Ci sono poi altre cose sulle quali sarebbe utile riflettere:

1) La risoluzione europea non parla mai di obbligatorietà, quindi il CNG l'ha interpretata a suo piacimento: prova ne è il fatto che molti Ordini (come quello degli Architetti e degli Ingegneri) ha mantenuto l'APC facoltativo

2) E' possibile che il mio Ordine mi impedisca di lavorare ? A quale titolo ? Io ho superato un esame di abilitazione e quindi, a meno di non commettere le infrazioni previste (parliamo di cose ben più gravi) non possono sospendermi né tantomeno radiarmi. Siamo o no una Repubblica fondata sul lavoro ?

3) Il nuovo regolamento ha tolto l'obbligatorietà ai colleghi più anziani e a quelli iscritti all'Elenco Speciale (si tratta di chi lavora negli Enti Pubblici e che quindi non può svolgere, in teoria, libera professione). I motivi di questa modifica non sono stati esplicitati. Si potrebbe obiettare che, poiché i colleghi dell'ES lavorano spesso in Regione, nelle Province e poiché sono deputati al controllo dei lavori dei professionisti, dovrebbero essere più aggiornati di noi.
Con tutto il rispetto poi per i colleghi anziani, mi sembra che siano proprio loro i più bisognosi di essere aggiornati, mentre i neo laurati dovrebbero essere quelli che hanno gli strumenti più idonei per affrontare, ad esempio, le NTC (penso e spero che al corso di Geologia Applicata vengano ampiamente trattate)

4) Nel nuovo regolamento sono stati aumentati i crediti che spettano ai rappresentanti dell'Ordine, così come di chi fa parte della Commissione per gli Esami di Stato. Anche qui non si capisce bene come possano tradursi in crediti formativi le ore impiegate per svolgere queste attività (gli esaminatori, ad es., vengono aggiornati dai candidati ?)