X tutti
bene, vedo che alla fine i nodi vengono al pettine, e fanno male.
Il periodo è brutto per tutti ma lo è non solo per la crisi che stiamo attraversando che colpisce tutti i settori (e a quanto pare sta cominciando a colpire anche quello dei pubblici dipendenti) indistintamente e senza pietà.
Ad un problema collettivo a noi geologi se ne aggiunge in particolare un altro legato al modo in cui ci si pone, come categoria, davanti al lavoro, ancor prima che davanti alla libera professione. Il geologo è generalmente una persona che svende il suo lavoro non solo per la sua scarsa professionalità ma anche per la scarsa considerazione che ha di se stesso e non raramente dell'impegno che mette nel suo lavoro, impegno che trae origini, non raramente, dai tempi dell'università: "faccio geologia e non ingegneria civile perchè è più facile, esami meno impegnativi".
E la dimostrazione di quanto dico, sicuramente spiacevole per tanti, è che alla fine ci si trova ad occuparsi di fondazioni quando ci si è iscritti a geologia per le rocce, per i vulcani, per i terremoti. Inutile prenderci in giro. Ci siamo trovati a fare la libera professione perchè alla fine ci siamo resi conto che era l'unica cosa che potevamo fare, visto che fare gli scienziati, almeno in Italia, non è posssible. E francamente vedendo l'operato di tanti professori universitari forse non tutti i mali vengono per nuocere.
Tutto ciò ovviamente non significa che una volta decisi a fare una cosa non si riesca (e non si debba) farla con serietà e professionalità. Bisogna impegnarsi e quasi sempre ricominciare daccapo. Il problema però è: come si fa a fare le cose serie se il proprio lavoro viene svalutato prima da noi che lo proponiamo con prezzi stracciati nel privato mentre nel pubblico pretendiamo prezzi pieni grazie al clientelismo politico del paesello in cui viviamo e andando a quel servizio ai colleghi che non hanno santi in paradiso? come si fa ad essere seri se si accettano contratti a progetto da società di colleghi per quattro pidocchi sapendo bene che alla fine si rimane a stretto giro con il cosiddetto per terra ? Ed inoltre, come si pensa di essere veri professionisti se si accetta di essere cooptati da coloro che usando una cosa pubblica, quale un ordine professionale, tutelano solo i propri interessi privati così come dimostrato dai fatti relativi alle NTC, e non ultimo quelli relativi all'EPAP ??
Sicuramente e obbligatoriamente bisogna essere ottimisti ma bisogna avere coraggio, forza ma soprattutto intelligenza nel saper PENSARE sulla media distanza, non solo stupidamente come da qualcuno scritto su questo stesso forum pensando di "portare la pagnotta a casa" perchè non è con le pagnotte che si fa grande una categoria nè tanto meno un proprio futuro lavorativo e professionale, ma con tutto quello che serve su una tavola decente: primo, secondo, contornono e frutta, e se volete anche dolce, caffè e ammazzacaffè. Dipende da ognuno di noi e da quanta dignità e onesta intellettuale si riesce a trovare dentro se stessi guardandosi però a testa alta e non come servi.