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Devi anche aggiungere l'esperienza ultraquarantennale di Tuo Padre !!!
Salutamelo Antonio
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Iscritto: Oct 2000
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Fare delle penetrometrie dinamiche senza almeno dei pozzetti di taratura può portare a risultati fuorvianti.
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Dipende dalla situazione geologica in cui si usa il penetrometro dinamico leggero.
Per esempio per rilevare lo spessore della copertura d'alterazione nelle argilliti azzurine del Pliocene pedeapenninico ho sempre trovato (dico sempre e da anni ed anni) una perfetta corrispondenza con quanto emergeva negli scavi, sempre che le aste non venissero immorsate perchè la copertura era troppo molle.
Non esiste uno strumento adatto per risolvere tutti i problemi !
Con una Lamborghini non si può fare del fuori strada!
Il dinamico leggero ebbe il grande pregio di permetterci agli albori della professione di dare le prime risposte semiquanititative ai problemi connessi alla "geologia delle costruzioni" ed, a quanto mi risulta, non fece prendere delle grandi cantonate.
Prima della sua "scoperta" (che è romagnola) ci si calava negli scavi fatti con l'escavatore, rischiando di restarci schiacciati dentro e si rilevava la consistenza del terreno sulle pareti dello scavo, inevitabilmente ben compresse dalla benna, impiegando il pocket penetrometer ed il vane test !
Tutto sta nell'attribuire la giusta significatività ai suoi dati perchè è una misura della consistenza del terreno fatta a spanna e gamba. il che è sempre più di nulla.
Antonio
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E per quanto riguarda il penetrometro pesante o il superpesante? Che mi dite?
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Che anche loro vanno bene solo in certe condizioni e non in altre.
Un difetto è quello di non mettere bene in evidenza i livelli molli di spessore limitato, una virtù è quella di superare livelli molto compatti.
Ben volentieri ne parliamo e raccontiamo le nostre epsrienze ma mi chiedo : queste cose all'università non ve le insegnano ??
Antonio Scaglioni
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Iscritto: May 2004
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Iscritto: May 2004
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Per Scaglioni: Concordo in pieno (compreso per l'esperienza quarantennale di mio padre, per inciso!!!) con quanto hai detto. Il penetrometro dinamico medio-leggero non è assolutamente un paliativo ad altre prove, che a seconda dei casi devono comunque essere fatte ... quello che affermo (forse con parole sbagliate o forse sono gli altri che fraintendono) è che il penetrometro dinamico permette di eseguire una serie di verifiche sulla omogeneità areale dei terreni (a parità di costi). Ben inciso che si parla comunque dei primi 7-8 metri in sabbie o limi sabbiosi, dei primi 4-5 metri in argille o limi argillosi (in quanto quest'ultimi tendono a "stringere" sulla batteria delle aste non permettendo di registrare valori di resistenza attendibili)
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Originariamente inviato da Antonio Scaglioni: Ben volentieri ne parliamo e raccontiamo le nostre epsrienze ma mi chiedo : queste cose all'università non ve le insegnano ??
Antonio Scaglioni ...le insegnano (male e poco, ma le insegnano), ma quello che mi interessava era proprio conoscere le vostre esperienze in materia. Grazie Enzo
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Iscritto: Sep 2000
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Iscritto: Sep 2000
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Caro Collega,
le mie esperienze professionali nei due compi in cui ho prevalentemente operato le ho messe a disposizione dei Colleghi:
1) dalle colonne di questo forum;
2) dalle pagine degli " Elementi di geologia agraria" in cui, avvalendomi della duplice esperienza di geologo e di agricoltore ho:
2.a) fornito un indirizzo ai candidati all'esame di stato a proposito della "Geologia Agraria" poichè in nessuna facoltà di geologia viene trattato questo argomento con uno specifico corso ( sono stato infatti chiamato a tenere in divere sedi universitarie seminari sull'argomento);
2.b) indicato i problemi che una azienda agricola può risolvere avvalendosi dell'opera del geologo;
3) dalla pagine della "Geologia d'urgenza nelle calamità naturali" ho esposto le esperienze che ho acquisito quando ho lavorato in Regione Emilia Romagna, negli anni 70, come addetto ai pronti interventi, al consolidamento ed al trasferimento degli abitati colpiti da frane.
Sono stato inoltre liquidato dei diritti d'autore con tanti volumi che ho regalato ai Colleghi.
Già con questi due esempi penso che capisca come siano disinteressate le motivazioni che mi animano ad entrare nel Consiglio Nazionale dei Geologi.
Antonio Scaglioni
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Iscritto: May 2000
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Iscritto: May 2000
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In qualità di possessore e utilizzatore, fin dal 1997, di un penetrometro dinamico medio-leggero, non posso esimermi dal dire la mia sull'argomento, dopo aver letto con grande interesse quanto precedentemente scritto dai Colleghi. Partiamo da un dato che ho avuto modo di riscontrare per esperienza diretta: non mi aspetto "comprensione" da parte di chi è da sempre abituato ad avvalersi dei sondaggi geognostici (nè tantomeno da chi li fa). Va da sè che, per costoro, l'unico modo per caratterizzare un sito di progetto è l'esecuzione dei sondaggi. E come dar loro torto? E' ovvio che è meglio fare sondaggi, ma a condizione che: 1) si esegua un n° di sondaggi adeguato; 2) che detti sondaggi siano realizzati con le corrette modalità e non per "fare i buchi per terra" (come purtroppo avviene spesso); 3) che si esegua il prelievo in numero sufficiente di campioni INDISTURBATI (ahimè, se solo sapeste che porcherie arrivano ai laboratori geotecnici), 4) che i suddetti laboratori geotecnici eseguano CORRETTAMENTE le determinazioni richieste (e anche qua... ci sarebbe qualcosa da dire)
ma soprattutto....
5) che alla faccia di tutti i sondaggi e le prove di laboratorio (ma anche delle penetrometrie statiche e dinamiche, della geofisica, ecc. ecc. ecc.) si sia un tizio (che per comodità chiameremo "il Geologo") che si ponga una semplice domanda: "Che cosa DEVO aspettarmi da questo sondaggio? (o penetrometrica, o sismica, o ecc. ecc. ecc.)"
Ho visto illustri professoroni universitari avvalersi di costosissime campagne di sondaggi per rimettere consulenze strapagate dalle quali risulta che il substrato geologico si rinviene a 15 metri dal p.c., accorgendomi poi, con mio grande sbigottimento, che in quella stessa zona, il substrato E' AFFIORANTE!!!! .. e sarebbe bastato guardarsi un po' in giro per avvedersi di quelle curiose strutture sedimentarie (stratificazioni, mi pare che si chiamino) che ci forniscono così tante preziose informazioni circa la natura geologica della zona che stiamo esaminando.
Chiudo questa lunga tiritera per arrivare alla conclusione che, personalmente, sono sempre più convinto che i vantaggi delle penetrometriche dinamiche siano enormemente superiori alle inevitabili approssimazioni e limitazioni che questa metodologia di indagine presuppone. Ma soprattutto, sono sempre più convinto che, se alla base non c'è la "mentalità geologica", non ci sono sondaggi, penetrometrie, indagini geofisiche, ecc. ecc. ecc. che tengano!
Pasquale Di Marcantonio, geologo
Lenti, lenti, sono gli anni delle pietre.
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Iscritto: Aug 2001
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Iscritto: Aug 2001
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Ho purtroppo visto oggi una relazione basata su prove effettuate con il suddetto famigerato penetrometro.
Ragazzi roba da sputtanarsi!!!!!!!
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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