In qualità di possessore e utilizzatore, fin dal 1997, di un penetrometro dinamico medio-leggero, non posso esimermi dal dire la mia sull'argomento, dopo aver letto con grande interesse quanto precedentemente scritto dai Colleghi.
Partiamo da un dato che ho avuto modo di riscontrare per esperienza diretta: non mi aspetto "comprensione" da parte di chi è da sempre abituato ad avvalersi dei sondaggi geognostici (nè tantomeno da chi li fa). Va da sè che, per costoro, l'unico modo per caratterizzare un sito di progetto è l'esecuzione dei sondaggi. E come dar loro torto? E' ovvio che è meglio fare sondaggi, ma a condizione che: 1) si esegua un n° di sondaggi adeguato; 2) che detti sondaggi siano realizzati con le corrette modalità e non per "fare i buchi per terra" (come purtroppo avviene spesso); 3) che si esegua il prelievo in numero sufficiente di campioni INDISTURBATI (ahimè, se solo sapeste che porcherie arrivano ai laboratori geotecnici), 4) che i suddetti laboratori geotecnici eseguano CORRETTAMENTE le determinazioni richieste (e anche qua... ci sarebbe qualcosa da dire)

ma soprattutto....

5) che alla faccia di tutti i sondaggi e le prove di laboratorio (ma anche delle penetrometrie statiche e dinamiche, della geofisica, ecc. ecc. ecc.) si sia un tizio (che per comodità chiameremo "il Geologo") che si ponga una semplice domanda: "Che cosa DEVO aspettarmi da questo sondaggio? (o penetrometrica, o sismica, o ecc. ecc. ecc.)"

Ho visto illustri professoroni universitari avvalersi di costosissime campagne di sondaggi per rimettere consulenze strapagate dalle quali risulta che il substrato geologico si rinviene a 15 metri dal p.c., accorgendomi poi, con mio grande sbigottimento, che in quella stessa zona, il substrato E' AFFIORANTE!!!! .. e sarebbe bastato guardarsi un po' in giro per avvedersi di quelle curiose strutture sedimentarie (stratificazioni, mi pare che si chiamino) che ci forniscono così tante preziose informazioni circa la natura geologica della zona che stiamo esaminando.

Chiudo questa lunga tiritera per arrivare alla conclusione che, personalmente, sono sempre più convinto che i vantaggi delle penetrometriche dinamiche siano enormemente superiori alle inevitabili approssimazioni e limitazioni che questa metodologia di indagine presuppone. Ma soprattutto, sono sempre più convinto che, se alla base non c'è la "mentalità geologica", non ci sono sondaggi, penetrometrie, indagini geofisiche, ecc. ecc. ecc. che tengano!

Pasquale Di Marcantonio, geologo


Lenti, lenti, sono gli anni delle pietre.